Carmen Posillipo, avvocato del casertano e presidente dell’associazione Sos Diritti, che da anni si occupa di fornire assistenza alle donne vittime di violenza – propone un taser per le donne vittime di violenze. Si tratta di una pistola elettrica in grado di paralizzare i movimenti della persona colpita, contraendone i muscoli. E’ un’arma di difesa classificata tra quelle “meno che letali” ma è stata inserita dall’Onu nella lista degli strumenti di tortura. Per Amnesty International, l’arma in pochi anni è stata responsabile di centinaia di morti solo negli Stati Uniti, ma secondo altri studi le morti sarebbero state concausate dai problemi cardiologici di cui soffrivano i soggetti colpiti.
L’idea dell’avvocato prende spunto da una notizia che riguarda la sua città: “Caserta – racconta la Posillipo all’Ansa – sarà una delle sei città d’Italia dove sarà sperimentata la dotazione del taser alle forze dell’ordine. Si potrebbe pensare di darle alle donne che hanno denunciato di avere subito atti di violenza, sia a loro tutela che come deterrente nei confronti di possibili aggressori”. Per raggiungere lo scopo darà vita a una raccolta firme per poi chiedere il sostegno di qualche parlamentare disponibile e sensibile alla causa per presentare una proposta di legge.
“Visto che non si trovano altre soluzioni – conclude Posillipo – il taser potrebbe essere un rimedio efficace. Sono contraria all’offesa come difesa ma pare che non ci sia altra soluzione”.
Un taser come arma di difesa per le donne vittime di violenza è la proposta dell’avvocato Posillipo
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