Le Universiadi di Napoli chiudono i battenti con un bilancio piu’ che positivo per i colori azzurri: 44 medaglie (15 ori, 13 argenti e 16 bronzi), sesto posto in classifica generale e unica nazione dell’Europa occidentale presente in top ten. Solo in un’altra occasione l’Italia aveva fatto meglio, nella prima edizione di Torino 1959 ideata da Primo Nebiolo, ma allora i Paesi partecipanti erano meno della meta’. Dietro solamente a Giappone, Russia, Cina, USA e Corea del Sud, l’Italia ha anche eguagliato gli ori dell’edizione di Kazan del 2013. Quella di Napoli e’ stata soprattutto l’Universiade delle donne azzurre. A partire da Daisy Osakue, la discobola piemontese di origini nigeriane che ha archiviato l’aggressione razzista subita un anno fa realizzando un lancio da 61 metri e 69 centimetri, la seconda prestazione italiana di sempre. La 23enne di Moncalieri e’ diventata il simbolo italiano di questa edizione universitaria made in Italy, protagonista anche dello spegnimento del braciere nella cerimonia di chiusura di ieri sera. Altre ragazze si sono messe in evidenza nella dieci giorni campana. Ayomide Folorunso, anche lei di origini nigeriane, ha trionfato nei 400 metri a ostacoli, mancando il record italiano per appena 21 centesimi. Discorso simile per Luminosa Bugliolo, dominatrice della gara dei 100 metri a ostacoli con un invidiabile 12”79, a soli tre centesimi dal miglior tempo azzurro. Il poker azzurro nell’atletica lo ha messo a segno Roberta Bruni nel salto con l’asta.
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