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Stesa al Parco verde di Caivano: l’ombra del clan Amato-Pagano

Napoli – C’è l’ombra del clan Amato-Pagano. Non il nuovo che avanza, quindi, ma il vecchio metodo della camorra che ritorna. È questo il quadro ricostruito dagli investigatori per spiegare la plateale “stesa” avvenuta la sera del 27 settembre 2025 nel Parco Verde di Caivano, quando un gruppo di motociclisti armati attraversò il quartiere esplodendo diversi colpi di pistola tra i palazzi.

Per quell’episodio ieri sono scattate tre misure cautelari in carcere, firmate dal gip Federica Girardi ed eseguite dai carabinieri.

In manette sono finiti Antonio Cangiano, 41 anni, Salvatore D’Arco, 27 anni – già detenuto perché arrestato in flagranza lo scorso 26 marzo proprio a Caivano – e Michael Rossi, 23 anni, anche lui già ristretto ai domiciliari.

I tre devono rispondere di pubblica intimidazione con uso di armi e porto illegale di armi, reati aggravati dal metodo mafioso.

Il raid in moto nel quartiere

Secondo quanto ricostruito nel corso delle indagini, quella sera almeno sei motociclette attraversarono le strade del quartiere dando vita a una vera e propria esibizione di forza.

Un’azione studiata nei dettagli e messa in atto da almeno una dozzina di persone, anche se al momento solo tre sono state raggiunte dalla misura cautelare.

Durante il passaggio nel quartiere furono esplosi quindici colpi di arma da fuoco. I militari della sezione rilievi del gruppo carabinieri di Castello di Cisterna riuscirono però a recuperare otto bossoli, repertati sul posto poco dopo la sparatoria.

Il ruolo del “basista” nel Parco Verde

Le indagini hanno inoltre accertato che uno dei soggetti coinvolti – al momento non destinatario di misura cautelare – abitava proprio all’interno del Parco Verde.

Sarebbe stato lui ad accogliere il gruppo di motociclisti prima della stesa, fornendo indicazioni su come muoversi tra le strade del quartiere e facilitando l’azione dimostrativa.

Un elemento che rafforza la tesi degli investigatori: la spedizione non sarebbe stata improvvisata, ma organizzata con il supporto di referenti locali.

Legami familiari con ambienti del clan

Tra gli arrestati figura Salvatore D’Arco, ufficialmente residente a Scampia, ma legato da rapporti di parentela con Gennaro Sautto, fratello del boss Nicola Sautto, ritenuto alleato di Domenico Ciccarelli.

Un intreccio di relazioni che per gli investigatori conferma come il raid possa essere stato compiuto da persone “prestate” al gruppo, forse reclutate e pagate proprio per mettere in scena la dimostrazione di forza armata.

D’Arco, fino a pochi mesi fa incensurato, era già comparso nel carteggio della Direzione distrettuale antimafia, essendo stato controllato più volte in compagnia di soggetti ritenuti vicini alla criminalità organizzata.

La caccia agli altri partecipanti

Il lavoro degli investigatori non è però concluso.
Per quella sera di fine settembre all’appello mancano ancora almeno nove persone, quasi tutte arrivate da fuori Caivano.

Soggetti che – secondo l’ipotesi investigativa – parteciparono consapevolmente alla spedizione armata, trasformando le strade del Parco Verde in un teatro di intimidazione plateale.

Un messaggio lanciato nel cuore del quartiere e rivolto tanto ai rivali quanto allo Stato.

Oroscopo di oggi 15 aprile 2026 a cura di Paolo Tedesco

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Il 15 aprile 2026 segna un momento di svolta in quella che io chiamo la ‘Settimana della Consapevolezza’. La Luna in transito ci spinge a guardare dentro noi stessi, mentre Giove e Urano continuano a scompigliare le carte in tavola.

Non è un giorno per restare passivi. L’energia di oggi premia chi agisce con intelligenza, non con impulsività. Noterete che i segni di Terra (Toro, Vergine, Capricorno) avranno una marcia in più dal punto di vista pratico, mentre i segni d’Acqua (Cancro, Scorpione, Pesci) navigheranno in acque emotive molto profonde.

♈ ARIETE (21/03 – 19/04)

  • Amore: Potresti sentire il bisogno di dare una scossa alla routine di coppia. I single hanno un’ottima occasione di incontro in contesti dinamici, magari in palestra o durante una gita fuori porta.

  • Lavoro: La tua energia è alle stelle, ma attenzione a non voler fare tutto da solo. Delegare sarà la chiave per evitare un esaurimento nervoso a metà pomeriggio.

  • Salute: Giornata ideale per iniziare un’attività fisica intensa. Occhio solo alla testa: emicrania in agguato se bevi poco.

  • Finanze: Entrate previste, ma anche una forte tentazione di shopping compulsivo. Resisti all’impulso del “me lo merito”.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non bruciare le tappe, Ariete. Marte ti spinge, ma Saturno frena. La pazienza oggi è la tua arma segreta.”

♉ TORO (20/04 – 20/05)

  • Amore: Giornata di dolcezza e complicità. Le parole non dette trovano finalmente il coraggio di uscire. Per i single, un vecchio amore potrebbe bussare alla porta (virtuale o reale).

  • Lavoro: Massima concentrazione sui dettagli. Potresti scoprire un errore che ti farà risparmiare tempo in futuro. Ottimo per i lavori manuali o creativi.

  • Salute: La gola è sotto stress. Evita cibi troppo freddi o piccanti. Un massaggio rilassante farebbe miracoli per la cervicale.

  • Finanze: Piccolo imprevisto economico da gestire con calma. Niente panico, le risorse ci sono, basta non disperderle in spese futili.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La luna nel tuo cielo ti rende magnetico. Usa questo fascino per convincere gli altri, ma non per manipolarli, Toro.”

♊ GEMELLI (21/05 – 20/06)

  • Amore: Comunicazione è la parola d’ordine. Potresti scoprire un lato segreto del partner che ti affascina. Chi è single è molto loquace: attenzione a non mandare messaggi compromettenti dopo cena.

  • Lavoro: Spirito di adattamento altissimo. Se hai riunioni, sarai il più brillante. Ottimo per chi fa vendite o公关 (pubbliche relazioni).

  • Salute: Energia nervosa a mille. Cerca di scaricare la tensione scrivendo o parlando, altrimenti finirai per mangiarti le unghie.

  • Finanze: Potresti trovare soldi che avevi dimenticato (rimborsi o vecchi crediti). Perfetto per saldare un debito.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non disperderti in mille rivoli, Gemelli. Oggi scegli una direzione e resta focalizzato. La tua mente è una lama, non un frullatore.”

♋ CANCRO (21/06 – 22/07)

  • Amore: Casa e famiglia dominano la scena. Una cena intima vale più di mille uscite. Il single potrebbe innamorarsi di un amico d’infanzia o di una persona molto legata alle tradizioni.

  • Lavoro: L’istinto non sbaglia un colpo. Segui il tuo “sentore” riguardo a un progetto o a un collega. Potresti ricevere complimenti per la tua empatia.

  • Salute: Leggera tendenza alla ritenzione idrica. Bevi di più e mangia meno sale. Ottimo per una passeggiata vicino al mare o a un lago.

  • Finanze: Stabilità. Non è il giorno giusto per investimenti azzardati, ma per mettere da parte qualcosa per il futuro.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Esci dal guscio solo se sei sicuro che non piova, Cancro. Proteggi la tua sensibilità, ma non chiuderti a riccio.”

♌ LEONE (23/07 – 22/08)

  • Amore: Hai voglia di essere il centro dell’attenzione, anche a letto. Attenzione a non oscurare il partner. Per i single, l’amo è gettato: qualcuno abbocca stasera.

  • Lavoro: Riconoscimenti in arrivo. Il capo o i clienti notano il tuo impegno. Non montarti la testa, ma goditi il meritato successo.

  • Salute: Cuore e schiena sotto esame. Evita sforzi improvvisi. Un po’ di sano egoismo (pensare a te) ti rigenera.

  • Finanze: Spese per l’immagine o per il tempo libero. Va bene, ma metti un budget.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Il Sole ti scalda, Leone, ma non scottare gli altri con la tua arroganza. La generosità di oggi ti ritornerà indietro triplicata domani.”

