E’ morto Vincent Lambert, l’uomo tetraplegico da oltre 10 anni, simbolo in Francia della lotta per il fine vita. Ne ha dato notizia la sua famiglia questa mattina. Dopo l’ultima decisione del tribunale, i medici gli avevano sospeso cure e alimentazione da mercoledì della scorsa settimana. Dopo che martedì scorso era stata disposta la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione del 43enne, nelle ultime ore anche i genitori si erano arresi definendo ineluttabile la morte del figlio. Mercoledì sera, oltre 300 persone si erano radunate davanti alla chiesa di Saint-Sulpice a Parigi per una veglia di preghiera dedicata al tetraplegico, in stato vegetativo da quasi 11 anni. Il caso di Vincent Lambert è stato anche la storia di uno sconvolgimento familiare. La moglie dell’uomo, Rachel Lambert, così come sei dei suoi fratelli e sorelle nonché il nipote Francois, hanno protestato per anni contro quella che definivano una “inesorabilità terapeutica” chiedendo che gli venisse concesso il diritto di morire. Gli anziani genitori, ferventi cattolici, volevano invece che non fossero staccate le macchine che lo tenevano in vita.
Le luci della festa erano ancora accese, ma la notte si è tinta di sangue. In un piccolo villaggio del Vaucluse, tra i paesaggi da cartolina della Provenza, un matrimonio si è trasformato in un agguato mortale. La sposa è stata uccisa da un commando armato, piombato sulla scena poco prima dell’alba, mentre con il marito stava lasciando la festa. Un attacco violento, in pieno stile esecuzione, che ha fatto esplodere il panico tra gli invitati.
L’episodio è avvenuto intorno alle 4:30 del mattino, quando un’auto ha affiancato quella degli sposi e i passeggeri, a volto coperto, hanno aperto il fuoco. Il corpo senza vita della sposa è stato ritrovato nell’abitacolo, mentre uno degli aggressori è morto travolto dall’auto in fuga. Tre le persone ferite, tra cui un bambino di dieci anni in gravi condizioni. Il resto del commando è riuscito a fuggire, scatenando una massiccia caccia all’uomo nella regione, coordinata dalla gendarmeria e dall’unità investigativa di Marsiglia.
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