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L'INTERVENTO DELL'AVVOCATO

Scampia, bimbo autistico di 9 anni, la denuncia dei genitori: «A scuola maltrattamenti e minacce»

Il bambino, affetto da autismo grave, avrebbe riportato ecchimosi e lesioni. I genitori hanno consegnato ai carabinieri registrazioni audio e documentazione sanitaria.
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Napoli – Una denuncia che ora dovrà essere attentamente verificata dagli inquirenti scuote una scuola di Scampia. Al centro della vicenda c’è un bambino di 9 anni, affetto da autismo grave e non verbale, che frequenta la quarta elementare. I genitori hanno presentato una denuncia-querela ai carabinieri della Stazione di Napoli-Marianella, ipotizzando episodi di maltrattamento e violenza ai danni del figlio durante le ore trascorse nell’istituto.

La famiglia avrebbe iniziato a insospettirsi dopo la comparsa, dall’inizio dell’anno scolastico, di ecchimosi e segni sul corpo del bambino, accompagnati da cambiamenti improvvisi dell’umore, crisi d’ansia e forte agitazione dopo il rientro a casa.

I dubbi dei genitori e il registratore

Di fronte alle domande della famiglia, secondo quanto riferito nella denuncia, il personale scolastico avrebbe ricondotto le lesioni ad atti autolesionistici del bambino.

I genitori, non convinti di questa spiegazione, avrebbero quindi deciso di utilizzare un piccolo registratore audio inserito negli abiti del figlio, con l’obiettivo di comprendere cosa accadesse durante la permanenza a scuola.

Dall’ascolto delle registrazioni, sempre secondo la ricostruzione contenuta nella denuncia, sarebbero emerse frasi minacciose e toni aggressivi rivolti al minore da parte di un operatore ASACOM. In alcuni passaggi si sentirebbero inoltre rumori che la famiglia ritiene compatibili con possibili percosse o costrizioni fisiche, accompagnati dalle urla e dal pianto del bambino.

Naturalmente, il contenuto degli audio dovrà essere sottoposto agli accertamenti dell’autorità giudiziaria, così come dovranno essere chiarite eventuali responsabilità individuali e organizzative.

I referti del Santobono

A corredo della denuncia sarebbero stati consegnati anche i documenti sanitari relativi alle condizioni del bambino. La famiglia ha prodotto, in particolare, referti del Santobono-Pausilipon, nei quali vengono indicate lesioni eritematose, escoriazioni al collo e contusioni alle braccia, con una diagnosi riferita a un possibile «maltrattamento di minore».

Elementi che, insieme alle registrazioni audio, sono ora al vaglio degli investigatori per stabilire l’origine delle lesioni e verificare se vi sia un collegamento con quanto sarebbe avvenuto all’interno della scuola.

Borrelli: «Fare piena luce»

Sulla vicenda è intervenuto il deputato di Alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli, che ha chiesto un intervento rapido da parte delle autorità competenti.

«Siamo di fronte a un racconto dai contorni agghiaccianti e inaccettabili», sostiene Borrelli. «La scuola deve rappresentare il luogo più sicuro al mondo, un presidio di tutela, protezione e crescita, specialmente per i bambini più fragili e indifesi che non hanno nemmeno la possibilità di parlare e chiedere aiuto».

Il parlamentare aggiunge: «Se quanto emerge dalle registrazioni e dai referti medici sarà confermato, ci troveremmo dinanzi a condotte ignobili. Chiediamo all’Ufficio scolastico regionale e alle autorità competenti di intervenire ad horas: i responsabili devono essere immediatamente sospesi da ogni incarico ed allontanati dal contatto con i minori».

Il legale: «Accertare tutte le responsabilità»

A confermare la presentazione della denuncia è l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste la famiglia.

«Abbiamo depositato le fonti di prova, le registrazioni audio e l’intera documentazione sanitaria presso l’Autorità giudiziaria», afferma il legale. «Ciò che emerge dai file è di una gravità inaudita».

L’avvocato sottolinea quindi che l’obiettivo della famiglia è «garantire che vengano accertate tutte le responsabilità, sia dirette che per omessa vigilanza, a tutela del piccolo Francesco e per evitare che episodi di tale violenza possano ripetersi ai danni di altri alunni vulnerabili».

Adesso saranno gli accertamenti investigativi a stabilire che cosa sia realmente accaduto all’interno dell’istituto, chi abbia eventualmente avuto responsabilità e se le lesioni riscontrate sul bambino siano riconducibili agli episodi denunciati dalla famiglia.

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