Nel settore degli appalti pubblici l’associazione ha avuto la capacità di inquinare durevolmente e pesantemente, con metodi corruttivi diffusi, le scelte politiche e l’azione della pubblica amministrazione”. E’ quanto scrivono i giudici nella sentenza del processo a “Mondo di mezzo”. Per i magistrati, in questo ambito, la figura-chiave è Salvatore Buzzi, ras delle cooperative, che grazie alla “lunga esperienza maturata nel settore della cooperazione sociale e gli stessi contatti, con politici e amministrativi, costruiti nel tempo in relazione all’attività delle cooperative, sono stati da lui sapientemente utilizzati e sfruttati per la commissione di reati finalizzati – consentendo una innaturale espansione sul mercato – a potenziare i profitti delle cooperative e dei soggetti che di esse avevano la direzione e la gestione”.
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