♍ VERGINE (23/08 – 22/09)

  • Amore: Troppe seghe mentali. Smetti di analizzare ogni parola del partner. I single: la perfezione non esiste, abbassa un po’ le aspettative e lasciati sorprendere.

  • Lavoro: Massima efficienza. Riesci a fare in 2 ore quello che altri fanno in un giorno. Ottimo per organizzare, pulire o sistemare pratiche arretrate.

  • Salute: Intestino delicato. Via libera a fermentati lattici e cibi semplici. Lo stress si accumula sullo stomaco: respira.

  • Finanze: Conti in ordine. Giornata perfetta per fare un piano di risparmio o confrontare le offerte della luce/gas.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Lascia che le cose seguano il loro corso, Vergine. Non puoi controllare tutto. A volte il disordine è più creativo dell’ordine.”

♎ BILANCIA (23/09 – 22/10)

  • Amore: Atmosfera romantica e sognante. Ideale per chiedere scusa o fare una dichiarazione. Se sei in coppia, rivaluterai il valore del “noi”.

  • Lavoro: Ottimo per le collaborazioni e i lavori di squadra. Potresti fare da paciere tra due colleghi in conflitto. Diplomazia vincente.

  • Salute: I reni chiedono tregua. Bevi molto. La pelle è radiosa, ma non esagerare con i cosmetici.

  • Finanze: Potresti ricevere un regalo o un favore economico inaspettato. Tuttavia, attenzione a prestare soldi agli amici.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La bilancia pende sempre, Bilancia. Oggi scegli da che parte stare, ma fallo con il cuore, non con la calcolatrice.”

♏ SCORPIONE (23/10 – 21/11)

  • Amore: Passione e mistero. Un segreto viene a galla, ma potrebbe rafforzare il legame. Single: attrazione fatale per una persona “vietata” o difficile.

  • Lavoro: Potere e risolutezza. Riesci a ottenere ciò che vuoi con una sola occhiata. Perfetto per chi cerca un aumento o una promozione.

  • Salute: Attenzione agli organi genitali e alle infiammazioni. L’energia sessuale è alta, canalizzala in modo creativo se non hai un partner.

  • Finanze: Ottima giornata per investimenti o per riscuotere un debito. Il tuo intuito finanziario è infallibile oggi.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Non essere troppo drastico, Scorpione. Non tutto è bianco o nero. La zona grigia oggi ti salverà da un conflitto inutile.”

♐ SAGITTARIO (22/11 – 21/12)

  • Amore: Voglia di evasione e di novità. Proponi un viaggio o una serata diversa. Il single ha una storia “low cost” senza impegno, ma divertente.

  • Lavoro: Hai idee geniali, ma poca voglia di metterle in pratica. Se riesci a canalizzare l’entusiasmo, farai faville. No alla noia burocratica.

  • Salute: Attenti ai fianchi e alle cadute. Se fai sport, riscaldati bene. Energia fisica alle stelle.

  • Finanze: Spese per la formazione o per i viaggi. Investire su te stesso non è mai un errore. Attenzione alle multe o agli imprevisti stradali.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “La freccia scocca solo se tiri indietro la corda, Sagittario. Un attimo di riflessione prima di agire ti farà vincere la giornata.”

♑ CAPRICORNO (22/12 – 19/01)

  • Amore: Sembri distante, preso dal lavoro. Il partner potrebbe sentirsi trascurato. Concediti una pausa pranzo romantica. Single: l’amore arriva in sala riunioni (attenzione ai pettegolezzi).

  • Lavoro: Giornata produttiva. Raggiungi un obiettivo importante che inseguivi da mesi. Riconoscimenti pubblici. Il capo si fida di te.

  • Salute: Ossa e denti. Un controllo dal dentista è rimandato da troppo tempo. Stress da prestazione: stacca la spina stasera.

  • Finanze: Solidi guadagni. Potresti ricevere una notifica di un bonifico o un premio produzione. Ottimo per investimenti a lungo termine.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Hai costruito un castello, Capricorno, ma ricordati di viverci. Oggi goditi il risultato del tuo duro lavoro, non solo pianificare il prossimo.”

♒ ACQUARIO (20/01 – 18/02)

  • Amore: Relazioni non convenzionali. Puoi risolvere un litigio con una idea originale. Single: l’amore 2.0 (app, social) è dalla tua parte, ma attento alle truffe sentimentali.

  • Lavoro: Innovazione e ribellione. Le tue idee sono troppo avanti per i tuoi colleghi. Non arrabbiarti, portali dalla tua parte con pazienza.

  • Salute: Circolazione e polpacci. Le gambe sono pesanti, muoviti spesso. Evita la vita sedentaria.

  • Finanze: Entrate inaspettate da attività “laterali” (side hustle). Potresti fare un affare su internet.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Sei nel futuro, ma gli altri vivono nel presente, Acquario. Scendi dal tuo piedistallo tecnologico e spiega le tue idee con parole semplici.”

♓ PESCI (19/02 – 20/03)

  • Amore: Empatia totale. Senti cosa prova il partner senza che te lo dica. La giornata è perfetta per fare l’amore o semplicemente per coccolarsi. Single: incontro fatale al supermercato o in farmacia.

  • Lavoro: Creatività alle stelle, ma distrazione totale. Rischio di errori banali. Scrivi tutto su un promemoria. Ottimo per l’arte e la musica.

  • Salute: Piedi stanchi e sistema immunitario un po’ giù. Un pediluvio caldo e una tisana. Attenzione alle allergie primaverili.

  • Finanze: Segui l’intuito. Se senti che devi comprare/vendere qualcosa, fallo. Attenzione alla generosità eccessiva verso i parassiti.

  • Consiglio di Paolo Tedesco: “Nuota, ma non affogare nelle emozioni altrui, Pesci. Oggi impara a dire ‘no’ senza sensi di colpa. Il tuo ossigeno è prezioso.”

Cosa ci riservano le stelle mercoledì 15 aprile 2026?

Il mio consiglio trasversale per tutti è: ‘Spegnete il pilota automatico’. Oggi non siate spettatori della vostra vita. Che si tratti di amore, lavoro o finanze, le stelle vi offrono l’occasione per un piccolo grande cambiamento. Coglietelo al volo, perché l’allineamento di Mercurio promette chiarezza mentale, ma solo per chi ha il coraggio di guardare la realtà senza filtri.

E ricordate: il 15 aprile è il giorno perfetto per iniziare un nuovo diario o per fare un ordine mentale. Il caos di inizio settimana lascia spazio a una serenità operativa. Buona giornata a tutti, sotto il segno delle stelle!”

Agguato a Ponticelli, il video choc: il cugino di Fabio Ascione passò la pistola al killer

Napoli – Emergono dettagli agghiaccianti dalle indagini sull’omicidio di Fabio Ascione, il ventenne spirato all’alba dello scorso 7 aprile presso l’ospedale Villa Betania. Secondo le ricostruzioni dei Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli-Poggioreale, coordinati dalla DDA, il giovane non sarebbe rimasto vittima solo del fuoco nemico, ma di un sistema di complicità interne che ha dell’incredibile.

A consegnare la pistola usata da Francesco Pio Autiero (23 anni) per fare fuoco, sarebbe stato infatti proprio un cugino della vittima.

Il tentativo di eludere le telecamere

L’intera scena è stata ripresa dai sistemi di videosorveglianza di un bar, teatro dello scontro frontale con il gruppo malavitoso Veneruso-Rea proveniente da Volla. Nonostante il maldestro tentativo del cugino di Ascione di occultare il passaggio dell’arma, i militari sono riusciti a isolare i fotogrammi decisivi.

Nel video si vede chiaramente il giovane consegnare lo strumento di morte nelle mani di Autiero e del suo complice diciassettenne, pochi istanti prima che si scatenasse l’inferno di piombo.

