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Napoli: largo Vetriera intitolato a Maurizio Estate, vittima innocente della camorra

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La giunta comunale di Napoli, su proposta del sindaco Luigi de Magistris e dell’assessore Alessandra Clemente, ha approvato la delibera di intitolazione di Largo Vetriera a Maurizio Estate. Fortemente voluta anche dalla famiglia, la delibera ricorda il giovane Maurizio Estate, ucciso da un raid di camorra dopo aver difeso una cliente della sua autofficina da un tentativo di scippo.
All’indomani dell’episodio la famiglia non ha mai smesso di ricordarne la vita e l’eroico gesto per il quale Maurizio e’ stato anche insignito della medaglia d’oro al valor civile. Dopo l’approvazione da parte della Giunta della delibera va ora atteso il parere della Prefettura all’intitolazione del Largo dove gia’ gli e’ stata intitolata un’aiuola divenuta simbolo di legalita’ e punto di ritrovo per le scuole e le associazioni del territorio che operano sui temi della legalita’, della cittadinanza attiva, dell’antimafia sociale.

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Doveva essere un pomeriggio di coriandoli e sorrisi, si è trasformato in uno dei ricordi più dolorosi per una famiglia. È accaduto a Ischia, durante la festa di Carnevale organizzata dal Comune in piazzetta San Girolamo, dove una bambina affetta da una grave disabilità cognitiva, epilessia severa e ritardo importante è stata insultata da un’altra madre davanti a decine di persone.

Secondo quanto raccontato dalla mamma della piccola, la bambina, che non parla ed esprime le emozioni in modo coerente con la propria condizione, stava vivendo la festa con entusiasmo. Quando è felice alza la voce, ride forte, accarezza chi le è vicino. Un modo di comunicare che sarebbe stato interpretato come una minaccia per il figlio di un’altra donna presente all’evento.

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Napoli, morto dopo un intervento: mezzo milione di risarcimento ai familiari

di Vincenzo Scarpa 18 Febbraio 2026 - 17:18 17:18

Un risarcimento superiore ai 500mila euro per la morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico rivelatosi fatale. È quanto stabilito dal Tribunale di Napoli, che ha condannato una struttura dell’Asl partenopea riconoscendo gravi responsabilità sanitarie nella gestione del caso.

Secondo quanto ricostruito in sede giudiziaria, l’uomo era stato sottoposto a un intervento addominale ritenuto erroneamente indicato ed eseguito con modalità operative critiche. A questo si sarebbe aggiunta una gestione post-operatoria definita «gravemente carente». Il paziente avrebbe poi sviluppato un grave scompenso metabolico che ha preceduto il decesso.

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