Blitz dei carabinieri forestali

Nusco, miasmi e scarichi nei fiumi: sequestrato il depuratore dopo l’esposto di 400 residenti

Denunciato il gestore dell'impianto per reati ambientali e deposito illecito di rifiuti speciali. La Procura affida la struttura all'Asi con l'obbligo di ripristino entro sessanta giorni.
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Avellino – I controlli tecnici dell’Arpac hanno confermato i sospetti avanzati da mesi da lavoratori e residenti. L’impianto di depurazione a servizio dell’area industriale di Nusco-Lioni è finito sotto sigilli per presunte e reiterate irregolarità nella gestione delle emissioni e dei reflui.

Il sequestro preventivo è stato eseguito dai carabinieri del Nucleo forestale di Bagnoli Irpino, in attuazione dell’ordinanza emessa dalla Procura della Repubblica di Avellino, guidata dal facente funzioni Francesco Raffaele.

Le accuse al gestore

Il provvedimento scaturisce da un quadro probatorio che gli inquirenti definiscono improntato alla «totale inosservanza delle prescrizioni a tutela dell’ambiente». Per il responsabile della società incaricata della conduzione, un imprenditore partenopeo di 65 anni al vertice della Sige, è scattata la denuncia a piede libero. I reati contestati spaziano dalla gestione e stoccaggio non autorizzato di rifiuti speciali, sia pericolosi sia non pericolosi, fino all’immissione abusiva di acque reflue industriali nei canali idrici limitrofi.

La mobilitazione e le verifiche

L’attività investigativa ha preso le mosse dalla petizione depositata da circa quattrocento cittadini, esasperati dai miasmi persistenti che saturavano l’aria dell’intero comprensorio. I campionamenti effettuati dai tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania hanno evidenziato gravi anomalie di funzionamento: oltre alla mancata rimozione programmata dei fanghi residui, il polo risultava privo di una corretta attività di ozonizzazione e depurazione, con il contestuale sversamento diretto dei liquidi inquinanti in un corso d’acqua limitrofo.

Sessanta giorni per rimettere a norma l’impianto

Parallelamente all’apposizione dei sigilli, la magistratura ha inteso scongiurare il blocco totale delle attività produttive del polo industriale irpino. Per questo motivo l’autorità giudiziaria ha concesso la facoltà d’uso provvisoria dell’infrastruttura al Consorzio Asi di Avellino. L’ente gestore avrà a disposizione due mesi di tempo per risanare le criticità strutturali, riattivare i filtri emissivi e garantire il rientro nei parametri di legge.

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