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Nocera, in stato di fermo l’uomo che ha causato l’incidente mortale sulla statale

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Nocera. Sempre disponibile, con il sorriso e amante del mare. Così il parroco racconta Raffale Rossi, il 17enne morto sabato notte a seguito di un tragico incidente la cui dinamica è ancora da definire. Un tragico impatto che gli ha fatto perdere la vita a bordo di una Fiat Punto. Non era lui alla guida, ma l’auto gliel’aveva prestata il nonno. Amava il mare, tanto da frequentare l’istituto nautico a Salerno. Era infatti al quarto anno, amava leggere e ascoltare musica. Quando c’era da aiutare in parrocchia non diceva mai di no. Trasferitosi da un po’ a San Marzano sul Sarno era comunque rimasto legato a Sant’Egidio Montalbino soprattutto alla sua chiesa. Il tragico incidente si verificato poco dopo l’ 1.30 lungo la statale che attraversa Nocera Superiore. Il bilancio che potrebbe anche essere più drammatico conta otto feriti ed un morto. Ma c’è anche un fermo. I carabinieri, dopo aver raccolto alcune testimonianze e fatti i dovuti rilievi, hanno fermato un 47enne. Resta massimo riserbo per le indagini in corso, il 47enne potrebbe essere l’uomo alla guida dell’altra auto, l’Opel con cui è avvenuto lo scontro. I soccorritori si sono trovati, nella notte, davanti ad una scena terribile: due auto accartocciate, ammassi di lamiere e corpi straziati, scaraventati furi gli abitacoli. Gaetano ed Emanuele sono in gravi condizioni e ricoverati in rianimazione all’Umberto I di Nocera. Aurelio che ha una frattura al bacino e ad un femore e Luca che ha fratture multiple altri negli ospedali sono all’ospedale Cava de’ Tirreni. A Salerno invece c’è Salvatore. Sono tutti minorenni, tranne Gaetano che guidava l’auto e che aveva, da poco, compiuto 18 anni. Anche il sindaco di Sant’Egidio si è stretto intorno al dolore della famiglia, facendo visita ai familiari. Quei giovani non dovevano essere lì quella sera. Avevano intenzione di trascorrere la serata a Nocera poi il cambio di programma. Un cambio di programma che è costato caro a Raffaele.

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Confiscati beni per circa 3 mln di euro all’ex assessore di Nocera Inferiore

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La Direzione investigativa antimafia ha eseguito un decreto di confisca nei confronti di Ciro Barba, ex assessore di Nocera Inferiore, ponendo fine a una vicenda patrimoniale che la magistratura salernitana ritiene incompatibile con la sua posizione reddituale. Il provvedimento, emesso dalla Sezione Riesame e Misure di Prevenzione del Tribunale di Salerno su proposta congiunta delle Procure di Salerno e Nocera Inferiore insieme al Direttore della Dia, sottrae all’uomo beni, società e disponibilità finanziarie per un valore complessivo di circa tre milioni di euro.

Barba, che tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta aveva ricoperto deleghe alla Pubblica Istruzione e ai Servizi Tecnologici, nel 1999 è stato definitivamente condannato per estorsione e in precedenza era stato giudicato in primo grado per associazione mafiosa, reato poi dichiarato prescritto in appello. Proprio quella storia giudiziaria, associata a un profilo di pericolosità ritenuto persistente, ha portato i magistrati a confermare la misura già avviata in fase di sequestro.

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Salerno – Una significativa sentenza emessa dal Tribunale di Salerno apre un nuovo fronte sulla responsabilità medica all'interno delle strutture pubbliche, stabilendo che anche la "colpa lieve" dei sanitari può costare cara alle aziende ospedaliere . Un trentenne di Nocera Superiore è stato risarcito con circa 20.000 euro per un intervento chirurgico alla mano "non perfettamente riuscito", eseguito nel 2020 presso un'azienda ospedaliera pubblica del Salernitano. La decisione del Giudice ha un duplice valore: non solo riconosce il danno subito dal paziente, ma stabilisce anche il diritto al rimborso integrale delle spese sostenute per il successivo intervento riparatorio in una clinica privata specializzata.

La vicenda risale al 2020, quando il giovane, a seguito di una frattura scomposta alla mano sinistra, si è sottoposto all'operazione. L'intervento, qualificato come di tipo routinario, avrebbe dovuto assicurare un completo recupero funzionale. Tuttavia, come accertato in sede giudiziaria, l'esito è stato "non perfettamente riuscito", lasciando il paziente con postumi permanenti, dolore e deficit funzionale. Costretto a porre rimedio all'errore, il trentenne è ricorso a un secondo intervento presso una struttura sanitaria specialistica privata, sita in Emilia Romagna, per correggere le conseguenze del primo fallimento operatorio.

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