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Boscoreale, assolto il fratello del boss Padovani

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Boscoreale. Il sorvegliato speciale, Mario Padovani, quarantenne, rais delle palazzine popolari del Piano Napoli di Via Passanti Scafati, fratello del boss Carlo, il “signore della droga” era stato denunciato dai carabinieri perché fermato alla guida di un auto senza patente perché ritirata. La normativa vieta ai sorvegliati speciali la guida di autovetture e motocicli, prevedendo la pena della reclusione da uno a cinque anni.
Nel corso di un normale controllo, i carabinieri di Boscoreale avevano intercettato un’auto sospetta intimando l’alt ed avevano constatato che alla guida della Fiat Panda ci fosse il pluripregiudicato che pensava di sottrarsi a qualsiasi controllo perché si trovava nel suo “regno”, al sicuro da occhi indiscreti. Ed invece, i carabinieri, vigili su quel territorio, ne hanno accertato l’ennesima violazione. Processato una decina di volte dinanzi al Tribunale di Torre Annunziata, il Padovani è uscito nuovamente indenne senza riportare alcuna conseguenza penale. Evitata,quindi, un’altra condanna che questa volta per il reato contestato si prospettava abbastanza “pesante”. Sospiro di sollievo per il pluripregiudicato che ha scampato il carcere. La difesa di Mario Padovani, rappresentata dall’avvocato Gennaro De Gennaro ha sottolineato le falle procedurali che hanno caratterizzato l’applicazione della misura della sorveglianza speciale e si è battuta per l’assoluzione del suo assistito. Il giudice, accogliendo la tesi difensiva ha mandato assolto il boss perché “il fatto non sussiste” respingendo la prospettazione della pubblica accusa che invocava la condanna ed il carcere per l’imputato. Reati come quello contestato al Padovani aprono la porte del carcere. Regola che “stranamente” non vale per il sorvegliato speciale Padovani che ha riportato un’altra assoluzione, nuovamente graziato dai giudici oplontini, sebbene guidasse addirittura l’auto in barba alle prescrizioni.

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Le indagini, coordinate da questa Procura della Repubblica, hanno consentito di accertare che il figlio della Basco, a seguito di una lite per futili motivi, aveva esploso tre colpi di arma da fuoco contro Rivieccio Antonio, cagionandone il decesso, su istigazione della madre, la quale, successivamente all'omicidio, aveva aiutato il figlio a disfarsi dell'arma, occultandola in luogo sconosciuto.
L' indagata è stata associata alla Casa Circondariale femminile di Pozzuoli. Torre Annunziata, 12 giugno 2020

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