Il fuoco incrociato e l’errore fatale

Quella che doveva essere una prova di forza contro i rivali si è poi trasformata in tragedia interna. Autiero, alcuni minuti dopo la sparatoria contro i ragazzi di Volla, impugnando l’arma ricevuta dal parente di Ascione e vantandosi di quello cxhe aveva fatto ha colpito accidentalmente proprio il ventenne. Fabio Ascione . Il proiettile letale è stato quindi esploso dalla stessa pistola che suo cugino aveva custodito e poi messo in circolazione quella stessa notte.

Il paradosso macabro del destino

C’è un elemento che trascende la cronaca giudiziaria e scivola nel dramma greco, tingendosi di un’ironia tanto tragica quanto macabra: l’arma che ha spezzato la vita di Fabio è passata per le mani di chi, per sangue e nome, avrebbe dovuto proteggerlo.

In questo spaccato di criminalità urbana, il concetto di “protezione” e “famiglia” viene completamente stravolto. Il cugino, agendo come armaiolo del clan o semplice complice, ha di fatto armato la mano che, per imperizia o caos, ha ucciso il suo stesso sangue. È un cortocircuito morale terribile: la pistola viene “custodita” come un tesoro o uno strumento di difesa del territorio, ma finisce per diventare il mezzo di un’autodistruzione involontaria.

Il destino ha teso una trappola cinica: se quel cugino non avesse consegnato quell’arma, se non avesse cercato di favorire l’azione di fuoco di Autiero, Fabio Ascione sarebbe  ancora vivo. In questo contesto, il “sangue” non è più un legame che salva, ma un tragico conduttore di morte che chiude il cerchio tra chi fornisce il proiettile e chi lo riceve.

Il consenso di Trump? In caduta libera

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In questi giorni si è avvertita una netta flessione dell’indice di gradimento del presidente statunitense Donald J. Trump. Numerosi sondaggi hanno rivelato che solo il 33/36 % dei cittadini americani approvano ad oggi il suo operato.

Mentre esclusivamente il 27/31 % degli statunitensi ritiene positivo quanto fatto dal Tycoon in materia economica : il costo del carburante, derivativo insieme all’inflazione dalle tensioni tra States ed Iran, è decisamente lievitato . E proprio il conflitto tra States ed Iran è la causa principale delle sempre più crescenti rimostranze della base MAGA (Make America Great Again) nei confronti del modus operandi presidenziale.

I MAGA premono per una politica estera dai crismi isolazionisti e sono impauriti dalla prospettiva che gli Stati Uniti possano impelagarsi in conflitti a lungo termine. A tutto ciò sono andate ad aggiungersi le recenti tensioni di matrice religiosa : il Tycoon ha etichettato l’attuale pontefice Leone XIV come “un debole ,poco avvezzo alla politica estera“, cosa che gli ha inimicato in maniera ulteriore l’elettorato catto – conservatore statunitense.

Luca De Crescenzo

Clan Moccia in Toscana, il metodo delle finte prestazioni per estorcere danaro agli imprenditori

L’estorsione si insinuava nel sistema del subappalto mascherato da legittime pretese per la paga degli operai che venivano utilizzati per bloccare e occupare i cantieri e mettere sotto pressione le vittime.

Era questo il sistema utilizzato in alcuni cantieri di opere pubbliche tra Firenze, Prato e Siena dalla Pr Appalti Srl, la ditta della provincia di Napoli che secondo la Procura di Firenze fa capo al potente clan Moccia di Afragola.

L’inchiesta Contractus che ha portato, nei giorni scorsi, all’arresto di 10 persone (6 in carcere e 4 ai domiciliari) svela un nuovo metodo estensivo non più fatto di bombe ai cantieri e minacce anonime, bensì di contratti gonfiati e paghe per operai che non effettuavano alcun lavoro.

Poi le minacce di morte, certo non mancavano, ma erano talmente sfacciate e alla luce del sole che gli indagati non si preoccupavano neppure di essere scoperti e arrestati.

Il sistema degli appalti gonfiati

Il metodo era questo: “La Pr Appalti amministrata da Raffaele Panico (uno degli indagati finito in carcere) otteneva piccoli subappalti per importi irrisori 10/15mila euro per prestare forza lavoro a imprese che avevano vinto gare d’appalto in Toscana. Ma quei subappalti si trasformavano ben presto in forme estorsive.

Gli accordi iniziali prevedevano pagamenti alla Pr Appalti per lavori finiti, e invece la ditta napoletana cambiava le carte in regola e pretendeva pagamenti per le ore lavorate dei suoi operai, alcuni dei quali non varcavano neppure la soglia dei cantieri.

E dunque piccoli sub appalti da 16mila euro diventavano lavori per 160mila euro, ottenuti facendo firmare alla controparte promesse di pagamento sotto ricatto e sotto minaccia.

 La minaccia agli imprenditori

Il più violento di tutti gli indagati, quello che si sostituiva spesso anche all’amministratore Raffaele Panico, era Giuseppe Castiello che non si preoccupava di minacciare pesantemente le sue vittime a telefono.

Ad aprile dello scorso anno ad un imprenditore che si rifiutava di pagare il sovrapprezzo che la Pr Appalti voleva imporre rispondeva così: “Michè manda subito il bonifico e vai pure tu Michè! Sennò non c’hai scampo! Michè non c’hai scampo! Capito Michè la devi mandare subito sta ricevuta, Michè manda subito sta… perché vengo li e ti schiaccio la testa! Manda subito sto bonifico! Michele fai subito questo bonifico! Michele devi fare subito questo bonifico! … quella grande pu..na di tua madre!!!

Vedi di muoverti perché ti metto i piedi sopra (incomprensibile)! Ti tiro il cuore dal petto! Ti tiro il cuore dal petto scurnacchiat! Questo vuole fare l’imprenditore senza soldi se non fai il bonifico questa giornata vengo li a Firenze ti cavo via gli occhi, ti cavo via brutto figlio di puttana ti cavo via gli occhi hai capito!? Adesso non hai scampo! Adesso non hai scampo! … Manda il bonifico subito immediatamente perché sennò gli occhi te li cavo via! … senti a me entro oggi non ho il bonifico mi metto nella macchina e vengo da te e ti cavo via gli occhi! ti cavo via gli occhi! … Michè ti faccio fa una brutta fine! Michè te lo prometto ti faccio fare una brutta fine”’.

 Cantieri occupati e intimidazioni

Ma Castiello non era il solo delegato alle minacce, quando il gruppo criminale legato – secondo gli inquirenti  -al clan Moccia  riteneva fosse arrivata l’ora dei pagamenti scatenava la furia delle minacce verbali e delle azioni intimidatorie, occupando i cantieri e facendo apparire come se quelle degli operai fossero delle legittime pretese per il pagamento degli stipendi.

Giovanni Del Prete, un’altro degli indagati, lo dice chiaramente a una delle vittime come si evince in una intercettazione telefonica. “Martedi io quando vengo lì – dice Del Prete – non voglio più 40 (40.000 euro n.d.r.) mi dai 160 (160.000 n.d.r.) in più mi dai pure il mese di aprile che non ha pagato gli operai ti blocco tutti i cantieri, tutti gli stati di avanzamento la ditta tua MG COSTRUZIONI te la brucio! che tu da martedì in poi non puoi presentare neanche la gara di appalto per raccogliere la spazzatura! mi passa per il cazzo dei soldi, rotto per rotto mezza festa! … tu hai inguaiato a me perché già mi hai inguaiato, io inguaio a te martedì! l’ho detto già, la ditta te la brucio! tutti gli stati di avanzamento che hai, tutte le gare di appalto che hai te le blocco tutte quante tutte! faccio correre Carabinieri, Vigili del Fuoco, tutto tutto tutti quanti tutto … ti faccio un macello! poi ti faccio vedere! poi ti faccio vedere che succede martedì!”.

 Il ruolo degli operai nei cantieri

In realtà nel corso delle indagini, è emerso che gli operai della Pr Appalti per agevolare l’attività estensiva hanno occupato alcuni dei cantieri per far leva anche sugli enti appalti e spingerli a pagare lo stato di avanzamento dei lavori alle vittime che a loro volto avrebbe potuto pagare il gruppo di napoletani.

L’inchiesta, durata oltre un anno, si è conclusa con dieci arresti e la consapevolezza che la criminalità trova sempre nuovi metodi per fare soldi e imporre la supremazia con forme di prevaricazione che hanno addirittura una parvenza di legalità.

