E’ il dato che emerge dalle prime raccolte delle uve iniziato nelle ultime giornate di agosto. La vendemmia invece entra di fatto nel vivo in queste due prime settimane di settembre, facendo registrare un anticipo di circa venti giorni. Il calo, che si presenta praticamente uniforme nelle varie localita’ che rientrano nei confini del consorzio, e’ dovuto in particolare all’andamento climatico di una stagione agricola che si segnala senza precedenti per quel che concerne soprattutto la carenza delle piogge. ”Il calo di produzione – dichiara Ciro Giordano, presidente del consorzio Vesuvio – e’ minore rispetto a tante altre zone del Sud e della Campania, solo per il fatto che i vigneti del Vesuvio non hanno subito alcun danno per le gelate primaverili. Una perdita limitata anche grazie ad un’oculata gestione dei vigneti sapientemente operata dai viticoltori dell’area. A questo si aggiunge che le varieta’ autoctone, che costituiscono praticamente la totalita’ del ‘Vigneto Vesuvio’, hanno mostrato una naturale resistenza alle estreme condizioni climatiche veramente ottimale”.
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