È partito il conto alla rovescia, forse uno dei più importanti per il nostro Pianeta: secondo uno studio di Bloomberg la transizione verso le fonti di energia rinnovabili appare più vicina di quanto si possa credere. Il timer che porterà all’addio ai combustibili fossili sembra andare più veloce del previsto: basti pensare agli enormi passi in avanti mossi dal fotovoltaico e dall’eolico, non solo a livello europeo. Anche l’Italia sta contribuendo non poco alla rapidità di questa transizione, visto e considerato che sarebbe ad un passo dal raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2020. E se da un lato il mondo intero si muove, dall’altro anche noi – nel nostro piccolo – possiamo contribuire.
Dire addio ai combustibili fossili in casa
Ci sono abitudini quotidiane da sradicare, e scelte importanti da valutare. Chiaramente bisogna intervenire prima di tutto su quelle abitudini che, più di tutte, impattano in maniera pesante sull’ambiente: la prima, nonché la più importante, riguarda il consumo di plastica, che spesso va verso un vero e proprio abuso. Ed è possibile rimediare in mille modi diversi, ad esempio optando per i contenitori in vetro, o per quelli realizzati grazie all’impiego di bioplastiche. Cosa c’entra la plastica con i combustibili? È presto detto: è un materiale che viene prodotto dall’industria petrolifera, i due business sono dunque fortemente connessi. Non solo, anche lato energetico si può optare per soluzioni ecosostenibili: alcuni operatori come Acea ad esempio propongono offerte per la luce e per il gas con la garanzia di produzione energetica da impianti alimentati al 100% da fonti rinnovabili. Una decisa scelta di campo è un primo passo concreto e un contributo che chiunque può dare alla transizione verso le rinnovabili.
Dire addio ai combustibili fossili fuori casa
Non solo in casa: anche per strada ogni piccolo passo in avanti è ben accetto: potrebbe apparire drastico smettere di usare l’automobile. Ogni cambiamento può anche partire in maniera soft: potrebbe essere già importante lasciare a casa l’auto quando non è strettamente necessaria, e iniziare ad approfittare dei mezzi pubblici. E se proprio bisogna mettersi alla guida, meglio farlo su un’auto elettrica: optare anche in questo campo per un modello green, infatti, non è una semplice moda, ma un vero e proprio passo in direzione della riduzione dei consumi di combustibili fossili. Anche il car-sharing è una buona soluzione, e in molte regioni sta crescendo quello con vetture elettriche, per dare maggiore spunto ecologico alla situazione. In certi paesi l’elettrico diventerà presto l’unica soluzione possibile: vi basti pensare al caso dell’India, dove il Governo ha intenzione di elettrificare tutte le vetture entro l’anno 2032. Una rivoluzione che potrebbe presto coinvolgere altre nazioni. Un ultimo suggerimento per la mobilità? Ridurre e limitare i viaggi in aereo, come l’attivista Greta Thunberg insegna, ad esempio. Gli aerei inquinano pesantemente, ogni anno cresce il numero di voli e diminuiscono i prezzi: andare controtendenza può aiutare a non alimentare il traffico aereo. Ciascuno può fare passi decisivi nel proprio piccolo, e contribuire ad una transizione energetica fondamentale.
Mondragone, la dea bendata bacia un 50enne: vince 229mila euro con 10 centesimi
Mondragone è sempre più città fortunata. A distanza di pochi giorni dal lancio italiano della slot The Goonies Megaways Quest For Treasure Jackpot King, un residente cinquantenne ha centrato il jackpot da oltre 229mila euro con una puntata minima, trasformando una serata sonnolenta in un momento che cambierà la vita della sua famiglia. La giocata…
Giovane di Qualiano disperso tra le nevi a Saint Moritz dopo un’escursione: ore di angoscia
Qualiano trattiene il respiro mentre lo sguardo corre lontano, fino alle montagne innevate di Saint Moritz. Da ieri, 18 febbraio, non si hanno più notizie di Luciano Capasso, 25 anni, originario della cittadina dell’hinterland napoletano e da tempo trasferitosi in Svizzera per lavoro. Il giovane risulta disperso dopo essere uscito per un’escursione in alta quota, approfittando di una giornata di riposo.
Luciano lavora come dipendente del prestigioso Badrutt’s Palace Hotel, simbolo dell’ospitalità internazionale della località alpina. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe deciso di trascorrere il suo giorno libero sulla neve, ma con il passare delle ore e il mancato rientro l’inquietudine ha lasciato spazio all’allarme. Colleghi e conoscenti hanno subito avvertito le autorità svizzere, facendo scattare le operazioni di ricerca in un’area tanto affascinante quanto insidiosa.
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