“Il caso della giovanissima Rosa, morta a 19 anni per un arresto cardiaco e soccorsa, a quanto risulta, dopo un’ora dalla prima chiamata al 118 fa gridare vendetta. Non sappiamo ancora quale sarebbe stato il suo destino se i soccorsi fossero stati tempestivi. Ci chiediamo, però, contro chi dovremmo puntare il dito se i risultati dell’autopsia confermassero che per questa giovanissima vita si sarebbe potuto fare qualcosa, se solo si fosse agito per tempo. Chi pagherebbe in tal caso? Forse chi, come il governatore di questa regione, se ne va in giro a celebrare il miracolo dell’uscita dal commissariamento, mentre in cinque anni non è stato in grado neppure di garantire presidi salvavita in tutti i territori né un coordinamento regionale del 118. La povera Rosa era di San Giorgio a Cremano, ma l’ambulanza è dovuta arrivare da Marigliano, in quanto l’unica disponibile in tutta la Asl. Nella vicina Torre del Greco ci sono tre ambulanze non medicalizzate che costano un patrimonio, in quanto vengono fornite dai privati, ma che in casi come questi, non essendoci il medico a bordo, sono inutili. Ed è paradossale che un’area di 600mila abitanti, per le emergenze cardiologiche abbia un solo medico in servizio, ma reperibile a Sorrento”. E’ quanto denuncia la capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle e coordinatrice nazionale sanità Valeria Ciarambino.
“Quella che De Luca ci restituisce alla fine della sua legislatura – prosegue Ciarambino – è una regione nella quale per aver garantita l’assistenza si fa ricorso alla prepotenza, come ha fatto quella banda di giovani criminali che ha aggredito e sequestrato un equipaggio del 118 per soccorrere un conoscente. Con buona pace di una recente mozione a nostra firma approvata all’unanimità proprio sul tema della violenza contro gli operatori sanitari, che fa seguito a una risoluzione sulla riorganizzazione del 118 approvata in Commissione Sanità da oltre un anno e a cui De Luca non ha mai dato seguito. Per non dire dei tanti emendamenti e proposte presentati in questi anni, inclusa l’ultima legge di bilancio, e puntualmente respinti solo perché a presentarli era il M5S. Nulla è stato fatto in cinque anni, salvo mettere a posto quattro numeretti e brindare a una sanità che di miracoloso ha solo che chi ha finito di distruggerla è ancora comodamente seduto sulla poltrona di governatore”.
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