Nel week-end a cavallo tra sabato 16 e domenica 17, poco dopo la mezzanotte presso il pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna e Maria Santissima della Neve sito in Boscotrecase si è consumato l’ennesimo tentativo di aggressione ai danni di un medico del pronto soccorso. Lo scenario in ospedale era da Terzo Mondo, un Pronto Soccorso gremito di pazienti sulle barelle e uno stuolo ancora più numeroso di parenti e amici molti giunti in pigiama e vestaglia, altri solo in pigiama moltissimi in pantofole e tutti che pretendevano accedere al pronto soccorso per stare vicino ai loro amici e parenti. Una guardia giurata non armata che avrebbe dovuto fermare le persone ma che in verità era solo ed impotente innanzi a coloro che con prepotenza volevano accedere e difatti accedevano ignorando le disposizioni del vigilantes, ignorandolo come se non esistesse. Il caos creato dai parenti era notevole ed in corsia erano presenti solo un medico ed un infermiere che come trottole correvano senza sosta da un paziente ad un altro, ma ciò evidentemente per gli astanti non era sufficiente perchè ogni parente pretendeva dal medico il massimo delle attenzioni per il proprio congiunto senza voler attendere il proprio turno. Ad un certo punto un parente di una persona in cura sul lettino di Pronto Soccorso, stufo di dover attendere o forse perchè pretendeva dal medico un trattamento diverso si scaglia con la sua robusta costituzione fisica contro il medico del Pronto Soccorso che in confronto era di esile statura nel tentativo di aggredirlo. Saranno gli stessi parenti a fermare dall’aggressione questo loro congiunto ed accompagnarlo momentaneamente all’esterno all’ospedale nel mentre questi, uscendo proferiva ancora insulti e minacce nei confronti del medico del pronto soccorso dott. Luigi Pascarella. Visibile la frustrazione e il terrore sul volto del medico il quale sottovoce tra se e se ha semplicemente esclamato “non è possibile, non è proprio possibile subire questo tutte le notti”.
È evidente che a Napoli e provincia ci sia un problema con la sanità dovuto principalmente all’organico di personale assolutamente insufficiente per coprire in maniera appropriata taluni settori. Ma è anche evidente che molte persone neanche meritano di essere curate se il livello culturale è quello di pensare di aggredire un medico affinché il loro congiunto venga visitato prima degli altri. Particolarmente raccapricciante è stato sentire poi i commenti di molti altri pazienti in attesa con i loro bracciali color bianco e/o verde che attestavano la loro “non urgenza” che giustificavano questo modus operandi sostenendo “fanno bene se li picchiano, io sto aspettando da mezz’ora”. Abbiamo a Napoli una sanità con mille problemi ma neanche la meritiamo e non abbiamo il diritto di lamentarci se poi i migliori medici decidono di emigrare.
Giorgio Kontovas
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