Va al colloquio nel carcere di Secondigliano al posto del padre del detenuto e porta 4 telefonini nelle scarpe: arrestato

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Nella giornata di ieri è stata condotta una brillante operazione da parte del personale della Polizia Penitenziaria in servizio presso il  carcere dì Secondigliano che ha arrestato una persona ai colloqui con documento d’identità contraffatto, aveva all’interno delle scarpe 4 telefonini, 3 cavetti USB e alcuni grammi di cocaina e hashish.
L’individuo in questione ha tentato di entrare ai colloqui per l’incontro con un detenuto con uno scambio di persona fingendosi il padre del detenuto ed esibendo documento d’identità contraffatto che non è sfuggito ai controlli del Personale di Polizia Penitenziaria
Durante l’operazione è stata sequestrata anche un auto Fiat 500 modello vecchio ed è stata arrestata la donna che era con lui, che è risultata essere la moglie del detenuto destinatario del materiale occultato.
Su disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente l’uomo è stato portato a Poggioreale mentre la donna è stata accompagnata presso la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli. La notizia è stata diffusa da Emilio Fattorello segretario regionale del Sappe. “La sagacia e la professionalità del Personale della Polizia Penitenziaria operante -spiega Fattorello-ha consentito il brillante risultato di una meticolosa operazione di polizia giudiziaria.
Così è stato interrotto un traffico illecito tra l’esterno e l’interno del Centro Penitenziario di Secondigliano, tentativo di traffico che era finalizzato a rifornire dei telefonici e delle sostanze stupefacenti un detenuto ubicato al reparto S2 durante la fruizione del colloquio con i congiunti.Il plauso e il compiacimento del SAPPE va al Personale del Centro Penitenziario di Secondigliano che si è distinto nella veloce indagine conclusasi con l’arresto dei due malintenzionati. Nonostante le quotidiane criticità che vive il Personale di Polizia Penitenziaria durante il proprio servizio, il senso del dovere e l’operatività messa in campo dalle Donne e Uomini del Corpo assicurano sempre la garanzia dell’ordine e sicurezza nel circuito penitenziario”.


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