Chiuse le indagini per l’omicidio di Vittorio Materazzo, l’ingegnere ucciso il 28 novembre di un anno fa a Napoli nell’androne della sua abitazione nel quartiere di Chiaia.
La Procura ha inviato ai difensori del fratello della vittima, Luca Materazzo, il relativo avviso. Il trentaseienne, latitante dal 23 dicembre 2016, rimane dunque l’unico indagato per un omicidio che ha interessato una nota famiglia di costruttori partenopei nella quale erano già presenti contrasti legati alla eredità paterna.
I legali di Luca Materazzo, Gaetano e Maria Luigia Inserra, hanno 20 giorni per produrre una memoria, documenti, e investigazioni difensive o chiedere al pm di svolgere altri atti.
Luca è accusato di omicidio premeditato, un reato che se venisse confermato comporterebbe l’ergastolo. Secondo i magistrati “attinse il corpo del fratello con 40 coltellate in punti vitali”.
Dissidi familiari per la ripartizione della eredità lasciata dall’imprenditore Lucio Materazzo, dietro quell’efferato delitto compito la sera del 28 novembre.
La procura conferma per Luca Materazzo la contestazione di omicidio volontario premeditato, aggravato dal fatto che la vittima fosse suo fratello, nonche’ che la morte dell’ingegnere sia stata causata da piu’ di 40 coltellate inferte in diverse parti del corpo, tra cui torace, spalle, volto e alla gola.
Il 36enne e’ irreperibile dal 7-8 dicembre scorso, dopo essersi sottoposto volontariamente al prelievo di campioni del suo dna da confrontarsi anche con abiti e coltello trovati subito dopo il delitto poco lontano dal luogo dell’omicidio.
Secondo la procura, l’uomo, che e’ avvocato, anche con l’appoggio di familiari o amici, potrebbe aver cercato rifugio fuori dall’Italia.
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