Colloqui via skype per i detenuti, la direttrice del carcere di Bari racconta la nuova esperienza: “Sono contenti, è come ritornare a casa. Le nuove misure varate per contenere il contagio da Covid-19 piacciono ai carcerati. “Dopo una iniziale diffidenza ora sono contenti di collegarsi via Skype con le famiglie perchè è come se tornassero a casa per qualche ora” dice Valeria Pirè, direttrice del carcere di Bari, che nei giorni scorsi ha disposto i colloqui via Skype.
“Adesso abbiamo centinaia di richieste” racconta la direttrice, assicurando che “nei prossimi giorni aumenteremo le possibilità di colloqui, attualmente limitati ad una volta a settimana per ciascun detenuto. Vedendoli parlare da remoto con le famiglie ci siamo commossi anche noi, perchè in quegli schermi tornano a vedere il loro cane, le loro case, come è stato ristrutturato il bagno. Certo il contatto fisico e umano è diverso, ma in questo momento non sarebbe comunque possibile”. Nel carcere di Bari ci sono 420 detenuti (a fronte di una capienza di 299). Fortunatamente non ci sono stati fino a questo momento casi positivi di coronavirus. Tutti i nuovi carcerati vengono sottoposti a controlli nell’area esterna di triage e anche il personale, agenti di polizia penitenziaria, educatori e amministrativi, tutti muniti di mascherine, viene sottoposto a misurazione della temperatura ogni volta che entra. Per limitare ulteriormente gli accessi, da venerdì 27 marzo anche i colloqui con i difensori si potranno svolgere via Skype. Avranno durata di 20 minuti salvo particolari esigenze e si potranno tenere ogni lunedì, martedì e venerdì dalle 13 alle 15.45.
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