A Napoli, durante la Conferenza Metropolitana riunita questa mattina a Santa Maria la Nova, l’intervento di Luca Mascolo ha acceso i riflettori sul PTM e sulle sue implicazioni per i terrazzamenti agricoli e il futuro del territorio.
Prima dell’intervento è stato depositato un documento con le firme dei sindaci dei Monti Lattari e della piana pedemontana, che chiede di rinviare l’adozione del Piano in attesa dell’approvazione definitiva del Piano Paesaggistico Regionale.
Il timore è che i vincoli non adeguati possano ostacolare la manutenzione, favorire l’abbandono dei terreni e aggravare il dissesto idrogeologico. «Se costringiamo i proprietari ad abbandonare i terreni, non possiamo poi sorprenderci quando i terrazzamenti vengono giù».
La contestazione riguarda anche il metodo: le piccole comunità si sentono poco ascoltate; chiedono che vengano riconosciute le competenze dei Comuni e che si tenga conto delle esigenze concrete dei territori.
«Non si può pianificare senza conoscere i luoghi e senza ascoltare chi li amministra».
L’obiettivo non è contrastare la tutela ambientale o il contenimento del consumo di suolo, ma costruire una pianificazione equilibrata capace di coniugare protezione del paesaggio, attività produttive e sviluppo locale.
«Procedere in questo momento sarebbe deleterio», ha ribadito Mascolo, rivolgendosi ai rappresentanti della Città Metropolitana. «Servono ascolto, confronto e una pianificazione che parta dalla conoscenza reale dei territori. Il futuro delle nostre comunità non può essere deciso senza coinvolgere chi le rappresenta».
La richiesta dei sindaci è chiara: fermarsi, aprire un confronto concreto e correggere le criticità del Piano prima di procedere. Perché tutelare il territorio significa anche garantire le condizioni per mantenere vivo il sistema Terrazzamenti e sostenere le comunità che lo custodiscono.
Richieste concrete dei sindaci e attenzione al territorio
Nell’intento di tutelare l’identità dei Monti Lattari e della piana pedemontana, il documento chiede soprattutto il rinvio dell’adozione del PTM fino all’approvazione del Piano Paesaggistico Regionale e chiede che vengano riconosciute le competenze dei Comuni, con particolare attenzione all’agricoltura, al turismo, alla mobilità, ai servizi essenziali e alla sicurezza del territorio.



