Aggiorna le impostazioni di tracciamento della pubblicità

Seguici sui Social
Privacy Policy Cookie Policy


Cronaca

Revoca della scorta al ‘Capitano Ultimo’, il caso arriva in Parlamento: è ‘mobbing di Stato’

Pubblicato

il

capitano ultimo


“Mobbing di Stato”. Alla vigilia della revoca della sua scorta disposta dall’Ucis (Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale) il colonnello dei Carabinieri Sergio De Caprio, meglio noto come Capitano Ultimo, protesta con una serie di tweet. E trova sostegno anche in Parlamento con la presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e la deputata di Forza Italia Jole Santelli che chiedono al ministro dell’Interno Matteo Salvini di intervenire. De Caprio – che ha al suo attivo, tra l’altro, l’arresto di Toto’ Riina – ha goduto fino ad oggi di una protezione del quarto livello, il piu’ basso, che consiste in un’auto non blindata ed una persona di scorta. Da domani l’ufficiale sara’ dunque senza tutela. Ed il 3 settembre non e’ un giorno come gli altri, ma l’anniversario dell’uccisione del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, di sua moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente Domenico Russo. Per domani sera il colonnello ha organizzato preso la Casa Famiglia Capitano Ultimo, a Roma, “una serata per ricordare l’esempio di un combattente abbandonato nella lotta alla mafia, lontano dai palazzi del potere, con la gente umile, con le famiglie”. Ci sara’ anche la figlia di Dalla Chiesa, Rita. Proprio lei nei giorni scorsi ha reso nota la decisione sulla revoca della scorta. Oggi De Caprio si e’ sfogato con una serie di tweet. “I peggiori sono sempre quelli che rimangono alla finestra a guardare come andra’ a finire. Sempre tutti uniti contro la mafia di Riina e Bagarella. No abbandono No omerta’ No mobbing di Stato”. Ultimo chiede anche polemicamente “chi ha visto il comandante dei carabinieri Giovanni Nistri?”. Dal Comando generale dell’Arma precisano che “la decisione sulla scorta non compete al comandante generale”. Infine, De Caprio ringrazia gli oltre diecimila firmatari della petizione promossa sulla piattaforma change.org per chiedere il mantenimento della tutela”. Meloni, da parte sua, annuncia per mercoledi’ un’interrogazione al question time di Fratelli d’Italia al ministro Salvini: “gli eroi che hanno combattuto e che combattono la mafia devono essere sostenuti e difesi dallo Stato”. Sulla stessa linea Santelli (Fi). “Il ministro Salvini – spiega – dovra’ portare in Parlamento l’elenco di chi viene ritenuto obiettivo sensibile ed ha diritto alla tutela dello Stato. Al momento Saviano mantiene la scorta e Ultimo la perde”. Nei giorni scorsi il titolare del Viminale aveva puntualizzato di non poter intervenire direttamente, come ministro, sull’assegnazione del personale di scorta, ma aveva promesso di chiedere “informazioni per capirne di piu'” sul caso.

Continua a leggere
Pubblicità

Calcio Napoli

La Diocesi di Pozzuoli ‘benedice’ l’intitolazione dello stadio a Maradona

Pubblicato

il

Diocesi di pozzuoli,stadio maradona
foto di cronache della campania

La Diocesi di Pozzuoli ‘benedice’ l’intitolazione dello stadio a Maradona.

“Ben venga” l’intitolazione dello stadio San Paolo a Diego Armando Maradona, “purché non si perda la memoria delle nostre radici e ci siano iniziative culturali significative che mettano in evidenza i fondamenti greco-romani e cristiani della storia del nostro territorio”. Così la Diocesi di Pozzuoli che in una nota “benedice” il cambio di denominazione dello storico impianto sportivo di Fuorigrotta, zona occidentale della città di Napoli ma che rientra storicamente nel territorio della diocesi puteolana.

Nella lunga nota viene sottolineato come la morte di Diego Armando Maradona sia stata “avvertita a Napoli quasi come la perdita di una persona cara, di un figlio della nostra terra, pur essendo egli argentino di nascita”, e che “il suo legame con la città di Napoli, e con tutta la sua popolazione non solo non è venuto meno nel corso degli anni, ma si è anzi addirittura rafforzato grazie a numerose reciproche attestazioni di affetto e di vicinanza. I napoletani hanno continuato ad amare Maradona anche dopo che egli ha lasciato la squadra cittadina, non perché il suo nome sia legato a vittorie e a conquiste di trofei sportivi, ma perché lo hanno sempre avvertito come ‘uno di noi’: allo stesso modo Maradona non ha mai smesso di evidenziare il suo speciale legame con Napoli, mostrando ogni qual volta fosse possibile di sentirsi parte di questa città”.

La Diocesi di Pozzuoli ricorda però anche che lo stadio teatro delle gesta sportive di Maradona nei 7 anni di appartenenza alla squadra del Napoli” è stato lo stadio San Paolo, nato come “stadio del Sole” e intitolato a San Paolo nel 1961 in occasione del diciannovesimo centenario del suo arrivo a Pozzuoli e del suo passaggio nei Campi Flegrei percorrendo la via che da Pozzuoli portava a Roma, e che passava proprio nei pressi del luogo dove è stato edificato lo stadio, l’attuale via Terracina.

“San Paolo, in quel momento un prigioniero, non solo fu accolto benevolmente, ma gli fu offerta accoglienza per tutta una settimana. Questa grande tradizione, mai venuta meno nel corso dei secoli, e oggi ancora più da coltivare, fonda la stessa identità del nostro popolo aperto per sua natura alla cultura dell’incontro: non perderne la memoria è sempre stato considerato di grande rilievo”. E questa memoria, sottolinea la Diocesi di Pozzuoli, “che oggi preme a tutti noi conservare.

A questo, il nome dello stadio San Paolo può contribuire in modo efficace. Pur tuttavia – aggiunge la nota – non ci sembra l’unico modo: essa si è mantenuta viva, infatti, per molto tempo prima che lo stadio venisse costruito, e si manterrà viva ancora dopo. E nel cuore, nella coscienza, di ogni abitante di questa terra che essa vive. Ci sembra invece che intitolare lo Stadio a Diego Armando Maradona possa oggi essere un segno di richiamo ai valori fondanti lo sport, facendo riferimento a uno dei suoi più grandi rappresentanti, e a una passione che dall’ambito puramente sportivo deve diffondersi in tutto il tessuto sociale, politico, economico della nostra terra flegrea, con particolare attenzione ai più bisognosi secondo quella generosità che fu anche del giocatore argentino”.

Continua a leggere

Le Notizie più lette