Benevento – Era stato fermato dalla polizia nell’agosto del 2025 e trovato in possesso di circa 140 grammi di cocaina. Una contestazione che aveva portato all’arresto e, successivamente, alla richiesta del pubblico ministero di una condanna a quattro anni di reclusione.
Il procedimento si è concluso questa mattina davanti al Tribunale di Benevento con una decisione sensibilmente diversa rispetto alla richiesta dell’accusa. Il giudice, infatti, al termine della valutazione degli elementi acquisiti nel corso del procedimento e delle argomentazioni della difesa, ha riqualificato il fatto in un’ipotesi di reato meno grave, condannando MG, 32 anni, alla pena di otto mesi di reclusione.
La ricostruzione della difesa
Al centro dell’udienza sono finite le circostanze del controllo e gli elementi probatori posti alla base dell’imputazione. La difesa, rappresentata dall’avvocato Gerardo Giorgione, ha sottoposto al giudice una diversa ricostruzione dei fatti, chiedendo una valutazione complessiva delle risultanze del procedimento.
Secondo la prospettazione difensiva, proprio l’esame degli elementi raccolti avrebbe consentito di escludere la configurabilità dell’ipotesi più grave contestata inizialmente e di ricondurre la condotta dell’imputato nell’ambito di una fattispecie meno severa.
Dalla richiesta di quattro anni agli otto mesi
La distanza tra la richiesta della Procura e la decisione del Tribunale è dunque significativa: quattro anni di reclusione erano stati chiesti dal pubblico ministero, mentre la pena inflitta è stata di otto mesi, a seguito della riqualificazione giuridica del fatto.
Nella decisione, secondo quanto riferito dalla difesa, hanno avuto rilievo anche i principi indicati dalla Suprema Corte di Cassazione richiamati nel corso dell’udienza.
La decisione del Tribunale
Il giudice ha quindi ritenuto configurabile una fattispecie di minore gravità, modificando la qualificazione giuridica della condotta contestata a MG e rideterminando conseguentemente la pena.
La sentenza chiude, allo stato, il procedimento davanti al Tribunale di Benevento, con una condanna decisamente inferiore rispetto a quella sollecitata dall’accusa. La decisione è maturata dopo l’esame delle risultanze processuali e delle tesi sostenute dalla difesa dell’imputato.
Nota redazionale: eviterei di definire MG “pusher” o di affermare che i 140 grammi fossero destinati allo spaccio, perché dalla ricostruzione fornita non emerge che questo sia stato definitivamente accertato: il dato centrale della sentenza è proprio la riqualificazione del fatto in un’ipotesi meno grave.