Juve Stabia, Automec in soccorso: nuova sponsorizzazione per evitare penalizzazioni

Castellammare – Dopo settimane di incertezza segnate dalla fuga dei proprietari americani, arriva un primo segnale concreto per il futuro della Juve Stabia. L’appello lanciato dai commissari del club gialloblù non è rimasto inascoltato: l’intervento di Automec rappresenta infatti una boccata d’ossigeno in una fase estremamente delicata della stagione.

L’accordo raggiunto con l’azienda, già legata alla società da diverse stagioni, non ha soltanto un valore simbolico. L’ingresso di Automec come nuovo Shirt Sponsor per il prosieguo della stagione 2025/2026 si traduce in un sostegno economico immediato, fondamentale per affrontare le urgenze più pressanti: il pagamento degli stipendi arretrati ai calciatori e la necessità di scongiurare penalizzazioni in classifica nella prossima stagione di Serie B.

Si tratta, tuttavia, solo di un primo passo. La priorità, ribadiscono fonti vicine alla gestione commissariale, è duplice: da un lato stabilizzare i conti nel breve periodo, dall’altro guadagnare tempo prezioso per individuare nuovi investitori in grado di garantire continuità e solidità al progetto sportivo.

Nel frattempo, il campo continua a raccontare una storia diversa, fatta di risultati e ambizione. La squadra guidata da Ignazio Abate è infatti in piena corsa per centrare, per il secondo anno consecutivo, l’accesso ai playoff. Un traguardo che, in un contesto societario così fragile, assume un valore ancora più significativo e che impone alla dirigenza – seppur temporanea – di preservare la competitività del gruppo.

La nota ufficiale diffusa dall’Ufficio Stampa del club sottolinea come l’intesa con Automec “rafforzi ulteriormente la collaborazione e confermi il sostegno verso i colori gialloblù”. Una dichiarazione istituzionale che, letta tra le righe, certifica l’importanza di una partnership diventata oggi cruciale per la sopravvivenza sportiva della Juve Stabia.

In attesa di sviluppi sul fronte societario, Castellammare si aggrappa dunque a questo primo segnale di ripartenza: salvare la stagione, evitare sanzioni e costruire le basi per un futuro meno incerto.

Caso Caliendo, l’avvocato della famiglia respinge le accuse: «Esposto calunnioso e inconsistente»

Si accende lo scontro legale attorno al caso del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto lo scorso 21 febbraio all’ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore fallito. Al centro della vicenda, un duro confronto tra avvocati che ora rischia di aprire un nuovo fronte disciplinare.

Francesco Petruzzi, legale della famiglia del bambino, respinge con decisione le accuse mosse nei suoi confronti dall’avvocato Alessandro Conforti del Foro di Cosenza, definendo l’esposto «inconsistente» e «calunnioso». Nella memoria difensiva inviata al Consiglio distrettuale di disciplina degli Avvocati di Napoli, all’Ordine di Cosenza e alla Procura partenopea, il legale chiede l’archiviazione del procedimento.

L’esposto, presentato a inizio aprile, prende spunto dalla trasmissione televisiva «Lo stato delle cose», andata in onda il 16 marzo su Rai3, durante la quale sono stati mostrati documenti a sostegno delle accuse nei confronti del cardiochirurgo Oppido. Secondo quanto sostenuto, quei materiali sarebbero potuti arrivare alla redazione tramite lo stesso Petruzzi.

Una ricostruzione che il legale respinge con fermezza, richiamando le parole del conduttore Massimo Giletti. «Non sono disposto a tollerare ulteriormente l’uso strumentale del sistema disciplinare per finalità che appaiono meramente intimidatorie», afferma Petruzzi, sostenendo che la sua estraneità emerga chiaramente dalle dichiarazioni dello stesso giornalista, il quale avrebbe rivendicato di aver reperito autonomamente la documentazione.

Non solo difesa, ma anche contrattacco. Nella sua istanza, Petruzzi chiede infatti di valutare l’apertura di un procedimento disciplinare nei confronti di Conforti «per violazione del dovere di colleganza e per abuso dello strumento disciplinare». Alla Procura di Napoli viene inoltre chiesto di verificare l’eventuale sussistenza del reato di calunnia.

America’s Cup, Bagnoli accelera: al via i dragaggi, lavori verso il 2026

Bagnoli entra nella fase più delicata della trasformazione in vista dell’America’s Cup. Con l’avvio dei dragaggi e l’accelerazione dei lavori a terra e a mare, prende forma il cronoprogramma illustrato dal commissario straordinario e sindaco Gaetano Manfredi durante la Cabina di Regia a Palazzo Chigi.

Davanti ai ministri Tommaso Foti e Andrea Abodi, al presidente della Regione Campania Roberto Fico e con il contributo in collegamento di Bernardo Mattarella, è stato tracciato un quadro aggiornato degli interventi. Le attività preliminari risultano completate, mentre sulla colmata è stato realizzato per circa metà il capping ambientale, passaggio fondamentale per il livellamento delle aree destinate alle future strutture.

I cantieri sono ormai pienamente operativi. Prosegue la posa delle reti di sottoservizi, mentre sono in partenza le attività per le fondazioni delle gru e le platee che ospiteranno gli hangar dei team. Il piano prevede che le basi operative vengano completate progressivamente a partire da luglio 2026, con priorità per il team New Zealand e altre due strutture, fino alla conclusione complessiva prevista entro ottobre.

Sul fronte marittimo, la realizzazione delle scogliere è già in fase avanzata, soprattutto nella zona centrale e nel pennello nord. Nei primi giorni di marzo è stato inoltre avviato il campo prova per i dragaggi, con campionamenti e una nuova pianificazione delle operazioni in coordinamento con Arpac, in particolare per il monitoraggio delle acque e il rispetto delle soglie di torbidità.

Uno degli aspetti più complessi resta la gestione dei materiali derivanti dai dragaggi. Le verifiche tecniche hanno preso in esame diverse soluzioni, tra cui il trasferimento via mare verso destinazioni sia italiane che estere, con l’obiettivo di limitare l’impatto sul traffico e sulla viabilità dell’area.

Secondo il cronoprogramma aggiornato, le attività nello specchio acqueo antistante la colmata dovrebbero concludersi a partire dal primo ottobre 2026, in tempo utile per consentire l’alaggio delle imbarcazioni e l’avvio delle operazioni logistiche dei team. Un traguardo che resta legato al rispetto dei tempi e all’assenza di imprevisti, in un cantiere complesso dove ogni passaggio può fare la differenza tra riuscita e ritardi.

San Giorgio a Cremano, vende online dispositivi rubati: 48enne ai domiciliari

Dalla rete alla porta di casa, passando per un’indagine che ha ricostruito il percorso della refurtiva. A San Giorgio a Cremano la Polizia di Stato ha fermato un 48enne napoletano, gravemente indiziato di ricettazione, dopo aver individuato online dispositivi elettronici rubati da un istituto scolastico.

Il caso affonda le sue radici tra il 14 e il 15 marzo, quando ignoti avevano messo a segno un furto all’interno della scuola, portando via apparecchiature per un valore complessivo di circa 400mila euro. Tablet, computer e altri strumenti fondamentali per l’attività didattica, spariti nel giro di poche ore.

Le indagini hanno preso una svolta quando gli agenti del commissariato locale hanno individuato su un noto sito di compravendita alcuni dispositivi compatibili con quelli sottratti. Da lì è partita un’attività mirata che ha condotto all’identificazione del presunto venditore.

Rintracciato nella mattinata di sabato, l’uomo è stato trovato in possesso di parte della refurtiva. Ma è stato il successivo controllo domiciliare, effettuato con il supporto del commissariato di Afragola, a far emergere un quadro ancora più ampio. All’interno dell’abitazione sono stati rinvenuti altri 20 tablet riconducibili al furto, oltre a ulteriori 11 dispositivi elettronici tra computer e tablet, per i quali il 48enne non ha saputo fornire alcuna giustificazione.

