Facebook fa un passo avanti importante sulla strada della privacy degli utenti. Lo annuncia il fondatore e amministratore delegato, Mark Zuckerberg, con un breve post sulla sua pagina personale, pubblicato in apertura di F8, la tradizionale conferenza degli sviluppatori che si svolge a San Jose’ in Silicon Valley oggi e domani. “Stiamo sviluppando un nuovo strumento” scrive Zuckerberg, “si chiama Clear History”, cancella la tua storia. In pratica, si tratta di una funzione gia’ disponibile su molti browser per la navigazione web e consente con un clic di cancellare tutti i dati registrati sul nostro conto: ovvero i siti visitati e i cosiddetti “cookies”, ovvero quei file invisibili che ci seguono nella nostra vita online e annotano tutto, dalle password alle preferenze. “La nostra idea e’ che per quanto i cookies siano necessari per migliorare l’esperienza dell’utente, chiunque debba aver la possibilita’ di cancellare la propria storia di navigazione in qualunque momento”, spiega Zuckerberg. Clear History partira’ dalla possibilita’ di cancellare le informazioni registrate tramite i siti e le app che utilizzando gli strumenti di Facebook. Appena Clear History sara’ pronto, non si sa quando, tutti potranno sapere quali informazioni personali vengono conservate, cancellarle o addirittura impedire che in futuro vengano conservate. “Per essere chiari” avverte Zuckerberg, “cancellare i cookies rendera’ l’esperienza dell’utente peggiore, perche’ probabilmente dovra’ registrarsi di nuovo su ogni sito visitato per esempio. E anche Facebook non sara’ piu’ lo stesso visto che dovra’ imparare daccapo le nostre preferenze”. E questo puo’ impattare su quello che ci viene mostrato nel newsfeed compresi gli annunci pubblicitari che saranno meno pertinenti ai nostri interessi. Ma cionondimeno, conclude Zuckerberg, “questo e’ un tipo di controllo che pensiamo che sia giusto affidare agli utenti” anche perche’ “i difensori della privacy ce lo hanno chiesto e noi lavoreremo con loro per farlo nel modo migliore”.
Prima di giudicare il Metaverso, servirebbe davvero “Entrarci” Non basta guardare da fuori, leggere titoli o provare per cinque minuti. Il Metaverso va abitato e provato a fondo. Altrimenti il giudizio arriva prima dell’esperienza. Negli ultimi giorni si torna a leggere, ancora una volta, il funerale del Metaverso. Articoli che ne decretano la fine, che…
Roma. Il Friuli-Venezia Giulia è la Regione più sociale d'Italia per quanto riguarda la promozione del turismo, seguita dalla Provincia autonoma di Trento e dall'Abruzzo. È il podio del 'Social Index Turismo' svelato dall'Osservatorio Digitale Srl, centro di ricerca sulle dinamiche digitali in ambito pubblico e territoriale, che oggi ha pubblicato i risultati della nuova…
Nuove ombre si addensano sul mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana sparita nel nulla il 22 giugno del 1983. Un uomo di 53 anni, blogger di Frosinone ma originario di Napoli, è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma con l’accusa di favoreggiamento. La vicenda si lega a due post pubblicati dal 53enne sulla sua pagina Facebook “Vogliamo la verità su Emanuela Orlandi”.
Nel testo dei post, l’uomo riferisce di aver ricevuto alcuni messaggi da una presunta testimone oculare, che avrebbe raccontato di essere stata la segretaria di un ginecologo romano. La donna avrebbe riferito di aver visto Emanuela, accompagnata da un adulto, sottoporsi a una visita medica che confermava l’inizio di una gravidanza. Secondo la testimone, il fatto sarebbe accaduto proprio nel giugno del 1983.
REDAZIONE






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