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Omicidio a Diamante: il giovane biologo ucciso per un banale spintone durante il passeggio

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Morire per uno spintone a 23 anni mentre si è in vacanza con gli amici. E’ la triste storia di Ciccio Augieri da Cosenza ucciso con un solo fendente alla schiena l’altra notte sul corso di Diamante. I carabinieri che stanno conducendo le indagini hanno ascoltato decine di persone e tra queste anche il napoletano Raffale Criscuolo, 28 anni di Boscotrecase , ma residente a Scafati rimasto ferito nella rissa. E sarebbe proprio di Scafati la persona che stanno cercando i carabinieri che sarebbe stato individuato come il presunto assassino. Secondo una ricostruzione non ancora completa il 23enne di Cosenza verso le 4 dell’altra notte stava passeggiando in strada all’uscita di un locale notturno e nonostante l’ora c’era molta gente. Augieri avrebbe urtato un altro passante. Uno sconosciuto che lo avrebbe aggredito con calci e pugni e poi avrebbe estratto un coltello e lo avrebbe pugnalato a morte alla schiena. Per sedare la rissa sarebbero intervenute altre persone. Una di queste, Raffaele Criscuolo, è rimasto ferito ed è attualmente ricoverato in ospedale con una ferita da arma da taglio al gluteo e già ascoltato dai carabinieri. Ancora non è chiaro se la vittima e il ferito si conoscessero o fossero in gruppi diversi. Ma il fatto che si stia cercando uno scafatese lascia pensare che i due fossero in gruppi opposti. I carabinieri hanno preso visione delle immagini delle telecamere di video sorveglianza degli esercizi commerciali che si trovano nella stessa zona del locale. Pare invece che quella che punta proprio davanti alla piazza dove è avvenuto l’omicidio non fosse funzionante.

L’omicidio avvenuto in una nota località turistica come Diamante ha fatto alzare il livello di guardia della politica e della società civile.Il senatore del Pd Ernesto Magorno ha inoltrato al prefetto di Cosenza Paola Galeone la richiesta di convocazione del Comitato per l’ordine pubblico e della sicurezza al fine di valutare tutte le opportune iniziative da assumere, dopo la morte violenta di un giovane avvenuta ieri a Diamante. Nella sua lettera al prefetto, e’ scritto in una nota, Magorno “si sofferma sulla gravita’ dell’accaduto, sul sentimento di costernazione e preoccupazione che si e’ diffuso nella cittadina e chiede un’approfondita riflessione sulla necessita’ di assumere provvedimenti urgenti sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio”. “La tutela dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini – scrive Magorno – rappresenta un punto fondamentale nella qualita’ della vita e dell’accoglienza di una cittadina, come Diamante, a forte vocazione turistica, che registra nella stagione estiva un numero elevato di presenze e, quindi, un notevole incremento della popolazione, con tutte le criticita’ che cio’ comporta. Gli stessi parroci di Diamante e Cirella sollecitano la nostra citta’ a darsi delle regole di convivenza e di sereno rispetto, delle indicazioni operative serie e responsabili, soprattutto nel periodo estivo”. Da qui, l’esplicita richiesta al prefetto Galeone a indire una riunione del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza “con l’obiettivo di approfondire tutti i termini della vicenda e valutare le contromisure necessarie per far fronte a una problematica di estrema delicatezza e attualita'”. -“Francesco Augieri, studente di Biologia della nostra Universita’, e’ venuto a mancare all’alba di martedi’ 22 agosto. La sua giovane vita e’ stata purtroppo spezzata in circostanze tragiche a Diamante. Tutta la comunita’ accademica dell’Universita’ della Calabria, man mano che ne e’ venuta a conoscenza, e’ rimasta profondamente colpita dalla notizia. In questo momento desidero piu’ di ogni altra cosa far giungere i miei sentimenti di vicinanza personali e dell’intero Ateneo alla famiglia Augieri. Mi auguro, infine, che gli amici e i colleghi di Francesco possano trovare la forza per superare questa enorme perdita, onorandone la memoria e condannando sempre ogni episodio di violenza”. Lo afferma il rettore dell’Universita’ della Calabria Gino Mirocle Crisci.