Elementi che hanno rafforzato il quadro indiziario e portato al fermo. Dopo la convalida da parte dell’autorità giudiziaria, per l’uomo sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Una vicenda che evidenzia ancora una volta come il mercato online possa diventare canale di smaltimento per la merce rubata, ma anche come il lavoro investigativo riesca a ricostruire i passaggi e riportare alla luce quanto sottratto.

Lotito propone il commissariamento della Figc: «Serve una riforma entro il 2028»

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Un commissariamento straordinario per rifondare il calcio italiano. È la proposta lanciata da Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, che chiama direttamente in causa il governo chiedendo un intervento deciso sulla Figc.

L’iniziativa prende forma attraverso un’interrogazione rivolta alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, illustrata dallo stesso Lotito durante un’audizione in commissione Cultura al Senato. L’obiettivo è chiaro: superare l’attuale fase di stallo e avviare un processo di riforma strutturale.

«Si nomina un commissario di altissimo profilo internazionale, una commissione sportiva sempre di altissimo profilo istituzionale e internazionale che suggerisce e supporta nella riscrittura delle norme», spiega Lotito, delineando un modello articolato che prevede anche la presenza di due sub-commissari. Un assetto che, nelle intenzioni, dovrebbe restare in carica fino al 31 dicembre 2028.

Alla base della proposta c’è la convinzione che i problemi del sistema siano noti e affrontabili in tempi rapidi. «In meno di un anno si è già sistemato tutto, perché i temi sono sempre gli stessi. È una questione di volontà», afferma, indicando come nodo centrale non tanto la complessità delle riforme quanto la determinazione nel metterle in atto.

L’intervento richiesto al governo rappresenterebbe una svolta radicale nella gestione del calcio italiano, affidando a una figura esterna il compito di riscrivere regole e assetti. Una posizione destinata a far discutere, perché mette in discussione l’autonomia del sistema sportivo e apre un confronto diretto tra politica e istituzioni calcistiche.

Giugliano, 40enne ferito a colpi di pistola: fermato un sospettato

Agguato nella notte a Giugliano in Campania, dove un uomo di 40 anni è rimasto ferito da alcuni colpi di arma da fuoco. La polizia ha fermato un sospettato ritenuto coinvolto nell’episodio avvenuto nelle scorse ore nel comune dell’area nord di Napoli.

Secondo quanto ricostruito dagli agenti dei commissariati di Giugliano e Pozzuoli, la vittima – un quarantenne incensurato – è stata raggiunta dai proiettili mentre si trovava in strada. I colpi lo hanno ferito a un braccio e a una mano.

Subito dopo l’agguato l’uomo è stato soccorso e trasportato all’ospedale San Giuliano, dove è stato medicato dai sanitari. Le sue condizioni non sarebbero gravi.

Agli investigatori il quarantenne ha raccontato di essere stato improvvisamente affiancato da alcune persone a bordo di due automobili. Da uno dei veicoli sarebbero stati esplosi i colpi di pistola che lo hanno raggiunto, prima che gli aggressori si allontanassero.

Le indagini della polizia si sono concentrate sin da subito sulla ricostruzione dei movimenti delle auto e sull’identificazione dei presenti a bordo. Nel corso degli accertamenti è stato fermato un uomo, la cui posizione è ora al vaglio degli investigatori, mentre proseguono le verifiche per chiarire il movente e l’eventuale coinvolgimento di altre persone nell’agguato.

Baucor amplia la presenza in Europa con nuove soluzioni per il taglio industriale

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Baucor amplia il proprio portafoglio di utensili CNC e lame industriali, offrendo soluzioni avanzate e progettate su misura per rispondere alle esigenze in evoluzione del taglio industriale in Europa e nei mercati globali.

MANNHEIM, Germania — Baucor, produttore di lame industriali di precisione e utensili CNC personalizzati, ha annunciato un’importante espansione del proprio portafoglio prodotti in Europa e nei mercati internazionali. L’iniziativa introduce nuove soluzioni di utensili CNC e lame industriali, progettate per rispondere a requisiti di taglio sempre più complessi in diversi settori.

Questa espansione rafforza la capacità di Baucor di offrire utensili CNC progettati su misura e lame ad alte prestazioni, rispondendo al contempo alla crescente domanda di maggiore efficienza, durata e sostenibilità nei moderni contesti produttivi.

«La nostra crescita è guidata da un forte impegno nel risolvere le sfide di taglio più complesse dei nostri clienti attraverso una progettazione su misura e all’avanguardia», ha dichiarato Mücahit Başaran, CEO di Baucor. «Integrando materiali avanzati e tecnologie di rivestimento di nuova generazione, realizziamo utensili che non solo offrono prestazioni superiori, ma garantiscono anche una durata significativamente maggiore».

Capacità in espansione per applicazioni industriali diversificate

Con sedi operative a Mannheim e in California (USA), Baucor amplia il proprio portafoglio includendo una gamma più estesa di utensili CNC, tra cui punte lunghe, alesatori con guida, soluzioni di alesatura regolabili e punte svasatrici progettate per lavorazioni di precisione. L’azienda ha inoltre potenziato l’offerta nelle tecnologie di foratura profonda, con soluzioni come gun drill e sistemi a coclea, affiancate da utensili specializzati quali frese a tazza e punte a centraggio.

Parallelamente, Baucor ha rafforzato il segmento delle lame industriali con una gamma ampliata che comprende coltelli circolari per slitters, lame curve, soluzioni a doppio filo seghettato e lame per il taglio di film. Tra le ulteriori innovazioni figurano coltelli per macchine da imballaggio, sistemi di lame per il taglio della carta, lame perforatrici e soluzioni di taglio di precisione per cartone, progettate per operazioni ad alto volume.

Attraverso un approccio ingegneristico end-to-end, che copre progettazione CAD/CAM, prototipazione rapida e produzione su larga scala, Baucor consente ai clienti di ottenere miglioramenti dell’efficienza operativa fino al 25% e una durata degli utensili fino a tre volte superiore rispetto alle soluzioni standard.

Materiali avanzati e tecnologie di rivestimento al servizio delle prestazioni

Al centro dell’espansione dell’offerta di Baucor c’è un investimento mirato nella scienza dei materiali e nelle tecnologie di rivestimento. L’azienda utilizza materiali ad alte prestazioni come carburo di tungsteno, acciai rapidi (HSS) e acciai per utensili speciali tra cui D2, M2 e M42, insieme ad acciai CPM, acciaio inox e componenti ceramici.

Questi materiali sono abbinati a rivestimenti avanzati come TiN, TiAlN e DLC, che migliorano la resistenza all’usura, riducono l’attrito e aumentano la stabilità termica durante lavorazioni ad alta velocità.

«Integrando queste tecnologie nei nostri processi di produzione di utensili per fresatura e maschiatura, garantiamo precisione e affidabilità costanti anche negli ambienti industriali più complessi», ha aggiunto Mücahit Başaran.

Sostenibilità guidata da soluzioni a lunga durata

La sostenibilità resta un pilastro centrale nella strategia di Baucor. La maggiore durata degli utensili CNC e delle lame industriali contribuisce a ridurre in modo significativo gli sprechi di materiale, limitando la frequenza di sostituzione degli utensili. Questo si traduce non solo in un minore consumo di materie prime, ma anche in una riduzione dell’energia necessaria per la produzione e la logistica.

La visione di Baucor per una manifattura sostenibile si concentra sulla realizzazione di utensili ad alte prestazioni in grado di supportare processi produttivi più responsabili dal punto di vista ambientale. Consentendo una maggiore durata degli utensili e un incremento dell’efficienza operativa, l’azienda aiuta i propri clienti a ridurre l’impatto ambientale complessivo senza compromettere i livelli di produttività.

«Il nostro impegno verso una produzione sostenibile garantisce che l’aumento delle prestazioni vada di pari passo con la riduzione dell’impatto ambientale», ha concluso Başaran.

Con un portafoglio ampliato e un costante orientamento all’innovazione, Baucor si posiziona per supportare i produttori in Europa e nei mercati globali nel raggiungimento di standard sempre più elevati in termini di precisione, efficienza e sostenibilità operativa.

