Tragedia di Parete, il sindaco vieta l’uso dei botti a Capodanno: ‘I cittadini collaborino’

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L’ordinanza contro i fuochi d’artificio illegali è arrivata, come ogni anno, ma questa volta ha un significato in più: l’augurio che i cittadini “collaborino anche per la tragedia che sta vivendo la nostra comunità”. Così il sindaco di Parete, Gino Pellegrino (che porta lo stesso nome e cognome del baby calciatore ferito dal proiettile vagante), spiega le ragioni dell’ordinanza in materia di vendita e utilizzo di fuochi pirotecnici in vista del Capodanno, un’altra festività che a Parete sarà vissuta in maniera molto diversa dal solito dopo il ferimento di un 14enne, Luigi, colpito da una pallottola nel pomeriggio del 24 dicembre.
Il ragazzo si trovava in via Vittorio Emanuele, una delle strade principali del paese, quando si è improvvisamente accasciato perdendo sangue dalla testa. In un primo momento gli amici che erano con lui hanno pensato a un malore, o che fosse inciampato battendo la testa, solo all’arrivo dei sanitari si è compreso cosa era accaduto. Luigi è ancora ricoverato nell’ospedale di Caserta, dove è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico che ha permesso la rimozione del proiettile.
Proseguono le indagini dei Carabinieri per scoprire chi è stato a esplodere il colpo di pistola, probabilmente da un balcone o un terrazzo nelle vicinanze.Il richiamo al senso civico dei suoi concittadini è espresso a chiare lettere nell’ordinanza del sindaco Pellegrino, che spiega di non voler ricorrere “esclusivamente agli strumenti coercitivi” ma di voler “indurre al senso di responsabilità di ogni cittadino affinché ognuno sia consapevole dei rischi derivanti da comportamenti irresponsabili”.
L’ordinanza sancisce il divieto di vendita e di utilizzo su tutto il territorio comunale di ogni tipo di fuochi d’artificio, da oggi e fino a tutto il 1° gennaio 2018, raccomandando “di non raccogliere botti, petardi o qualsiasi artificio inesploso, né tantomeno di provare a riaccenderli”, rivolgendosi poi direttamente ai genitori richiamati a vigilare “affinché i minori non facciano uso o detengano materiali esplodenti”. Le sanzioni previste vanno da 25 a 500 euro.


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