“Il 7 ottobre si avvicina, giorno in cui il taglio dei parlamentari arriverà finalmente in Aula a Montecitorio”, si legge sul Blog delle Stelle. “A dimostrazione della validità di questa nostra battaglia storica, e’ lecito domandarsi quanto sia giusto continuare a pagare gli stipendi dei cosiddetti assenteisti da record. Ebbene si’, ci sono deputati che sono stati eletti dai cittadini per rappresentare i loro interessi in Parlamento e che invece in Aula non ci sono quasi mai. Non lo diciamo noi, ma i dati disponibili su ‘Openparlamento’, che assegna il podio per il maggior numero di assenze alla Camera a Michela Vittoria Brambilla, deputata di Forza Italia, con il 98.21 per cento di assenze. Cio’ significa che la Brambilla ha partecipato solo a 78 votazioni su 4.353”, prosegue il post del Movimento 5 Stelle. “Al secondo posto troviamo un altro azzurro, il noto imprenditore Antonio Angelucci, che ha saltato ben 3.980 votazioni su 4.353, guadagnandosi un bel 91.43 per cento di assenze. Non male. A seguirlo Vittorio Sgarbi, passato recentemente da Forza Italia al gruppo Misto. Per lui, solo il 24.54 per cento di presenze, più o meno come Guido Della Frera, anche lui in quota Forza Italia e con una percentuale di presenze alle votazioni della Camera che si attesta al 25.02 per cento. L’azzurro ha quindi saltato 3.264 votazioni su 4.353”, si legge ancora sul Blog. “Ma ai vertici della classifica dei deputati più assenteisti – si legge nel Blog delle Stelle – ci sono anche nomi ‘insospettabili’, come quello di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia e’ molto presente sui social e sulla stampa, ma dovrebbe spiegare ai suoi elettori come mai con il 74.91 per cento di assenze alla Camera ha saltato ben 3.260 votazioni su 4.352. Quello dell’assenteismo e’ un vero e proprio vizio per la Meloni, che non e’ un’assidua frequentatrice nemmeno del Campidoglio: 17 per cento di presenze nel 2018, mentre con un magro 10 per cento, nell’anno in corso la leader di Fratelli d’Italia e’ stata vista, per ora, 3 volte. Questi campioni di assenteismo avranno il coraggio di votare insieme a noi per il taglio dei parlamentari?”, conclude il testo postato sul blog del Movimento 5 stelle.
Castellammare di Stabia – Manifesti con l’immagine della premier Giorgia Meloni a testa in giù sono apparsi nelle ultime ore in alcune strade del rione Annunziatella, a Castellammare di Stabia, scatenando immediate polemiche politiche e reazioni indignate. Sui manifesti compare la foto capovolta della presidente del Consiglio accompagnata da frasi di dura accusa: «Governo italiano…
Un episodio inquietante si è verificato a Caivano, all’interno della parrocchia di San Paolo Apostolo, dove la tranquillità di una celebrazione liturgica è stata violata da un gesto audace e inquietante. Durante la messa, un uomo si è mischiato tra i fedeli e ha consegnato a don Maurizio Patriciello un fazzoletto contenente un proiettile, per…
Roma – Il sito Phica.eu, da anni attivo nella pubblicazione di immagini intime di donne senza il loro consenso, è stato oscurato e ora è al centro di una delicata inchiesta della Procura di Roma. Gli inquirenti ipotizzano il reato di estorsione aggravata. Nel mirino della magistratura c’è un nome: Vittorio Vitiello, 45 anni, nato a Pompei e residente a Scandicci in provincia Firenze, ritenuto il gestore occulto del forum. Il suo profilo emerge da un’inchiesta del quotidiano Domani, che cita un’analisi di Alex Orlowsky, esperto di cyber intelligence. Secondo l’esperto, dietro gli pseudonimi “Bossmiao”, “Phica master” e altri nickname riconducibili all’admin del sito ci sarebbe proprio Vitiello, imprenditore del settore pubblicitario e titolare della società Lupotto Srls, fondata a Genova nel 2023 e specializzata in campagne social tramite influencer. Una società con bilanci in utile – 150mila euro di fatturato e circa 65mila euro netti negli ultimi due anni – che ora si trova associata a un’indagine esplosiva.
Il forum, nato nel 2005, si basava su un meccanismo tanto semplice quanto devastante. Le immagini: fotografie intime di donne, famose e non, in molti casi rubate da telefoni o profili privati, in altri scattate di nascosto. Tra le vittime ci sarebbero state anche minorenni. I commenti: una community di utenti registrati che accompagnava quelle immagini con commenti sessisti e insulti. Le richieste di denaro: le vittime, per rimuovere le proprie foto, ricevevano richieste tra i 250 e i 1000 euro al mese, da pagare in bitcoin, PayPal o tramite bonifico “mascherato” con l’intervento di amici e parenti. In alcuni casi, chi stava dietro al sito si sarebbe perfino spacciato per collaboratore della Polizia Postale.
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