Caserta. “Stavamo parlando , poi un botto e Luigi è caduto a terra”: Francesco l’amico del 14enne di Parete colpito da un proiettile vagante racconta davanti al Reparto di rianimazione dell’ospedale di Caserta, cosa è accaduto il pomeriggio della vigilia di Natale, quando Luigi – il ragazzino ora in coma – è stato colpito da un proiettile alla testa. “Avevamo deciso di andare tutti insieme a fare un giro al centro commerciale, al Jambo. Ci siamo visti intorno alle 15.20 e poi siamo andati”, racconta Francesco, mentre aspetta insieme ad altri due amici che qualcuno esca dalla porta del reparto. “Mentre camminavamo, chiaccheravamo. Io e lui, anche se al nostro fianco c’erano altri due ragazzi. Poi, il botto forte. Non ho visto da dove sparavano perché mentre ancora si sentiva l’eco del botto, ho visto Luigi che cadeva a terra. Ho visto il sangue e tutti abbiamo capito che la situazione era grave. Per fortuna passavamo davanti ad un bar. Abbiamo chiesto aiuto. Hanno chiamato l’ambulanza che è arrivata in pochissimo tempo”. Francesco con i suoi genitori ha seguito l’ambulanza e Luigi fin dai primi minuti dopo la la tragedia. “L’hanno portato prima all’ospedale di Aversa. Poi, non ho ben capito cosa hanno fatto, forse niente. Non so. Comunque, l’hanno portato poi a Caserta. Noi, dietro di lui. Sempre. Nelle nostre auto, accompagnati dai nostri genitori. Sono stati minuti, forse secondi – continua Francesco -. C’è stato il botto e poi lui a terra. Con il sangue. Ora siamo qui: ci hanno detto che è stabile, che è in coma farmacologico e che dobbiamo aspettare che ne esca”.
“I medici dell’ospedale di Caserta stanno monitorando 24 ore al giorno il giovane Luigi, in attesa di segnali di ripresa”. E’ quanto ha dichiarato il direttore generale dell’ospedale di Caserta Mario Ferrante a proposito della situazione clinica del 14enne ferito alla testa, il pomeriggio della Vigilia di Natale, da un proiettile vagante mentre era con degli amici sul corso principale di Parete. L’adolescente è tuttora in coma farmacologico. Intanto a Parete il sindaco Gino Pellegrino vieta con ordinanza l’uso di botti in paese. Non si fermano inoltre le indagini sull’accaduto, ma gli inquirenti della Procura di Napoli Nord e i carabinieri della Compagnia di Aversa sono ad un punto fermo, in attesa di capire il calibro esatto del proiettile, circostanza che potrebbe svelare anche il tipo di arma usata, potrebbe essere una 7,65 o una pistola semiautomatica o a tamburo, come quelle in dotazione alle forze dell’ordine. Si tratta di un proiettile di grosso calibro, forse un calibro 9, ma gli inquirenti vogliono attendere gli esiti degli accertamenti tecnici. Non è stato ancora individuato inoltre il punto da cui sarebbero partiti i colpi; si è sempre parlato di un balcone, nonostante si siano rincorse voci su proiettili sparati da un’auto in corsa, circostanza che non avrebbe trovato alcun riscontro; ancora oggi gli inquirenti parlano di un proiettile in ricaduta, esploso dunque verso l’alto, ma poi piombato sulla testa del ragazzo con una certa velocità, ma non tale da trapassargli il cranio e uscire, come sarebbe avvenuto se il colpo fosse stato sparato da distanza più ravvicinata o ad altezza di strada.
A proposito dalla dinamica e dei responsabili del gesto i familiari di Luigi, ieri, hanno lanciato un appello al responsabile a costituirsi.
Ragazzo colpito da un proiettile vagante, l’amico di Luigi: “Stavamo parlando, poi un botto e lui è caduto”
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