Il Mondiale in Russia è finalmente alle spalle, con il suo carico di rimpianti per la mancata partecipazione, smaltito nell’estate in cui il mercato dei club di Serie A è tornato a far faville grazie al colpo della Juventus che ha portato in bianconero Cristiano Ronaldo. E tutta l’Italia del pallone spera che anche la Nazionale risorga. L’occasione per un rilancio immediato la dà il nuovo torneo organizzato dalla UEFA, la Nations League. Un banco di prova utile al ct Roberto Mancini per misurare i progressi del gruppo che da alcuni mesi sta formando con l’ambizione di riportare gli azzurri sul tetto del Mondo. Il 7 settembre esordio a Bologna contro la Polonia, e il 10 settembre secondo impegno a Lisbona contro il Portogallo, che non schiererà Cristiano Ronaldo, ma che è pur sempre la squadra campione d’Europa in carica.”La Nations League è una competizione importante, meglio delle amichevoli, e l’obbiettivo è vincere il girone”, ha detto Mancini oggi dal ritiro della Nazionale a Coverciano. “Siamo l’Italia – ha aggiunto – e dobbiamo giocare sempre per far bene. Sono molto fiducioso, non credo che nel mondo ci siano giocatori che vincono le partite da soli. I nostri giocatori, se riusciamo ad amalgamare in fretta una squadra, possono fare bene”.L’entusiasmo con cui il ct sta plasmando il nuovo gruppo azzurro, però, cozza con una realtà difficile per il numero sempre più basso di giocatori italiani utilizzati dai loro club in campionato. “Dispiace – ha spiegato Mancini – vedere molti giocatori italiani in panchina. Spero sempre che gli italiani giochino, sono convinto che molti di quelli che sono in panchina sono molto più bravi degli stranieri che sono in campo”. Per poter valutare alcuni giovani emergenti, come il centrocampista classe ’99 Nicolò Zaniolo, ora in forza alla Roma, e l’attaccante del Monaco Pietro Pellegri, classe 2001, Mancini ha dovuto aggregarli al gruppo azzurro, visto il poco spazio che hanno avuto finora nelle rispettive squadre. Quest’ultimo, però, ha già dovuto lasciare Coverciano a causa di un infortunio. “E’ il momento più basso per numero di giocatori italiani impiegati in campionato – ha attaccato il ct – e per questo abbiamo chiamato dei giovani come Zaniolo e Pellegri, così li posso vedere. Sono due ragazzi che con l’ Under 19 sono arrivati alla finale dell’Europeo di categoria, ed evidentemente sono bravi. Uno come Zaniolo, ad esempio, deve giocare, e se lui ha qualità e troverà spazio sarà richiamato. I giovani un po’ alla volta li chiameremo e li valuteremo”. Ma non può essere solo la Nazionale, secondo Mancini, ad offrire a questi giovani l’opportunità di scendere in campo e fare esperienza. “All’estero – ha sottolineato – non si fanno tanti problemi a far giocare i giovani. Anche in Italia servirebbe più coraggio per lanciarli”.Tra i 31 convocati per questa doppia sfida contro Polonia e Portogallo sono tanti quelli che hanno visto più panchina che campo. Soprattutto in mediana. Cristante e Pellegrini, due che il ct tiene in grande considerazione, faticano a emergere nella Roma. Gaglairdini va verso l’esclusione dalla lista Champions dell’Inter. A centrocampo, poi, mancherà l’infortunato Verratti, che il ct spera di recuperare per le prossime gare. Nota lieta il grande inizio di stagione di Benassi, autore di tre reti in due partite con la Fiorentina. “Benassi – ha osservato il Mancio – ha un margine enorme di crescita”. Una soluzione per la mediana azzurra potrebbe essere l’impiego di Bernardeschi nella linea a tre. “Non ha mai giocato fino ad oggi in quel ruolo, ma è una possibilità che stiamo valutando, e come mezza punta può diventare più decisivo”, ha ammesso il ct.Meno problemi in porta, dove Donnarumma resta in vantaggio su Perin, Sirigu e Cragno, e in difesa, con Bonucci e Chiellini ancora abili e arruolati, e in grado di garantire esperienza a tutto il reparto, e con Romagnoli e Caldara che hanno già dimostrato di essere all’altezza del compito nelle scorse amichevoli di giugno. In attacco sono almeno in quattro, Immobile, Zaza, Balotelli e Belotti, a contendersi il ruolo di prima punta nel 4-3-3, e partono per adesso tutti alla pari. “Valuteremo come stanno fisicamente – ha detto Mancini -, perché dobbiamo affrontare due partite in tre giorni. Dopo i primi due o tre allenamenti capiremo chi sta meglio”. E sul centravanti granata ha aggiunto: “Da Belotti mi aspetto che torni a essere quello che era prima di tutti gli infortuni che lo hanno condizionato e che torni a far gol come sa fare”. Poi ha risposto con una battuta a chi gli chiedeva delle condizioni di Super Mario e se fosse dimagrito durante l’estate. “Balotelli sta abbastanza bene ma ha giocato una partita sola e magari non sarà al 100%. Dimagrito? Sì, 8 o 9 grammi”. Sull’attaccante del Nizza comunque il Mancio fa sempre molto affidamento per rilanciare la sua Nazionale. Così come non dimentica due veterani azzurri, due campioni del Mondo che potrebbero ancora tornare utili alla causa, soprattutto in chiave qualificazioni all’Europeo.”Con De Rossi – ha raccontato il ct – ho parlato: fa parte di quei giocatori d’esperienza che se ci dovesse essere bisogno potranno essere chiamati. E’ a disposizione e sa che può essere chiamato in qualsiasi momento per giocare una partita decisiva. Anche Buffon, finché gioca, può essere chiamato”.
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