Cava de’ Tirreni. “Vogliamo ricordarti com’eri, pensare che vivi che ci ascolti che come allora sorridi” con affetto mamma, papà, Naomi. Ieri mattina prima dei funerali i genitori hanno voluto portare Filippo nella sua camera. C’è la mamma che è seduta accanto alla bara, il padre accarezza il figlio. La sorella poggia una sciarpa della Juve ai piedi del fratello, il 22enne era tifosissimo dei bianconeri. Dalla casa alla basilica sono poche centinaia di metri. Un corteo di rose bianche ha accompagnato Filippo il giovane che domenica scorsa è stato vittima di un incidente stradale lungo l’autostrada olandese. Parenti, amici e autorità che nel silenzio hanno cercato di darsi forza per una tragedia accaduta improvvisamente. Non riescono a darsi pace e farsene una ragione gli amici così come i genitori. Con Filippo c’è un gruppo di amici, anche quelli presenti quella notte in quella macchina. “Questo per un sacerdote è un momento difficile – dice il sacerdote – è una tragedia”. La famiglia si stinge a sé per darsi forza, il padre si poggia sulla mamma e con l’altra mano accarezza la figlia Naomi. “Lo so, volete sapere perché – aggiunge padre Beniamino – vi rispondo ricordando Giacinta, una delle tre pastorelle di Fatima. Attorniata da tanti ammalati che le chiedevano la guarigione, si rivolse alla Madonna che le rispose: “per alcuni è scritto in un modo per altri in un altro”. Non c’è un perché, non sappiamo se la nostra sarà di 22 o di 100 anni ma sappiamo solo che la vita va vissuta e intensamente”.
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