Il papà di Nico Marra: “Se lo avessero fermato prendendolo a schiaffi, tutto questo non sarebbe successo”

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Napoli. “Questa tragedia non ha senso. Voglio augurarmi che nessuno avrebbe potuto aiutare Nicola. Forse non hanno capito neanche gli amici. Se chi lo ha visto alterato in discoteca, chiunque, lo avesse fermato anche prendendolo a schiaffi, tutto questo non sarebbe successo. Fate in modo che non muoiano altri ragazzi. Ai giovani: siate amici veri, non solo compagni di viaggio per la durata di un passaggio”. Antonio Marra, il papà di Nico, il 21enne morto a Positano dopo una notte in discoteca lancia un appello, intervistato da Repubblica Napoli, affinchè le morti come quella di suo figlio non accadano più.  “Fate in modo che non muoiano altri ragazzi – dice -. Nicola era un fiore di ragazzo, uno sportivo, cintura nera di karate. Andavamo a sciare assieme, amava viaggiare e studiare Giurisprudenza. Era sempre il primo a prendere l’iniziativa, non si fermava mai. Di una razionalità incredibile e di una grande sensibilità”. Se avesse avuto qualcuno che lo fermava forse non sarebbe finita così, è questo il rammarico del papà di Nicola, che non riesce a darsi pace per quanto è accaduto che attende ancora di essere chiarito da un’indagine della Procura di Salerno. “Sapere che non lo vedrò più è inaccettabile, un dolore che non si può spiegare. Non dovrebbe accadere a nessun genitore, un figlio non può morire così” ha spiegato Antonio Marra all’edizione napoletana del quotidiano La Repubblica. E racconta: “Nicola frequentava discoteche come qualsiasi ragazzo della sua età. Quello che è successo è inspiegabile. Non è mai scomparso, al massimo qualche ritardo. E se qualche volta beveva, chiamava a casa per avvertire che preferiva non mettersi subito alla guida. Quel sabato è partito da Napoli con due amiche, ha visto la partita a Positano, ha mangiato qualche pizzetta ed è andato a ballare. Poi è sparito nel nulla”. Antonio Marra ha partecipato alle ricerche fin dal primo momento e non riesce a darsi una spiegazione, lui che conosceva suo figlio non riesce a capire perchè quella notte abbia deciso di inoltrarsi in un sentiero buio che non portava a niente. “L’ho cercato tutta la notte, e anche la notte seguente. Ho seguito i soccorritori lungo gallerie e sentieri. Dicevo loro di non cercare Nicola lì, perchè è sempre stato pauroso, non sarebbe mai andato in quel posto così buio e invece…”.
“Dal locale sulla spiaggia ha camminato per 25 minuti salendo sulla parte alta di Positano. Da solo, al buio, di notte, in un sentiero pazzesco che non conduce da nessuna parte e fa paura anche di giorno. Non so come abbia fatto a non inciampare prima”.
La morte di Nico Marra ha sconvolto tutti. Luigi Tuccillo, un padre, in una lettera aperta pubblicata sul Mattino ha affrontato la vicenda. “Stavolta è capitato a Nico, domani chissà, perche’ Nico poteva essere il figlio di noi tutti”. Scrive Tuccillo. “Questa drammatica Pasqua non la dimenticheranno i genitori dei suoi amici, sonnambuli delle notti, in perenne attesa di un messaggio quando vanamente tentiamo di connetterci ad una linea telefonica che non ha mai campo”. “Noi genitori – aggiunge – incapaci di resistere alla travolgente vitalità dei nostri figli, alla loro impazienza e voglia di esserci sempre, ad ogni festa”. Secondo Tuccillo “non possiamo rassegnarci ad assistere a questa roulette russa, che mette a rischio la vita dei nostri figli. Perchè ogni sera sono esposti allo stesso rischio, ma non abbiamo soluzioni”. Tuccillo racconta delle tante raccomandazioni che cadono nel vuoto. “Ci resta, per sperare che qualcosa cambi e che un giorno escano per divertirsi a ballare senza sballo. Ci resta soltanto l’esempio e l’amara favola di Nico, il ricordo della tragica fine del meraviglioso amico, uno di loro”.

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