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Torre del Greco, rapina una donna insieme con un complice:preso

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Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato di Torre del Greco hanno arrestato Ciro Ascione, 38enne corallino per il reato di rapina aggravata e lesioni personali in concorso. I poliziotti, impegnati nel controllo del territorio, transitando poco dopo le 20.00 di ieri sera in Via la Maria hanno notato provenire da via Ruggiero un motociclo con in sella il conducente calzante un casco integrale contestualmente le urla di una donna e un altro giovane, sempre indossante in casco integrale che in una mano impugnava una pistola e nell’altra stringeva una borsa grigia.

I poliziotti hanno intimato l’alt al rapinatore che ha tentato di dirigersi in via del Monte, ma ormai bloccato ha lasciato cadere l’arma e la borsa; il complice è riuscito a far perdere le sue tracce. Gli agenti hanno accertato che poco prima i due, in Via Ruggiero, hanno atteso che la vittima, una donna 40enne, scendesse dall’autovettura che stava parcheggiando per aggredirla colpendola al volto col calcio della pistola e impossessarsi della borsa. La donna è stata medicata con una prognosi di dieci giorni successivamente è rientrata in possesso dei suoi beni. L’arma utilizzata dal 38enne è risultata essere giocattolo privata del tappo rosso. L’uomo è stato condotto al carcere di Poggioreale.

 

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Arzano. Si sono celebrati ieri i funerali di Ciro Ascione, il giovane sedicenne di Arzano morto sabato scorso dopo essere caduto dal predellino del treno locale sul quale era salito senza riuscire a entrare, per raggiungere Casoria, dove lo aspettava il papà. A celebrare il rito funebre don Raffaele D'Onofrio, parroco di Sant'Agrippino, don Alessandro Overa,…

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Oltre un migliaio di persone hanno partecipato oggi pomeriggio ad Arzano ai funerali del 16enne Ciro Ascione trovato morto in settimana lungo i binari della tratta ferroviaria Napoli-Caserta a pochi chilometri dalla stazione di Casoria dove il ragazzo era diretto e dove il padre Pasquale lo attendeva. La parrocchia di Sant'Agrippino in Piazza Cimmino era gremita fino all'inverosimile e tanti, tantissimi sono rimasti fuori per mancanza di spazio. Gli amici di Ciro hanno indossato una maglietta con il volto sorridente del ragazzo e la scritta Ciro Vive. Molti ancora oggi, nonostante la versione ufficiale fornita dalla polizia di napoli che visionato a lu go i filmati delle telecamere lungo il tragitto del treno, non credono ancora alla disgrazia. Ovvero al fatto che un ragazzo educato, gentile ma anche gracile come Ciro abbia prima cercato di prendere il treno al volo e poi sia rimasto aggrappato per circa 7-8 minuti sul predellino della carrozza vuota del treno che aveva in pratica perso e che doveva portarlo all'appuntamento con il papà. "Provate a fare voi una cosa del genere, oppure provino i magistrati e i poliziotti a farlo", hanno ripetuto a lungo alcune mamma degli amici dello sfortunato ragazzo. Le mamma non ritengono possibile che si resti in equilibrio per tanto tempo e comunque a una certa velocità come avrebbe fatto Ciro. e poi in molte si chiedono perché dopo tre giorni è stato trovato il copo del ragazzo lungo i binari. 2Possibile che in tre giorni nessun treno sia passato e nessuno si sia accorto del corpo del ragazzo?". troppe domande e troppi misteri secondo molte persone che conoscevano Ciro e la famiglia aleggiano sulla sua morte. Commozione e rabbia ai funerali. All'uscita della  bara gli applausi e i palloncini colori che si sono levati in cielo. Era questo l'ultimo saluto terreno per il sedicenne. Ma il mistero sulla sua morte comunque resta.

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Ciro Ascione è morto battendo la testa sulle pietre lungo la linea ferroviaria Napoli-Caserta in conseguenza della caduta dal predellino del treno al quale si era aggrappato. Una caduta violenta perché nonostante  la curva il treno andava a cento chilometri all'ora. Ciro ha perso l'equilibrio dopo aver resistito aggrappato per cinque o sei minuti. L'impatto con le pietre è stato fatale. Ciro in pratica è morto sul colpo. E' questo lo spietato responso dell'autopsia sul corpo dello sfortunato sedicenne di Arzano trovato morto lungo i binari della linea ferroviaria a pochi chilometri dalla stazione di Casoria, dopo che due giorni prima i genitori ne avevano denunciato la scomparsa. L'esame autoptico è stato effettuato nel tardo pomeriggio di ieri e dopo i risultati che hanno confermato la tesi investigativo derivata dai filmati che mostravano Ciro aggrappato al treno il magistrato ha anche liberato la salma restituendola ai genitori per i funerali. Il rito si svolgerà domani pomeriggio alle 14 in Piazza Cimmino nella parrocchia di Sant'Agrippino. Scartate quindi tutte le ipotesi avanzate dai familiari del ragazzo fino a ieri sera in tv secondo i quali Ciro Ascione sarebbe stato scaraventato giù dal treno da qualcuno. Salvatore Ascione, il papà ieri mattina in compagnia dell'avvocato Sabino farese, nominato dalla famiglia, ha fatto un sopralluogo lungo l'intero marciapiede del binario numero 5 alla Stazione centrale di Napoli. Quello da dove è partito il "treno della morte" . I due hanno evidenziato la posizione delle telecamere di videosorveglianza, le cui immagini che riprendevano un ragazzo attaccato alla porta del vagone, in un equilibrio palesemente più che precario avrebbero dovuto essere viste all'istante, per far scattare il fermo del convoglio. L'inchiesta della magistratura di Napoli Nord ora si sposta su questo versante. Ovvero sulla precarietà dei sistemi di sicurezza. Perché quel treno maledetto, che Ciro ha preso al volo temendo di arrivare in ritardo all'appuntamento con il papà che lo attendeva per mangiare una pizza, è partito nonostante avesse qualcuno attaccato alle porte e in equilibrio precario? Nessuno dalla centrale di controllo della stazione si è accorto di quella incredibile anomalia? Fermando quel treno si sarebbe evitata la tragedia?

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