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Botulino, la studentessa napoletana salvata dai medici: “Tornerò al mare in Calabria”

di Giuseppe Del Gaudio 24 Agosto 2025 - 07:59 07:59

Cosenza -«Tornerò al mare in Calabria e continuerò a mangiare i friarielli». Con il sorriso di chi ha scampato il peggio, Gaia Vitiello, 24 anni, studentessa dell’Orientale di Napoli, ricorda i giorni difficili passati all’ospedale Annunziata di Cosenza. Le vacanze a Diamante, sul Tirreno cosentino, si erano trasformate in un incubo dopo un panino comprato a un food truck sul lungomare. Era il 5 agosto: tra gli amici, lei fu l’unica a scegliere quello con i broccoli. Poche ore dopo, i primi disturbi: diarrea, poi i sintomi sempre più gravi. «Pensavo a un’indigestione – racconta – ma mia sorella ha insistito per portarmi in ospedale. Prima a Belvedere, poi il trasferimento a Cosenza. Lì la situazione è precipitata».

Gaia è stata una dei 28 pazienti ricoverati dall’inizio di agosto per sospetta intossicazione da botulino. Le sue condizioni erano tra le più critiche: ricovero in terapia intensiva per cinque giorni, la somministrazione del siero, poi il lento recupero. «Non dimenticherò mai l’attenzione e la dedizione del personale – dice – mi hanno salvato la vita. Oggi sto bene, anche se devo continuare la riabilitazione, soprattutto respiratoria. Ho ripreso a camminare e a mangiare, ma solo cibi semiliquidi. L’importante è che sia finita bene». Ieri mattina, in segno di riconoscenza, l’Azienda ospedaliera di Cosenza le ha consegnato un “passaporto” simbolico come ambasciatrice dei valori dell’ospedale. «Non l’abbiamo mai vista piangere nei momenti più critici, l’abbiamo vista piangere oggi», hanno detto i medici dell’Annunziata.

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Botulino a Diamante, dimessi tutti i pazienti ricoverati a Cosenza: “Stanno bene”

di Gustavo Gentile 24 Agosto 2025 - 07:32 07:32

Cosenza – Si chiude con un bilancio positivo la vicenda sanitaria legata all’intossicazione da botulino che ha colpito turisti e residenti a Diamante dopo aver consumato un panino acquistato da un venditore ambulante sul lungomare. Tutti i pazienti ricoverati dal 6 agosto all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza sono stati dimessi e stanno bene. Nessun decesso si è registrato nella struttura ospedaliera cosentina. A fare il punto della situazione è stato questa mattina il direttore generale dell’Azienda ospedaliera, Vitaliano De Salazar, affiancato dal direttore sanitario Pino Pasqua e dal primario di Rianimazione Andrea Bruni. “Abbiamo gestito 28 pazienti con sintomi inizialmente poco chiari – ha spiegato De Salazar –. Nove sono stati trattenuti in pronto soccorso, 14 hanno richiesto il ricovero in terapia intensiva, due di loro sono finiti in ventilazione meccanica per complicanze polmonari. Abbiamo chiesto e ottenuto l’invio urgente di 12 dosi di siero antitossina, delle quali ne sono state utilizzate 7. Le altre cinque verranno restituite: per fortuna non sono servite”. Il direttore ha sottolineato il lavoro di squadra di tutto il personale dell’Annunziata, che ha dovuto affrontare l’emergenza in pieno agosto, tra ferie e numerosi incidenti stradali. “Questa vicenda ci lascia protocolli e procedure nuove – ha detto – e dimostra la capacità di reazione dell’ospedale in contesti critici”. Particolarmente toccante la storia di Gaia Vitiello, 24enne di Napoli in vacanza a Diamante con la famiglia, giunta in ospedale in condizioni critiche e oggi completamente ristabilita. Per lei, che si è commossa durante l’incontro con la stampa, la direzione sanitaria ha deciso un riconoscimento simbolico: sarà “ambasciatrice dei valori dell’Azienda ospedaliera”. Il primario Bruni ha ricordato la difficoltà del momento più acuto: “Abbiamo dovuto liberare dieci posti letto in meno di 24 ore. La lotta al botulino è una corsa contro il tempo: il siero deve arrivare subito, altrimenti non c’è possibilità di intervento. La collaborazione con Regione e Ministero è stata decisiva”. Nel complesso, sono state oltre venti le persone colpite dall’intossicazione. Due di loro, non ricoverate a Cosenza, purtroppo non ce l’hanno fatta.lleghi".  

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