Bellona. Un morto e cinque feriti, il bilancio della tragedia di ieri sera

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Bellona. Un lunedì per certi versi normale che è sfociato in una tragedia. Ieri alle spalle del municipio in Via Aldo Moro, Davide Mango, un vigilante ha sparato dal proprio balcone contro chiunque si trovasse per strada. I primi spari, le urla degli abitanti della zona molto frequentata hanno subito gettato il panico. L’uomo dopo aver sparato alla moglie Anna Carusone, una 50enne originaria di Camigliano, ha così iniziato a sparare a tutti i passanti, colpendo due ragazze e un carabiniere, automobili e tutto quello che si trovava davanti alla traiettoria della canna del suo fucile. Una folla omicida probabilmente legata ad un movente passionale che in preda ad un raptus di follia ha sfogato la sua rabbia anche contro persone ignare di qualsiasi vicenda. Il tutto si è concluso dopo quasi cinque ore con il suicidio dell’uomo. L’unica a scappare via da quella abitazione è stata la figlia, una 15enne studente all’istituto alberghiero di Teano. Sul posto sono immediatamente giunte le forze dell’ordine che hanno cercato per quasi 5 ore di mediare con l’uomo. C’era anche il sindaco, il parroco al telefono con il vescovo Salvatore Visco. Silenzio irreale e strade deserte era questa l’atmosfera vissuta ieri dai cittadini di Bellona. Sono tutti sconvolti e increduli per quanto è avvenuto. “Sembrava una coppia normale – dice un vicino” . Ero in auto con i miei figli – ha raccontato una vigilessa in servizio a Bellona – quando improvvisamente, all’altezza del panificio, ha visto una Panda colpita al parabrezza da diversi pallini e, pochi secondi dopo, una donna cadere a terra, ferita alla spalla da un uomo armato di fucile, che sparava dal balcone di un edificio”. Per i parenti della coppia, giunti ieri sul posto, quella di ieri è una tragedia già annunciata. “Davide era un violento – dicono – un personaggio litigioso e lei da sempre cercava di calmarlo, di gestire gli scoppi di ira ma è stato inutile… tutto inutile”. Parole pronunciate con un tono di rassegnazione perché ormai tutto questo era già accaduto, la tragedia già avvenuta.
“La moglie credeva di poterlo aiutare, ma ogni volta doveva cominciare tutto daccapo. Litigava con tutti ed era ossessionato da tutto. Proprio a causa del suo carattere hanno più volte cambiato casa, infatti erano venuti a vivere qui solo da otto mesi” – dice il cognato. A fine serata il bilancio è stato di una vittima e cinque feriti. “Quando le vedi in televisione queste cose sembra che debba sempre succedere agli altri. Mai avremmo immaginato che una vicenda del genere potesse accadere qui, siamo sotto choc, non riusciamo a comprendere perché Davide sia arrivato a tanto” – dicono alcuni residenti.


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