 

Caserta, le estorsioni a ‘effetto Domino’ dell’ispettore antimafia Garofalo: si cercano altre vittime

Estorsioni a effetto domino quelle di Andrea Garofalo, l’ispettore di polizia di Casaluce in provincia di Caserta, arrestato nei giorni scorsi insieme al commercialista Domenico D’Agostino per estorsione ai danni di due imprenditori nel settore del calcestruzzo.

Garofalo, ‘Andrea della Prefettura’ come so faceva chiamare, sulla carta ha un curriculum di tutto rispetto. Dalla squadra mobile di Napoli, alla Dia, prima di arrivare nel GIA, il gruppo interforze antimafia, dove avvengono i controlli per l’inserimento delle imprese nella White list.

La lista bianca indica che i titolari delle società non hanno legami con la criminalità organizzata e viene utilizzata per concedere appalti pubblici. Senza la White list c’è lo sbarramento a lavori oltre una certa soglia economica e alle gare pubbliche.

Garofalo sfruttava la paura degli imprenditori di non poter accedere alla lista stilata dalla Prefettura e estorceva soldi per ‘occuparsi’ insieme al commercialista delle pratiche.

Garantiva il ‘buon fine’ e faceva in modo che nei controlli filasse tutto liscio.

Il metodo ‘Garofalo’ era a effetto dominio. E’ dimostrato nella vicenda che ha portato al suo arresto dopo la denuncia di un noto imprenditore casertano, già vittima per tre volte delle estorsioni del clan dei Casalesi.

Il primo a pagare una tangente per ottenere l’iscrizione -in realtà ancora bloccata – era stato il nipote dell’imprenditore del calcestruzzo. A giugno dello scorso anno, era stato avvicinato dall’ispettore e dal commercialista e costretto a versare 2500 euro come pagamento di una fattura di consulenza allo studio del commercialista D’Agostino e 12500 euro in contanti all’ispettore di polizia.

A febbraio scorso, nelle mire di Garofalo finisce lo zio del giovane vittima di estorsione a giugno, anch’egli titolare di alcune ditte nel settore edile e del calcestruzzo. Ma l’uomo, 58enne della provincia di Caserta, finge di abboccare e denuncia tutto alla squadra mobile che intercetta e segue le mosse di Garofalo e di D’Agostino, fino all’arresto dei giorni scorsi.

Ma l’ispettore, dopo aver chiuso l’estorsione di 10mila euro, 4mila ricevuti come pagamento di una fattura a D’Agostino e 6mila che sarebbero stati versati in contanti, aveva già pronte le prossime vittime.

 Il racconto delle vittime

Lo racconta agli inquirenti A. D. C.. Il 25 marzo scorso, Andrea Garofalo convoca presso la sua abitazione il giovane imprenditore e gli dice che i cugini avrebbero dovuto fare lo stesso percorso (pagare la mazzetta, ndr) che avevano fatto lui e lo zio per ottenere il lasciapassare nella White list della Prefettura. “Sono i figli di mio zio che purtroppo è venuto a mancare nel 2023 – racconta A.D.C. – agli inquirenti. A quel punto non ce l’ho fatta più. Non volevo far vivere lo stesso mio calvario ai miei cugini, orfani di padre, per questo ho detto a Garofalo che ero stanco e volevo tornare a casa per cercare di prendere tempo”.

S. I. E A.D.C. zio e nipote, sono i primi a denunciare il sistema di mazzette organizzato dall’ispettore e dal commercialista, ma non è escluso che il ‘sistema a effetto domino’ abbia ancora molte altre vittime che potrebbero farsi avanti.

Lo stile di vita di Andrea Garofalo, secondo quanto emerso nel corso delle brevi indagini effettuate in questi mesi, andava ben oltre le possibilità economiche di un ispettore della polizia di Stato.

Al Cardarelli inaugurati nuovi reparti: medicina d’emergenza, Utic rinnovata e terza sala di emodinamica

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Napoli – Il presidio ospedaliero più grande del Sud Italia si rafforza. Il direttore generale del Cardarelli, Antonio D’Amore, ha inaugurato oggi tre nuove strutture all’interno del palazzo del Pronto Soccorso: il reparto di Medicina dell’Emergenza e Urgenza, la nuova Unità di Terapia Intensiva Coronarica (Utic) e la terza sala di emodinamica. Un intervento atteso da anni, che punta a ridurre la pressione sul pronto soccorso e a garantire risposte più rapide ai casi più complessi.

Un reparto nato su aree sequestrate nel 2008

Il nuovo reparto di Medicina dell’Emergenza e Urgenza — un’articolazione del Pronto Soccorso Obi (Osservazione Breve Intensiva) — dispone di 17 posti letto ed è stato realizzato sfruttando aree rimaste inutilizzate per quasi vent’anni, dopo essere state sottoposte a sequestro nel 2008. «Era un reparto che in questo ospedale non c’era ed è stato pensato e realizzato in brevissimo tempo», ha sottolineato D’Amore, riconoscendo il lavoro degli uffici tecnici.

«Dietro il Cardarelli non c’è niente più»

La nuova struttura ha una funzione strategica precisa: accogliere i pazienti con patologie complesse che non possono ancora essere trasferiti nei reparti ordinari, alleggerendo così i flussi del pronto soccorso. «Negli ultimi tre mesi abbiamo ricevuto circa 400 trasferimenti dagli altri ospedali», ha spiegato il direttore. «Dobbiamo renderci conto che siamo il riferimento per tutta la regione Campania. Noi siamo l’ospedale che dà le risposte».

Dopo 40 anni rinnovata anche l’Utic

Parallelamente all’apertura del nuovo reparto d’emergenza, il Cardarelli inaugura anche una Utic completamente ristrutturata dopo quarant’anni. Un segnale dell’ampio piano di riqualificazione avviato dalla direzione: 30 milioni di euro investiti per rinnovare 20 reparti e un intero padiglione. Quest’ultimo, completato circa un anno e mezzo fa, è stato destinato agli ambulatori ed è collegato al resto dell’ospedale tramite una navetta interna, per evitare il sovraffollamento dei reparti.

Liste d’attesa e mobilità passiva: le sfide aperte

D’Amore non ha eluso i nodi più critici del sistema sanitario campano. Sulle liste d’attesa, ha ricordato come la presenza di primari di «altissimo livello» generi una domanda difficile da gestire. Sul tema della mobilità passiva — ovvero i pazienti che si curano fuori regione — ha offerto una lettura inedita: «Molto spesso un genitore viene invitato dal figlio, che lavora al Nord, a recarsi nella sua regione per ricevere assistenza. Anche questo è un fattore che incide, oltre alla qualità clinica che al Sud è di alto livello».

Finto carabiniere al telefono, sventata mega-truffa da 49mila euro

Benevento – Poteva costargli i risparmi di una vita, ma il tempestivo intervento dei veri uomini in divisa ha mandato in fumo i piani dei truffatori. I Carabinieri della Compagnia di Benevento, coordinati dalla Procura sannita, hanno eseguito un sequestro preventivo d’urgenza bloccando un bonifico di quasi 49mila euro, frutto di una sofisticata truffa telematica ai danni di un cittadino di 60 anni.

La trappola del falso bancario

Tutto ha avuto inizio verso la fine del mese di marzo. La vittima, residente nel capoluogo, ha ricevuto la chiamata di un sedicente operatore della Banca Nazionale del Lavoro. I toni utilizzati erano volutamente allarmistici: il truffatore ha convinto l’uomo che il suo conto corrente era sotto attacco e che ignoti stavano effettuando operazioni fraudolente dalla zona di Bari, verosimilmente dopo aver clonato le sue carte di pagamento. Lo stato d’ansia indotto nella vittima ha preparato il terreno per la seconda e più insidiosa fase del raggiro.

L’inganno dello “spoofing”

Poco dopo la prima chiamata, il telefono del 60enne ha squillato di nuovo. Questa volta sul display è comparso un numero istituzionale, apparentemente riconducibile ai Carabinieri. Si tratta della tecnica del cosiddetto “spoofing”, un trucco informatico che permette di manipolare l’identificativo del chiamante mascherando il numero reale da cui parte la telefonata.

