Secondo la Polizia e’ un ragazzo di 14 anni l’autore del raid che nella tarda serata di venerdi’ scorso ha provocato l’incendio all’interno di un bistrot abbandonato, di proprieta’ del comune di Avellino, nel quale aveva trovato riparo per la notte un 43 enne senza fissa dimora di nazionalita’ ucraina. Le fiamme, provocate da fazzolettini imbevuti di alcool, avevano attaccato suppellettili, materassi e le stesse coperte in cui l’uomo era avvolto. Grazie all’intervento di una sua connazionale, Oleg, questo il nome dell’ucraino, e’ riuscito a salvarsi rimediando solo lievi ustioni a una gamba. Le indagini della Squadra Mobile della Questura di Avellino, grazie anche alle testimonianze di alcuni passanti, sono riuscite a risalire al presunto autore, senza precedenti penali, che avrebbe agito insieme ad altri suoi amici minorenni. Gli investigatori escludono piste politiche alla base del gesto. Si sarebbe trattato di “una prova di coraggio – spiega il vice questore Elio Iannuzzi – maturata all’interno di una sfida tra coetanei”. Il minorenne e’ stato denunciato alla Procura del Tribunale dei minori di Napoli. Indagini sono in corso per individuare gli altri giovani che hanno partecipato al raid.
Sannazaro, lo striscione degli ultras del Napoli: «Ridateci simbolo della città»
La ferita lasciata dall’incendio che ha distrutto il Teatro Sannazaro non riguarda solo il mondo della cultura e delle istituzioni, ma attraversa l’intera città di Napoli, arrivando fino al cuore del tifo organizzato. Anche gli ultras del Napoli hanno voluto far sentire la propria voce, stringendosi idealmente attorno ai proprietari dello storico teatro ridotto in macerie dalle fiamme divampate all’alba di martedì.
All’esterno dello Stadio Diego Armando Maradona, i gruppi della Curva B hanno esposto uno striscione che va oltre il calcio e diventa dichiarazione d’identità: “Tradizione, arte e identità. Ridateci subito questo simbolo della nostra città”. Parole secche, dirette, che raccontano quanto il Sannazaro sia percepito come patrimonio collettivo, non come semplice luogo di spettacolo.
Cesa, 19enne ucciso nella sala slot: 20 anni di carcere all’assassino
Caserta - Venti anni di reclusione: è la condanna inflitta a Francesco Franzese, oggi 18enne, ritenuto responsabile dell’omicidio di Davide Carbisiero, 19 anni, ucciso con un colpo di pistola il 13 aprile 2025 all’interno di una sala slot di Cesa, nel Casertano, in via Berlinguer. A emettere la sentenza è stata il gup del Tribunale…
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