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Cronaca Napoli

Cassonetti della differenziata dati alle fiamme all’ingresso dell’Ospedale Santobono

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Cassonetti differenziata dati alle fiamme all’ingresso dell’Ospedale Santobono, Borrelli e Nasti (Verdi): “Nessuna considerazione per la salute dei bimbi. Pene esemplari per i responsabili ”.

“Dare fuoco ai cassonetti è una precisa attività che qualcuno svolge da tempo nelle diverse aree della città, un immotivato atto vandalico che noi denunciamo e monitoriamo, ma incendiare i cassonetti della raccolta differenziata all’ingresso dell’ospedale pediatrico Santobono è una mostruosità. Fiamme e fumo si sono levate in via Mario Fiore, quartiere Arenella, e rendendo l’aria irrespirabile ai piccoli pazienti della struttura pediatrica. E’ inaccettabile che si possa decidere di compiere un gesto del genere. Siamo di fronte a dei criminali, che non hanno nessuna considerazione nemmeno per la salute dei bimbi. Attraverso le telecamere di sorveglianza si risalga ai responsabili e si proceda con pene esemplari ”. Lo hanno detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale dei Verdi e Rino Nasti Consigliere della V municipalità per Il Sole che ride.

“ Servono regole, la città è assediata da una indisciplina serpeggiante, hanno proseguito Borrelli e Nasti, sono necessarie pattuglie delle Forze dell’Ordine a presidio dei territori che garantiscano il vivere civile e facciano sentire che Napoli non è il regno del possibile e del tutto si può fare. Occorre inquadrare una faccenda che può scivolare verso la deriva”.

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Calcio Napoli

La Diocesi di Pozzuoli ‘benedice’ l’intitolazione dello stadio a Maradona

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foto di cronache della campania

La Diocesi di Pozzuoli ‘benedice’ l’intitolazione dello stadio a Maradona.

“Ben venga” l’intitolazione dello stadio San Paolo a Diego Armando Maradona, “purché non si perda la memoria delle nostre radici e ci siano iniziative culturali significative che mettano in evidenza i fondamenti greco-romani e cristiani della storia del nostro territorio”. Così la Diocesi di Pozzuoli che in una nota “benedice” il cambio di denominazione dello storico impianto sportivo di Fuorigrotta, zona occidentale della città di Napoli ma che rientra storicamente nel territorio della diocesi puteolana.

Nella lunga nota viene sottolineato come la morte di Diego Armando Maradona sia stata “avvertita a Napoli quasi come la perdita di una persona cara, di un figlio della nostra terra, pur essendo egli argentino di nascita”, e che “il suo legame con la città di Napoli, e con tutta la sua popolazione non solo non è venuto meno nel corso degli anni, ma si è anzi addirittura rafforzato grazie a numerose reciproche attestazioni di affetto e di vicinanza. I napoletani hanno continuato ad amare Maradona anche dopo che egli ha lasciato la squadra cittadina, non perché il suo nome sia legato a vittorie e a conquiste di trofei sportivi, ma perché lo hanno sempre avvertito come ‘uno di noi’: allo stesso modo Maradona non ha mai smesso di evidenziare il suo speciale legame con Napoli, mostrando ogni qual volta fosse possibile di sentirsi parte di questa città”.

La Diocesi di Pozzuoli ricorda però anche che lo stadio teatro delle gesta sportive di Maradona nei 7 anni di appartenenza alla squadra del Napoli” è stato lo stadio San Paolo, nato come “stadio del Sole” e intitolato a San Paolo nel 1961 in occasione del diciannovesimo centenario del suo arrivo a Pozzuoli e del suo passaggio nei Campi Flegrei percorrendo la via che da Pozzuoli portava a Roma, e che passava proprio nei pressi del luogo dove è stato edificato lo stadio, l’attuale via Terracina.

“San Paolo, in quel momento un prigioniero, non solo fu accolto benevolmente, ma gli fu offerta accoglienza per tutta una settimana. Questa grande tradizione, mai venuta meno nel corso dei secoli, e oggi ancora più da coltivare, fonda la stessa identità del nostro popolo aperto per sua natura alla cultura dell’incontro: non perderne la memoria è sempre stato considerato di grande rilievo”. E questa memoria, sottolinea la Diocesi di Pozzuoli, “che oggi preme a tutti noi conservare.

A questo, il nome dello stadio San Paolo può contribuire in modo efficace. Pur tuttavia – aggiunge la nota – non ci sembra l’unico modo: essa si è mantenuta viva, infatti, per molto tempo prima che lo stadio venisse costruito, e si manterrà viva ancora dopo. E nel cuore, nella coscienza, di ogni abitante di questa terra che essa vive. Ci sembra invece che intitolare lo Stadio a Diego Armando Maradona possa oggi essere un segno di richiamo ai valori fondanti lo sport, facendo riferimento a uno dei suoi più grandi rappresentanti, e a una passione che dall’ambito puramente sportivo deve diffondersi in tutto il tessuto sociale, politico, economico della nostra terra flegrea, con particolare attenzione ai più bisognosi secondo quella generosità che fu anche del giocatore argentino”.

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