Il cadavere del sub trentaquattrenne, rinvenuto dalla Capitaneria di porto, è quello di Elvino Lubrano. A chiarire le cause della tragedia sarà l’autopsia che la Procura della Repubblica di Torre Annunziata dovrebbe disporre nelle prossime ore. In una giornata come tutte le altre, Lubrano è arrivato in mattinata a Marciano, ha lasciato i propri indumenti sul bagnasciuga e si è tuffato alla ricerca di polpi da regalare agli amici o da gustare insieme alla madre. All’improvviso, però, qualcosa dev’essere andato storto e ad accorgersene è stato il titolare di un ristorante del posto che nota i vestiti del sub sul bagnasciuga da troppe ore. Il ristoratore avverte immediatamente la Guardia Costiera della centrale operativa di Castellammare. Da Capri è arrivata una motovedetta della Capitaneria che ha individuato Lubrano dopo una breve perlustrazione. Il giovane sub era già morto, tanto che i militari non hanno potuto far altro che recuperare la salma e trasportarla nell’obitorio di Castellammare in attesa dell’ok della Procura all’esame del corpo senza vita del pescatore.
La dinamica è ancora poco chiara e sarà l’autopsia decisiva per fare luce sulla tragedia. Intanto sul corpo della vittima non è stata rinvenuta alcuna ferita. Un contributo altrettanto importante arriverà anche dalle indagini dei militari della Capitaneria di porto di Castellammare, agli ordini del comandante Guglielmo Cassone, e dell’ufficio marittimo di Massa Lubrense, diretto dal maresciallo Gennaro Spinelli: a loro il compito di accertare se la morte di Lubrano sia stata il frutto di un incidente o di un improvviso malore.
Massa Lubrense, dall’autopsia la verità sulla morte del sub
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