Dall’altro capo del filo, un complice si è finto militare dell’Arma, confermando in pieno la versione allarmistica del finto bancario. Per “agevolare le indagini e catturare i colpevoli”, il truffatore ha ordinato alla vittima di trasferire con la massima urgenza i propri fondi su un presunto conto corrente “sicuro”. L’uomo, fidandosi del numero istituzionale letto sul proprio display, ha eseguito un bonifico di 49mila euro in favore delle coordinate fornitegli.

La scoperta e il salvataggio dei fondi

Il dubbio, tuttavia, si è fatto strada poco dopo. Svolgendo accertamenti diretti presso il proprio istituto di credito, il 60enne ha realizzato con amarezza di essere caduto in una rete criminale. È scattata immediatamente la denuncia ai Carabinieri della Stazione di Benevento — quelli veri — che hanno dato il via a una corsa contro il tempo.

I militari hanno richiesto e ottenuto l’immediato blocco dell’operazione bancaria, impedendo che i truffatori potessero prelevare o disperdere il bottino. Di fronte all’evidenza dei fatti, la Procura della Repubblica ha disposto in via d’urgenza il sequestro preventivo delle somme giacenti sul conto corrente dei criminali: al momento dell’operazione sono stati bloccati e salvati 48.990,38 euro. Il provvedimento è stato successivamente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) del Tribunale di Benevento.

Omicidio Fabio Ascione, l’orrore in un frame: la vittima incrocia il suo killer al bar prima dello sparo

Napoli – Ci sono voluti giorni di pazienza, analisi fotogramma per fotogramma e il coraggio di scavare nel silenzio di gomma della periferia est. Ma oggi,  il cerchio si è chiuso. Francesco Pio Autiero, 23 anni, e un complice che tra pochi giorni varcherà la soglia della maggiore età, K.V., sono stati sottoposti a fermo per l’omicidio volontario di Fabio Ascione.

A incastrarli è la “scatola nera” di un bar di Ponticelli: un video che non solo riprende l’assassino, ma restituisce gli ultimi, ignari istanti di vita di un ragazzo di vent’anni.

L’incrocio maledetto al bancone

Tutto inizia con un gesto quotidiano, quasi banale. Fabio entra in un bar per comprare un pacchetto di sigarette e bere un caffe. Scambio un saluti con il cugino presente pure lui nel bar.  Mentre Fabio paga alla cassa, le telecamere inquadrano Autiero poco distante. Il killer sorride. I due si incrociano sulla porta. Non una parola, non uno sguardo di troppo. Fabio esce e si avvia verso casa, camminando incontro alla morte.

Ma pochi minuti dopo quella zona diventa il palcoscenico di una sequenza da far west. Si fronteggiano due gruppi: da una parte un SUV scuro con a bordo i “ragazzi di Volla”, legati al clan Veneruso Rea; dall’altra Autiero, in sella a un Beverly 300 guidato dal diciassettenne. Uno scontro di fuoco ravvicinato a cui Autiero era scampato, rispondendo ai colpi.

Cinquanta centimetri di distanza

Il destino si compie a pochi metri dal portone di casa Ascione. Autiero è ancora lì, circondato da un capannello di ragazzi. Sta mimando l’azione, sta raccontando con la pistola ancora calda in pugno come ha respinto il blitz dei rivali. Fabio si trova nel posto sbagliato nel momento più tragico. Si avvicina al gruppo, forse per passare, forse attirato dalla concitazione.

Secondo i rilievi scientifici degli inquirenti, la canna della pistola è a non più di 40-50 centimetri dal petto del ventenne quando parte il colpo. Non è un’esecuzione pianificata, ma un atto di spavalderia criminale finito nel sangue. Fabio non scappa, non ne ha il tempo. Guarda il suo assassino negli occhi e pronuncia una frase che è un testamento di incredulità: “Ué, mi hai colpito”. Poi il buio.

Il muro di omertà e la svolta

Il resto è la cronaca di un’agonia e di un silenzio assordante. Fabio spira alle 6 del mattino in ospedale, mentre nel quartiere cala la nebbia dell’omertà. Testimoni presenti che “non hanno visto”, residenti che “non hanno sentito”. I Carabinieri e la Dda hanno dovuto lottare contro un contesto ambientale ostile per rimettere insieme i pezzi del puzzle.

Alla fine, sono state le immagini e la determinazione degli inquirenti a dare un nome a chi ha premuto il grilletto. Per Fabio, ucciso per il racconto di un agguato a cui era estraneo, resta solo il ricordo di quella sigaretta mai accesa.

Si ferisce con un coltello dopo una lite con la fidanzata

Momenti di tensione in un ristorante di Eboli, dove un uomo con precedenti penali si è ferito con un coltello al culmine di una discussione con la fidanzata. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo si trovava in evidente stato di alterazione alcolica, circostanza che avrebbe innescato il diverbio.

La donna, infastidita dal comportamento del compagno, ha deciso di interrompere la relazione sul momento. Da qui l’escalation: dopo il rimprovero, l’uomo avrebbe reagito in modo violento, colpendosi da solo più volte.

I soccorsi e il ricovero

Il ferito si è inferto tre fendenti, raggiungendo una gamba e un braccio. Subito dopo è stato soccorso e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Eboli, dove i medici hanno disposto il ricovero per le cure necessarie.
Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non sarebbero gravi.

Paura e imbarazzo nel locale

La scena si è consumata sotto gli occhi dei presenti, tra lo sgomento dei clienti e l’imbarazzo dei titolari del ristorante. L’episodio ha generato attimi di forte tensione, riportati alla calma solo dopo l’arrivo dei soccorsi.

Truffano un’anziana a Genova: arrestati in fuga verso Napoli

Milano – La fuga sembrava quasi perfetta. Dopo aver raggirato un’anziana di 77 anni nel quartiere genovese di Marassi, sottraendole 2.000 euro in contanti e una consistente quantità di gioielli, i due complici si erano già messi in moto verso Milano. Ma la polizia era sulle loro tracce.

L’operazione, condotta in perfetto coordinamento tra le squadre mobili di Genova e Milano, si è conclusa con due fermi simultanei: l’autista del veicolo, un napoletano di 27 anni, è stato bloccato in corso Buenos Aires, mentre il ricettatore, un cittadino brasiliano di 25 anni, è stato arrestato alla Stazione Centrale mentre stava per imbarcarsi su un treno diretto a Napoli, ancora in possesso dell’intera refurtiva.

La truffa seguiva il copione classico del “finto carabiniere”: la vittima era stata contattata sul telefono fisso da individui che si spacciavano per appartenenti alle Forze dell’Ordine, sostenendo che denaro e gioielli in suo possesso dovevano essere verificati da un agente che si sarebbe presentato a domicilio. La donna, convinta della legittimità della richiesta, aveva preparato tutto sul tavolo e consegnato il malloppo al giovane che aveva suonato alla sua porta.

Dopo un passaggio nel carcere milanese di San Vittore, il giudice ha disposto per entrambi l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. La vittima, ancora visibilmente scossa, ha collaborato attivamente con gli investigatori fornendo gli elementi chiave per la rapida identificazione dei responsabili.

Roberta Tondelli: la voce che sussurra al cuore, tra radici napoletane e orizzonti soul

Dalle piazze della Campania, calcate con la grinta di chi a sedici anni ha già il ritmo nel sangue, ai palcoscenici internazionali dove la sua voce risuona come un ponte tra culture: la carriera di Roberta Tondelli è un mosaico di passione, studio e un’autenticità rara. In lei convivono, in un equilibrio magnetico, l’anima viscerale di Napoli e le vibrazioni cosmopolite del progetto Italian Soulful, dimostrando che la musica non è solo un’esibizione di talento, ma un atto di condivisione profonda.

Artista versatile e sensibile, Roberta non si limita a interpretare note; le abita, trasformandole in messaggi di solidarietà, come dimostrato dal suo impegno costante nella clownterapia, e in viaggi che superano i confini linguistici, arrivando a toccare il pubblico del Sud America e dell’Europa.

