Di Rosa Di Domenico, la quindicenne scomparsa da Sant’Antimo lo scorso 24 maggio, non si ha ancora alcuna novità. Si sospetta che sia stata rapita da un pakistano ventottenne, Alì Quasib, conosciuto sui social. I genitori, Rosa e Luigi, attraverso la trasmissione televisiva Chi l’Ha Visto, l’altra sera hanno manifestato sfiducia nei confronti del lavoro degli inquirenti. La madre, visibilmente provata dai sette mesi di assenza della figlia, ha fatto appello ai “ministri” chiedendo loro di “fare qualcosa per far tornare la ragazza a casa”. La donna ha espresso amarezza nei confronti delle tre procure che sono coinvolte nelle indagini sulla scomparsa della ragazzina, accusandole “di non aver dato ancora alcun riscontro tangibile”. Con toni molto duri dice durante la trasmissione televisiva: “Mi vergogno di essere nata in Italia”. Hai poi raccontato che qualcuno, senza precisarne identità e ruolo, avrebbe consigliato alla sua famiglia “di rassegnarsi” per la scomparsa della giovanissima.

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A metà dicembre la famiglia Di Domenico aveva ricevuto un video della ragazza scomparsa, che sarebbe stato inviato dal padre di Quasib, che vive a Brescia e con il quale Rosa e Luigi si sono incontrati. Nelle immagini la ragazza, dimagrita e vistosamente truccata, tenta di rassicurare i genitori sul suo stato di salute, sulla qualità della sua vita e le attenzioni di Quasib nei suoi confronti. Rosa chiede di annullare le tre denunce a carico del pakistano: denunce fatte prima della scomparsa di Rosa per pedopornografia e violenza sessuale, quella che, come Luigi di Domenico aveva rivelato ad agosto, durante una conferenza stampa convocata nella sala giunta del Comune di Sant’Antimo, era stata consumata quando Quasib era arrivato per la prima volta in paese e la ragazza era appena tredicenne. I genitori hanno ribadito che il loro interesse è quello di riavere Rosa a casa, che la posizione giudiziaria di Quasib, in questo momento, è secondaria e che le denunce “non possono essere ritirate”. Hanno espresso delusione per le promesse del padre del giovane, che si diceva disponibile a collaborare per far tornare Rosa a casa già a Natale.

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