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Fissato il processo al carabiniere corrotto che faceva le soffiate al boss

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Notificato nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere l’avviso per la prima udienza dibattimentale, fissata per il 21 maggio, dinanzi al tribunale di Napoli Nord , a Lazzaro Cioffi, 57 anni, carabiniere  originario di Casagiove finito in cella per corruzione e spaccio d droga con l’aggravante del metodo mafioso.  Secondo le indagini della Procura della Dda di Napoli, Cioffi avrebbe informato esponenti del clan Ciccarelli di indagini riservate e su imminenti perquisizioni da farsi al ras del Parco Verde di Caivano, Pasquale Fucito.   I fatti contestati a Cioffi risalgono a quando il 57enne era in forza al nucleo investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna (Napoli), ruolo che ha ricoperto fino al giorno dell’arresto scattato il 19 aprile del 2018. Secondo le indagini nel corso degli anni Cioffi avrebbe dato soffiate alle cosche e rivelato retroscena su blitz ed inchieste, inquinando dunque le indagini. La moglie, Emilia D’Albenzio,

di Maddaloni, ritenuta legata da rapporti di parentela a soggetti della camorra locale, coinvolta pure lei in questa vicenda giudiziaria, insieme a Pasquale Fucito ha scelto e ottenuto di essere processata con rito abbreviato, formula che prevede lo sconto di un terzo della pena (udienza fissata a fine maggio). Un’altra contestazione mossa a Cioffi e alla moglie, in concorso con Fucito, riguarda la compravendita di un ristorante a Casagiove sulla Nazionale Appia (Caserta): secondo l’accusa lo avrebbero acquistato a 60mila euro per poi rivenderlo per 120mila euro a Fucito. Il brigadiere, secondo indagini della procura di Salerno, sarebbe coinvolto nell’omicidio del sindaco di Pollica (Salerno) Angelo Vassallo ‘il pescatore’ con un’altra persona in via di identificazione. Nella contestazione, sintetica, fatta a suo carico, non sono formulati né il movente né il ruolo che il carabiniere avrebbe avuto nel delitto.

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Omicidio Vassallo, “Le Iene” vanno in carcere a parlare con il presunto assassino Lazzaro Cioffi

di Gustavo Gentile 25 Gennaio 2025 - 08:41

Santa Maria Capua Vetere – Un nuovo capitolo si apre nel complesso caso dell’omicidio del sindaco-pescatore di Pollica, Angelo Vassallo.

Le telecamere di “Le Iene” sono entrate nel carcere militare dove sono reclussi il carabiniere Lazzaro Cioffi e il colonnello Fabio Cagnazzo, entrambi indagati per l’efferato delitto avvenuto nel 2010.

Omicidio Vassallo: il Riesame conferma le misure cautelari

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Il Tribunale del Riesame di Salerno ha confermato le misure cautelari per Fabio Cagnazzo, Lazzaro Cioffi e Giuseppe Cipriano, accusati dell’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo. I giudici hanno rigettato i ricorsi presentati dai difensori dei tre indagati, ribadendo le decisioni precedentemente adottate dal Gip.

Entro 45 giorni verranno depositate le motivazioni dettagliate della sentenza. Tuttavia, da quanto emerso durante l’udienza, il Tribunale ha giudicato solide le accuse avanzate dalla Procura di Salerno, basate su intercettazioni telefoniche e dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, che avrebbero fornito elementi rilevanti contro gli indagati.

Il pentito Ridosso: “Fu il brigadiere Lazzaro Cioffi ad uccidere il sindaco Angelo Vassallo”

di Rosaria Federico 22 Novembre 2024 - 06:58

Ora c’è un nome e un movente, anzi più di uno. Ad uccidere il sindaco di Policca, Angelo Vassallo, la sera del 5 settembre del 2010 fu l’ex brigadiere dei carabinieri Lazzaro Cioffi. Lo ha messo a verbale il pentito di camorra Romolo Ridosso nel suo recente interrogatorio dell’11 novembre scorso.

I verbali depositati agli atti del Riesame previsto per lunedì prossimo sono stati pubblicati in stralcio dai quotidiani Il Fatto, Repubblica e il Mattino e dai quali si evince che l’omicidio del sindaco pescatore era maturato per decisione del gruppo scafatese interessato a sviluppare il traffico di droga in Cilento utilizzando proprio il porto di Acciaroli come base operativa.

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