I controlli dei carabinieri

Napoli, parcheggiatori abusivi, la piaga che torna con la movida: sei denunciati all’alba

Via Orsini e via Cuoco sotto la lente dei militari della Compagnia Napoli Centro. Il fenomeno dei «guardiamacchine» continua a resistere e si sposta nei luoghi più frequentati della città.
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Napoli – Le ferie ormai agli sgoccioli, le scuole pronte a riaprire e la città che torna a vivere le proprie notti. A Napoli riparte anche la movida e, con essa, tornano puntuali alcuni dei fenomeni che accompagnano le serate nei quartieri più frequentati: dalla sosta selvaggia ai parcheggiatori abusivi, presenza ormai quasi strutturale in alcune strade del centro e nelle aree dove si concentrano locali, ristoranti e attività notturne.

È in questo scenario che si inserisce il servizio straordinario di controllo del territorio effettuato dai carabinieri della Compagnia Napoli Centro. I militari hanno passato al setaccio alcuni dei punti considerati più sensibili, con particolare attenzione alle zone interessate dalla movida.

Sei denunciati per il «business» dei parcheggi

Il dato più significativo arriva ancora una volta dal contrasto ai cosiddetti «guardiamacchine». Sono sei le persone denunciate all’alba perché sorprese a svolgere abusivamente l’attività di parcheggiatore.

I controlli hanno interessato, in particolare, via Orsini e via Cuoco, strade dove la presenza di auto e moto aumenta sensibilmente nelle ore serali e notturne.

Il meccanismo è quello ormai noto: individuare gli spazi disponibili, indirizzare gli automobilisti verso il posto libero e poi chiedere denaro per una prestazione che nessuno ha autorizzato. Una sorta di «servizio» imposto di fatto a chi cerca parcheggio, con il pagamento che può trasformarsi, soprattutto nelle zone della movida e durante gli eventi, in una vera e propria tassa informale sulla sosta.

È un fenomeno che le forze dell’ordine continuano a considerare non soltanto come una violazione amministrativa, ma come una forma di illegalità capace di condizionare la fruizione degli spazi pubblici.

Un fenomeno che cambia zona, ma non scompare

Il problema non riguarda soltanto le strade del centro. Negli ultimi mesi i controlli hanno interessato diverse aree della città.

A settembre, durante un servizio straordinario nelle vie della movida del Vomero, i carabinieri hanno denunciato due uomini, di 65 e 55 anni, sorpresi a svolgere l’attività di parcheggiatori abusivi. Nell’operazione sono state identificate 83 persone e controllati 37 veicoli.

A giugno, invece, l’attenzione era stata concentrata sulla movida di Coroglio e Bagnoli: due parcheggiatori abusivi erano stati denunciati e altri due segnalati. Nello stesso servizio erano state contestate 83 violazioni al Codice della strada, 65 delle quali per sosta non autorizzata.

E ancora prima, durante i controlli predisposti in occasione della partita Napoli-Cremonese, i carabinieri avevano denunciato sette parcheggiatori abusivi nella zona dello stadio Diego Armando Maradona, alcuni dei quali già recidivi.

Dai «guardiamacchine» ai recidivi: una battaglia che continua

Il dato più significativo, al di là dei singoli interventi, è proprio la frequenza con cui il fenomeno torna a presentarsi.

Nel maggio 2026, durante i controlli per il Primo maggio, furono sette i parcheggiatori abusivi denunciati dai carabinieri tra Vomero, Chiaia e altre aree della città. Tra loro anche persone già sanzionate in precedenza per la stessa condotta.

E il problema non è nuovo. Già nel 2024 la Prefettura di Napoli aveva intensificato i servizi contro il fenomeno: tra il 28 ottobre e il 2 novembre furono sanzionati 16 parcheggiatori abusivi e 20 persone denunciate per recidiva. In occasione della partita Napoli-Atalanta furono inoltre sanzionati altri cinque abusivi, tre dei quali denunciati perché recidivi.

Nel febbraio 2025, nell’ambito di un’altra operazione della Polizia locale, furono invece sanzionati dieci parcheggiatori abusivi, tre dei quali recidivi.

Numeri che raccontano una difficoltà evidente: l’intervento repressivo colpisce singoli episodi, ma non riesce da solo a cancellare un fenomeno che tende a ricostituirsi rapidamente.

Centro storico, Vomero, Bagnoli e stadio: la mappa dell’abusivismo

La geografia dei controlli mostra una caratteristica precisa. I parcheggiatori abusivi tendono a concentrarsi laddove esiste una forte domanda di sosta e dove il flusso di persone aumenta in determinate fasce orarie.

Il centro storico e le aree della movida rappresentano quindi un terreno particolarmente favorevole. Ma lo stesso accade al Vomero, a Chiaia, a Bagnoli e Coroglio, nelle zone dello stadio durante le partite e nei pressi di alcune strutture ospedaliere.

A maggio, per esempio, la stessa Prefettura di Napoli aveva registrato tra le criticità segnalate dai residenti di via Manzoni e via Posillipo anche la sosta selvaggia e la presenza di parcheggiatori abusivi. La questione era stata portata all’attenzione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica.

Non solo parcheggiatori: nel mirino anche la sicurezza stradale

Nel servizio effettuato nelle ultime ore dai carabinieri della Compagnia Napoli Centro non sono mancati i controlli al Codice della strada.

Quattro persone sono state denunciate per guida senza patente con recidiva nel biennio, mentre due conducenti sono stati sanzionati perché alla guida di veicoli già sottoposti a sequestro. Due, infine, i motociclisti sorpresi senza casco.

Un bilancio che conferma come i servizi nelle ore della movida siano diventati sempre più articolati: non soltanto contrasto alla criminalità, ma anche controllo della circolazione, della sosta e di quei comportamenti che contribuiscono a trasformare alcune zone della città in aree particolarmente difficili da gestire nelle ore notturne.

Una «tassa» sulla notte napoletana

Il problema dei parcheggiatori abusivi, dunque, va oltre la semplice richiesta di pochi euro.

Per chi vive o frequenta la città, il fenomeno rappresenta una forma di appropriazione dello spazio pubblico. Il parcheggiatore si comporta come se fosse il titolare di una porzione di strada, indicando dove lasciare l’auto e chiedendo in cambio un pagamento.

Un sistema che può diventare particolarmente redditizio nei momenti di maggiore affluenza: partite, concerti, eventi, weekend e notti della movida.

A Napoli, peraltro, le cronache hanno documentato anche forme più sofisticate di pressione sul mercato della sosta. Nel febbraio scorso, ad esempio, carabinieri e Polizia locale denunciarono i titolari di due garage del Vomero accusati di avere occupato abusivamente stalli blu con auto dei clienti per rendere più difficile trovare parcheggio e favorire così l’ingresso nelle autorimesse.

La sfida resta aperta

Il nuovo blitz della Compagnia Napoli Centro si inserisce quindi in una strategia di controlli che prosegue da tempo e che coinvolge Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia locale e Prefettura.

La questione centrale resta però quella dell’efficacia nel lungo periodo. Denunce, sanzioni e controlli servono a interrompere l’attività degli abusivi, ma il fenomeno continua a ripresentarsi quando aumenta la domanda di parcheggio.

E così, mentre Napoli si prepara a vivere una nuova stagione di movida, il «guardiamacchine» torna a occupare un posto nella cronaca cittadina: una presenza che cambia strada, quartiere e fascia oraria, ma che continua a riaffacciarsi ogni volta che la città si riempie di auto, giovani, turisti e vita notturna.

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