

Per chi si occupa di Borsa o vive di investimenti, quanto stiamo per dire non rappresenterà certo una sorpresa; il mondo delle azioni è da sempre caratterizzato da alti e bassi, salite rapide e discese altrettanto repentine.
Nelle ultime settimane sui mercati si è assistito ad un qualcosa di particolare, noto come effetto domino così da essere comprensibile ai più. Paradossalmente il tutto è partito da una serie di notizie positive in materia di economia: ovvero l’aumento dei salari tanto in Germania quanto negli Usa.
Notizie positive che il mercato ha interpretato in maniera negativa; perché il mercato interpreta anche, come meglio crede, on si limita a leggere i dati in modo oggettivo. Sarebbe troppo semplice, basta pensarci un attimo: se una notizia positiva fosse prodromica ad un rialzo, tutti attenderebbero la buona novella per poi comprare.
Ma così non è; men che mai da quando il mondo degli investimenti si è aperto in modo evidente alla rete offrendo la possibilità di investire sul web con il trading online. Una realtà che ha contribuito a rendere i mercai più volatili di quanto non lo fossero già.
Ma tornando all’altalena in Borsa delle ultime settimane, non sempre le notizie positive sono lette e interpretate nel modo corretto dai mercati. E basta che un tessera del mosaico vada a gambe all’aria per generare poi quello che viene comunemente definito effetto domino, per l’appunto.
Perché i mercati oltre che volatili sono anche profondamente sensibili, nel senso che una contingenza negativa che riguardi un dato comparto può portare un allargamento a macchia d’olio anche su altri segmenti.
E ciò che è accaduto nelle ultime settimane è esattamente questo: uno ad uno sono caduti tutti i caselli che compongono il quadro macroeconomico del mercato. Si è partiti dai fondi di investimento, spauracchio di ogni investitore; si è andati poi avanti con le Cta, le commodities. Per andare poi via via a contaminare tutti gli altri strumenti finanziari.
Lo scorso 5 febbraio è stato ribattezzato, con poca fantasia, il lunedì nero di Wall Street: la borsa Usa è crollata a seguito della notizia dei salari ai massimi livelli e di un prossimo rialzo dei tassi. Fattori che, secondo gli investitori, contribuiranno a far alzare l’indice dell’economia Usa nei prossimi mesi. Quello che per anni aveva garantito scenari più prevedibili, ovvero tassi d’interesse bassi e bassa inflazione, da oggi va in archivio. Con tutte le conseguenze del caso anche per il nostro paese: perché da queste manovre sui mercati mondiali dipendono anche le sorti della nostra economia.
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