Con il suo ultimo lavoro, “Sussurrando”, l’artista ci invita a riscoprire la tradizione napoletana attraverso le lenti raffinate dello smooth jazz, in un abbraccio tra passato e futuro che profuma d’eccellenza.In questa intervista esclusiva, Roberta si racconta a cuore aperto: dalla preziosa eredità della gavetta alla missione sociale dell’arte, fino al sogno di portare la sua Napoli nel mondo, con la consapevolezza che, quando si canta con onestà, l’emozione diventa un linguaggio universale.

Roberta, la tua carriera è iniziata giovanissima, a soli 16 anni, tra locali e piazze della Campania. Guardando indietro a quella ragazza che muoveva i primi passi nelle band e nei trii, quale credi sia l’insegnamento più prezioso che la ‘gavetta’ ti ha lasciato e che porti ancora oggi sul palco?”

L’insegnamento più prezioso è stato il rispetto per il pubblico. Nelle piazze e nei locali non hai filtri: la gente è lì per divertirsi e devi saperti conquistare la loro attenzione nota dopo nota. Quella ragazza di 16 anni ha imparato che non importa quanto sia grande il palco, ogni singola persona davanti a te merita la tua massima energia, oltre ad aver testato che il talento non basta senza disciplina e sacrificio. È una lezione che porto con me ancora oggi: non dare mai nulla per scontato e vivere la musica come un momento di condivisione, e non solo esibizione.

Dalla dedica a Renato Carosone al duetto con Monica Sarnelli, fino al progetto dedicato a Massimo Troisi, il tuo legame con la cultura napoletana è viscerale. In un mercato musicale sempre più globalizzato, quanto è importante per te mantenere viva l’identità della lingua napoletana e come riesci a renderla ‘moderna’ per le nuove generazioni?”

Mantenere l’identità napoletana è fondamentale perché è la mia verità. Non è una scelta di mercato, ma un’esigenza viscerale. Come la rendo moderna? Semplicemente vivendola nel presente. Napoli non è passato… è un’energia in continua evoluzione. Se lavori e interpreti con onestà, il pubblico, anche quello più giovane e/o internazionale, percepisce quella vibrazione al di là della lingua.

Nella tua biografia emerge una versatilità sorprendente: passi dalla canzone classica napoletana a progetti internazionali come Italian Soulful (sotto lo pseudonimo di Arya). Come convivono in te l’anima mediterranea e quella più ‘dance’ e internazionale? C’è un genere in cui senti di esprimere la tua parte più autentica?”

Personalmente non riesco a parlare di mondi diversi, ma di due lingue diverse, con cui racconto la mia storia, la mia gavetta che è stata poi la mia “maestra”. L’anima mediterranea è la mia pelle, il luogo da cui provengo che mi da la passionalità; quella Soulful, revival e internazionale, invece, sonoil mio respiro, la voglia di scoprire cosa c’è oltre l’orizzonte. Credo che Napoli stessa sia una città soulful, da sempre. La mia parte più autentica direi che è proprio in questo movimento continuo di note.

Con il brano ‘Sienteme’ hai scelto di sostenere concretamente la clownterapia e l’associazione ‘Teniamoci per mano Onlus’. Spesso si dice che l’arte debba ‘curare’: nel tuo caso, quanto conta la missione sociale e quanto la musica può davvero fare la differenza nella vita delle persone in difficoltà?”

Che emozione questa domanda!
Per me la musica non è mai stata solo intrattenimento, ma un vero e proprio ponte. Con ‘Sienteme’ il legame con Teniamoci per Mano Onlus è nato dal desiderio di trasformare le parole in azioni. Parlando con gli autori, (Antonio de Carmine e Mauro Spenillo) e facendo parte all’epoca, in prima persona, dell’associazione, siamo riusciti ad unire l’arte al volontariato. Credo che l’arte abbia il compito di ‘curare’ non perché sostituisca la medicina, ma perché guarisce lo spirito. La missione sociale è il battito cardiaco di ogni mio progetto progetto: la musica può dare voce a chi si sente invisibile e, in questo caso specifico, proprio come con la clownterapia, può accendere una luce anche nei momenti più bui. Fare la differenza significa ricordare a qualcuno che non è solo!

Il successo della versione spagnola ‘Oyeme’ in Sud America e i passaggi nelle radio svizzere dimostrano che la tua voce non ha confini. Qual è, secondo te, la caratteristica del tuo canto che riesce a emozionare anche chi non parla la tua lingua o non conosce le tradizioni da cui provieni?

Il mio amico Moreno sarebbe molto felice di questa domanda. Lui mi ha aiutata tantissimo, insieme ad un’altra mia amica, (Carmela), sulla pronuncia in spagnolo, alla quale tenevo tantissimo, per rispettare una terra e il pubblico che l’avrebbe poi ascoltata. Luca Bordignon, invece, si è occupato della traduzione simultanea del testo. Fu un lavoro di squadra, tra nord e sud dello stivale, uniti alla Spagna. Un lavoro fatto con estrema sincerità, che credo fortemente sia la chiave di tutto. Quando canto, non cerco di impressionare tecnicamente, ma di vivere la canzone in quel momento, di sentirla mia e farla mia. L’emozione per me è un linguaggio universale: se ciò che provi è autentico, arriva al cuore di chi ascolta,  indipendentemente dalla lingua che parla.

Parliamo dei prossimi obiettivi artistici.

Con “Sussurrando” volevo creare un ponte tra passato e futuro. Insieme a Mauro Spenillo, abbiamo raccolto la napoletanità, che è il nostro DNA e l’abbiamo vestita con un abito smooth jazz, raffinato e internazionale. Non è solo un album, è un viaggio sensoriale che vanta collaborazioni con musicisti di fama straordinaria e non solo nazionale. Il mio prossimo obiettivo, direi più il mio sogno è portare questo abbraccio musicale, a cui tengo come fosse un figlio, sottoforma di concerto/ spettacolo, da Napoli a tutto il resto d’Italia, e perché no, farlo conoscere anche all’estero, dimostrando che la nostra tradizione è universale. Ce la metterò tutta per riuscire in questo intento.

 Luciano Carotenuto

Il Liceo Pansini intitola l’Aula di Giornalismo a Giancarlo Siani

napoli – Nell’aula magna dell’Istituto Statale di Istruzione Superiore “Adolfo Pansini”, in via San Domenico, si svolgerà lunedì 20 aprile alle ore 15.00 la cerimonia ufficiale di intitolazione dell’Aula di Giornalismo a Giancarlo Siani.

La targa che verrà scoperta non è soltanto un segno di ricordo, ma un impegno concreto a trasformare quello spazio in un “incubatore di coscienza critica”, dove la memoria del giovane cronista ucciso dalla camorra il 23 settembre 1985 possa diventare stimolo quotidiano per le future generazioni di giornalisti.

Il significato dell’iniziativa

Il progetto nasce dall’esigenza di andare oltre una semplice commemorazione: l’aula dovrà funzionare come un’officina permanente di verità, capace di “generare memoria attiva”. In questo senso, la scrittura verrà presentata agli studenti non solo come tecnica, ma come responsabilità civile, un dovere di denuncia e ricerca della verità che Siani ha incarnato fino all’estremo sacrificio.

Gli interventi previsti

All’evento parteciperanno due figure centrali nella custodia dell’eredità di Siani:
Paolo Siani, fratello del giornalista, medico pediatra e presidente della Fondazione Siani, già ospite del corso di giornalismo alcuni mesi fa;

Armando D’Alterio, magistrato di lungo corso whose inchiesta riuscì a squarciare il velo di impunità sull’omicidio del giovane cronista.
Accanto a loro, interverranno la dirigente scolastica prof.ssa Albina Arpaia, il coordinatore del corso prof. Lucio Celot e il giornalista‑scrittore Michelangelo Iossa, docente e ideatore della proposta di intitolazione.

Il corso di giornalismo del Liceo Pansini

L’intitolazione rappresenta il coronamento del Corso di Giornalismo attivo nell’istituto. L’idea, lanciata da Paolo Siani durante una visita precedente, è stata subito fatta propria dal prof. Iossa e accolta con entusiasmo dalla dirigente Arpaia e dal prof. Celot. Il corso punta a formare giovani capaci di coniugare rigore tecnico e impegno etico, facendo vivere nella pratica quotidiana il monito di Siani: “la penna non deve mai smettere di scrivere”.