Napoli. Scuola inagibile e bambini costretti a pagarsi il trasloco di sedie e banchi nella succursale: non accade in un paesino del Terzo Mondo ma a Napoli, nel quartiere S. Ferdinando. La mancanza di banchi e sedie ha costretto decine di bambini a stare seduti per terra per cinque ore il primo giorno di scuola e il rimedio – proposto da un consigliere comunale tra il silenzio della dirigente – è stato quello di chiedere i soldi ai genitori per il trasloco delle suppellettili. L’inizio dell’anno scolastico non è iniziato nel migliore dei modi per studenti e genitori dell’istituto Baracca-Vittorio Emanuele di Napoli che raccoglie parte della platea scolastica dei Quartieri Spagnoli e del Pallonetto di S. Lucia. La sede principale, quella di Vico Tiratoio è stata dichiarata inagibile per carenze strutturali e mancati adeguamenti e allora il dirigente scolastico ha deciso di trasferire gli studenti nella succursale Vittorio Emanuele. Sembrava si fosse messa una toppa ad una situazione già di forte disagio, ma si sa al peggio non può esserci mai fine e la mancanza di risorse e fondi ha reso ancora più assurda una situazione già paradossale. Con l’inizio delle lezioni, il 17 settembre scorso – già in forte ritardo rispetto al piano regionale – gli studenti sono entrati in classe ma non hanno trovato né banchi né sedie né lavagne. “I nostri figli sono stati costretti a stare seduti per terra per cinque ore” denuncia una mamma. Il paradosso è arrivato subito dopo, quando le proteste dei genitori sono diventate più vibranti. Per il trasferimento delle suppellettili è stato chiesto ai genitori di versare una quota di sette euro a studente. Motivo? Ingaggiare sei traslocatori ‘extra’ per il lavoro straordinario di trasporto di banchi, sedie e lavagne. A fare la richiesta e ad occuparsi dell’ingaggio dei traslocatori, pare sia stato un consigliere comunale e non direttamente la dirigente, come ci tengono a precisare fonti interne alla scuola. In buona sostanza, la dirigente il trasferimento di banchi e sedie si sarebbe vista spostare oggetti affidati a lei in un altro plesso, senza aver mosso un dito e senza chiedersi in che modo ciò avvenisse. La circostanza che a chiedere l’extra sia stato un consigliere comunale, poi, non è poca cosa. Anzi. Il trasloco, attestata l’inabilità della sede principale, non sarebbe dovuta essere a carico del Comune? Tutto questo fa solo parte dell’arte di arrangiarsi a Napoli o va oltre la legalità? Perché far pesare sui genitori i disservizi di un istituto che ha le sue carenze strutturali alle quali dovrebbe porre rimedio il Comune di Napoli?
“Viene messo in discussione il diritto allo studio – dicono le mamme – le scuole dell’obbligo sono pubbliche e gratuite”.
Nel piano dell’offerta formativa dell’istituto comprensivo si parla di programmi studiati su misura dello studente moderno, ma come può uno studente moderno fare lezione seduto per terra o costretto a pagarsi il trasloco del proprio banco e della propria sedia?
E mentre gli studenti del Liceo Sannazzaro per protestare contro la mancanza di aule vanno al mare a Varcaturo a fare lezione, quelli del Baracca-Vittorio Emanuele non vivono certo momenti migliori in attesa dei ‘trasportatori extra’ che trasferiscano banchi e sedie nelle aule della succursale: una situazione da Terzo Mondo!
Rosaria Federico
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