Calcio

Allenatore minaccia arbitro per rigore, Daspo di 5 anni

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Il questore di Reggio Calabria Maurizio Vallone ha emesso due provvedimenti di divieto di accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive (Daspo). Avra’ la durata di 5 anni il Daspo nei confronti di A. G., di 41 anni,allenatore dell'”A.S.D. Ludos Ravagnese Calcio”, resosi responsabile dei disordini avvenuti occorsi l’8 febbraio, a Croce Valanidi, durante l’incontro con l’Africo, valevole per il Campionato di Promozione 2019/20. Il tecnico, in quella circostanza, avrebbe minacciato di morte l’arbitro a causa dell’assegnazione e della ripetizione di un rigore a favore della squadra ospite dopodiche’ i suoi giocatori hanno accerchiato la terna arbitrale offendendola e minacciandola a loro volta. Il secondo provvedimento, della durata di due anni, e’ stato emesso nei confronti di V. G.,(40), tifoso del Locri che si sarebbe reso responsabile dei disordini verificatosi a novembre in occasione dell’incontro con la Reggiomediterranea, valevole per il Campionato di Eccellenza 2019/20.

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«Che bella una partita senza Var di mezzo…». La frase pronunciata da Gian Piero Gasperini fotografa un malumore sempre più diffuso in Serie A, dove la tecnologia introdotta per ridurre gli errori arbitrali è finita al centro di polemiche quasi quotidiane. Allenatori, dirigenti e tifosi contestano interpretazioni e interventi, mentre la frequenza ravvicinata delle partite amplifica ogni episodio controverso.

L’ultimo caso riguarda il rigore che ha deciso la sfida tra Genoa e Napoli. «Non era assolutamente fallo», ha ammesso Dino Tommasi, componente della Can, intervenendo a “Open Var”. «Cornet tocca il piede ma è una strisciata accidentale. Il fallo deve essere chiaro. Non c’è matrice di step on foot. È un errore valutativo che abbiamo fatto. È stato sbagliato anche richiamare Massa al monitor». Una doppia ammissione che riapre il dibattito non solo sulla decisione finale, ma anche sull’opportunità stessa della revisione al video.

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Aggressioni agli arbitri, l’AIA si ribella: sito oscurato in segno di protesta. Sdegno dopo l’ultimo caso in Sicilia

di Federica Annunziata 7 Aprile 2025 - 16:58

ROMA – Un gesto forte, simbolico ma carico di significato: l’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha oscurato nella giornata di ieri il proprio sito ufficiale, sostituendone la homepage con un’immagine che richiama la non violenza.

Una protesta silenziosa ma potente contro l’ennesima aggressione subita da un arbitro, avvenuta in Sicilia durante una partita del campionato Under 17. Un episodio solo ultimo di una lunga e allarmante serie di violenze che hanno colpito direttori di gara in tutta Italia, dalla Campania al Veneto, passando per Lazio e altre regioni.

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