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I compro oro, dal boom alla crisi

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Ormai da anni i Compro oro fanno parlare l’opinione pubblica della loro controversa esistenza. La loro ascesa, evidente sin quasi a sembrare inarrestabile nel pieno della crisi economica, ha iniziato a sgonfiarsi da alcuni anni, sino a tramutarsi in vero e proprio declino.
Sono proprio le statistiche a chiarire il quadro: se nel 2013 si potevano contare 35mila compro oro disseminati lungo tutto il territorio nazionale con particolare riferimento alle grandi città, soprattutto compro oro a Roma, Milano, Torino, Napoli, oggi ce ne sono circa 15 mila in meno. A fornirle è l’Associazione Nazionale Tutela Comparto dell´Oro, che da tempo ragiona anche sulle cause di questa crisi.

Il calo delle quotazioni

Il primo motivo indicato dagli esperti per la crisi del comparto sarebbe da ricercare nel netto abbassamento delle quotazioni del metallo sul mercato internazionale. Basti pensare al proposito come nell’arco di appena un anno l’oro abbia fatto registrare un calo di quotazione pari al 30%, pari a circa 14 euro. In un settore che vive e prospera soprattutto sulle quotazioni, si tratta di una contrazione gravissima, che ha contribuito non poco a incidere sul numero di Compro oro in attività lungo lo stivale.

Gli altri motivi della crisi

Se le quotazioni dell’oro hanno avuto un certo peso nella scrematura dei compro oro, sarebbe però riduttivo affermare che la crisi in cui versa il settore sia dovuta solo ad esse. Anzi, sono molti gli osservatori che fanno notare come la crisi fosse iniziata ben prima che il metallo giallo facesse registrare una caduta così netta delle sue quotazioni.
In particolare gli stessi addetti ai lavori fanno notare come proprio l’evoluzione della crisi economica seguita allo scoppio della bolla dei mutui subprime, che ha spinto molte famiglie ad alienare il proprio oro, abbia preparato la strada alla contrazione degli affari, per mancanza di materia prima. Detto in parole povere, le famiglie colpite duramente dal mix tra crisi e austerità hanno rapidamente esaurito le scorte di metallo prezioso. Un dato di fatto reso ancora più evidente dal fatto che mentre chiudevano i compro oro posizionati nei quartieri popolari, ne aprivano di nuovi in quelli residenziali.

Le norme antiriciclaggio

Infine, occorre anche ricordare come proprio per rispondere agli allarmi destati agli albori dal fenomeno, quando molti compro oro sono stati usati come strumento di riciclaggio dei capitali sporchi, siano stati varati provvedimenti tesi a fare chiarezza anche sul piano normativo. La punta dell’iceberg in tal senso può essere considerato il disegno di legge 237, per effetto del quale gli operatori del settore vengono equiparati a quelli professionali e si vara un complesso di norme antiriciclaggio sempre più preciso. Un quadro che però ha spaventato molti esercenti, i quali hanno preferito chiudere, lasciando il campo a quelli che intendono reggere la sfida puntando sempre di più sulla professionalità e la capacità imprenditoriale.

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