A poco piu’ di 24 ore dal voto per il congresso provinciale del Pd di Napoli tutto e’ ancora in bilico a cominciare dalla data stessa del voto. La mozione di Nicola Oddati, con un gruppo di consiglieri regionali e di parlamentari “ex Ds”, continua a chiedere un rinvio del voto che, a questo punto,non e’ escluso neanche dalla stessa maggioranza per evitare lacerazioni profonde nel partito.
A confermarlo e’ Alberto Losacco, il tutor inviato da Roma per fare da garante al congresso. “Ad oggi la commissione congresso sta lavorando – spiega – per seguire le regole e le date gia’ stabilite dal calendario. Ma se dovesse arrivare da tutti e tre i candidati all’unanimita’ una richiesta, anche domani sera, di rinvio del congresso di domenica, la commissione concedera’ la proroga.
Se anche il partito nazionale che ha fissato questo calendario dovesse decidere uno slittamento, ci adegueremmo”. Nei corridoi di via Toledo, sede del Pd provinciale, si aspettano conferme, soprattutto da Roma dove in effetti si sta valutando da parte della, maggioranza renziana, che sostiene Massimo Costa, di concedere il rinvio, che sarebbe di due settimane. La decisione potrebbe essere presa per trovare una mediazione ed evitare una nuova spaccatura interna al partito di cui ci sono gia’ alcuni segnali.
Circa 15 circoli di Napoli e Provincia hanno annunciato che per le irregolarita’ varie nella platea degli iscritti non terranno le votazioni domenica, anche se con dei distinguo, perche’ alcuni sono contrari solo a far svolgere le elezioni per la segreteria del circolo stesso che si fanno in contemporanea con quelle per il segretario provinciale.
Una decisione che potrebbe essere scavalcata visto che il Pd partenopeo manderebbe dei garanti nelle sedi dei circoli per aprirle e far svolgere le votazioni, di fatto commissariandoli. Un atto di forza a cui Losacco sta pero’ cercando un’alternativa, sempre per evitare spaccature. Intanto spunta un’altra polemica: l’ufficio adesioni del Pd provinciale nella riunione di ieri sera ha deliberato che su una platea di iscritti 2016 di 25.083 hanno diritto di voto solo 14.989, visto che 8945 sono senza data di nascita e quindi non individuabili, e molti altri nomi sono senza indirizzo (1125), doppioni (120) oltre ad altre lacune tra cui 30 iscritti che, “per errori di trascrizione”, scrive l’ufficio adesioni, “risultano non ancora nati e, pertanto, comunque non individuabili”.
Un’interpretazione rifiutata da Losacco che spiega: “L’ufficio adesioni – dice – non ha alcuna competenza sull’anagrafe 2016 che e’ stata certificata dalla commissione provinciale per il congresso nazionale del 9 aprile scorso ed e’ gia’ stata usata fornendo un voto regolare. L’ufficio adesioni in questa fase puo’ deliberare solo sull’ anagrafe 2017 ma non e’ arrivato a una conclusione e quindi non si puo’ usare per il voto di domenica”. Per la platea 2017 la commissione adesioni aveva dato tempo entro le 22 di lunedi’ 13 novembre per regolarizzare le posizioni economiche sia dei rinnovi che dei ricorrenti. Ma si vota domenica.
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