La “strage” delle guardie giurate Fiat ai tempi del contagio: settima guardia licenziata nel giro di alcuni mesi da FCA Security, controllata del gruppo FCA, a Pomigliano. E’ un giovane della vicina acerra, R.C., 35 anni. Qualche giorno fa è stato estromesso dal mondo del lavoro per motivi disciplinari. Anche gli altri colleghi che lo hanno preceduto hanno subito un provvedimento disciplinare del genere. Comunque quest’ultima è una storia complessa. R.C. aveva fatto ricorso al tribunale del lavoro contro l’azienda per un presunto demansionamento. Tra le prove presentate dal lavoratore c’erano alcune registrazioni telefoniche fatte da lui. Ma secondo l’azienda quelle registrazioni fatte conversando al telefono con colleghi e responsabili di lavoro sono state realizzate senza avvisare gli interlocutori. “E’ quindi venuto meno il rapporto di fiducia”, il motivo sostanziale del licenziamento.
Intanto è una mattanza occupazionale quella che si sta abbattendo sui 70 vigilantes della grande fabbrica automobilistica di Pomigliano, per la gran parte ancora impegnati nei servizi di sorveglianza dello stabilimento, chiuso da quasi un mese a causa del contagio. Una sfoltita silenziosa che sta avendo come sfondo la tragedia nazionale del Coronavirus. Intanto pare proprio che il taglio sia pure consentito in questo periodo maledetto. Si perché il licenziamento disciplinare non rientra nella moratoria provvisoria sui licenziamenti, lo stop varato dal governo nell’ambito dei decreti economici anti contagio. “Più che di provvedimenti formativi – commenta Giuseppe Alviti leader associazione guardie particolari giurate – dovremmo parlare in questi casi di provvedimenti punitivi, vale a dire il cui obiettivo non è quello di richiamare il lavoratore a un comportamento corretto ma piuttosto di punire e basta. C’è inoltre, ma non è cosa secondaria, la sensazione netta che questi provvedimenti punitivi servano a ridimensionare gli organici di FCA Security Pomigliano in una fase aziendale difficile”.
Trasnova avvia 53 licenziamenti a Pomigliano, la Fiom accusa: «Disimpegno industriale inaccettabile»
NAPOLI – «La crisi del settore automotive nel polo di Pomigliano d’Arco tocca un nuovo, drammatico punto di non ritorno». Con queste parole Mauro Cristiani, segretario generale della Fiom Napoli, e Mario Di Costanzo, responsabile automotive del sindacato, commentano l’avvio della procedura di licenziamento collettivo da parte di Trasnova per 53 lavoratori impegnati nello stabilimento Pomigliano d'Arco.
«Si tratta di un atto gravissimo che getta nell’incertezza decine di famiglie e conferma che i primi a pagare lo stato di abbandono in cui versa il comparto sono i lavoratori dell’indotto», affermano i rappresentanti sindacali. «Non è un evento inaspettato, ma la cronaca di un disastro annunciato».
Pomigliano – Attimi di paura questa mattina nel cuore di Pomigliano d’Arco, dove un’autovettura è andata a fuoco in pieno orario di punta, rischiando di innescare un grave incidente. Il centro è stato bloccato per oltre un’ora, creando caos nella viabilità in coincidenza con l’apertura delle scuole. Tutto è iniziato intorno alle 10 di mattina…
Pomigliano– Due agenti della polizia municipale sono stati aggrediti con calci e pugni da un 60enne di Pomigliano mentre intervenivano per sventare il tentativo di furto di un’autovettura. I fatti sono avvenuti nella mattinata nei pressi di un negozio di parrucchieri in via Napoli, dove gli agenti erano impegnati in un servizio di controllo del…
REDAZIONE






Scegli il canale social su cui vuoi iscriverti