“Cesare è mio fratello e non c’è cosa più importante di lui. Era un delinquente da quattro soldi e l’hanno fatto diventare un personaggio del cavolo. Io sono stato insieme a lui l’anno scorso, non l’ho mai abbondonato. È mio fratello ed è la cosa più importante che esista. I cani abbandonano i fratelli ma io no”. Così Domenico Battisti, fratello di Cesare, in una intervista esclusiva a “Mattino Cinque”. Domenico rivela poi che suo fratello, ora detenuto nel carcere di Oristano dopo 37 anni di fuga tra Francia, Messico, Brasile e Bolivia “non poteva stare bene. Erano 40 anni che girava per il mondo, come poteva stare? Si sentiva abbandonato. Sapeva che prima o poi l’avrebbero arrestato”. E aggiunge “Se lo avessi qui davanti l’abbraccerei e me lo mangerei di baci. L’ho incontrato in Brasile l’ultima volta. Siamo stati dieci giorni là, gli ho portato dei soldi per costruire una casetta perché il Comune gli aveva dato un pezzo di terra. Nessuno l’ha abbondonato, siamo tutti con lui, sua nipote ha già chiamato per capire quando può venire a trovarlo. Tutta la sua famiglia è sempre stata con lui, nessuno l’ha abbondonato perché non era il tipo che poteva ammazzare delle persone. Penso proprio che non sia colpevole. Gli direi però che per fare delle cavolate da giovane si è rovinato la vita”. Certo dell’innocenza del fratello afferma: “Se realmente avessi saputo della sua colpevolezza, l’avrei riportato in Italia 40 anni fa. Veniamo da una famiglia per bene. Fosse stato lui me l’avrebbe almeno accennato qualche volta. Se l’Italia ha risolto i problemi con Cesare Battisti hanno fatto bene a riportarlo qui”. Sull’arresto poi ha detto: “Penso che forse è stato meglio così. Non lo sentivo da un mese, pensavo lo avessero ammazzato”. Poi un’ultima battuta riservata a Salvini: “restituisse i 40 milioni che deve al popolo italiano e che ora ha preso in prestito per settant’anni. Prima restituisca i soldi e poi potrà parlare da libero cittadino”.
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