LIVE
I RETROSCENA DEL BLITZ

Camorra, l’impero invisibile del boss di Sarno e della «Rosy Abate» dell’Agro Nocerino

Viaggio all’interno della holding criminale guidata dal boss detenuto Nicola La Rocca e dalle "reggenti" sul territorio.
Ascolta questo articolo Riproduci la versione audio
Ascolta
Caricamento in corso...
SEZIONE 2 DI 2

Il summit edilizio e il canale del cemento

L’inchiesta documenta come il gruppo non si limitasse alle consegne volanti, ma godesse di basi logistiche fisse ed insospettabili, mascherate dietro normali attività commerciali. Tra gennaio e febbraio 2022, gli investigatori registrano un vero e proprio summit criminale all’interno di una rivendita di materiale edile a Sarno. L’intermediazione è nata all’interno delle carceri: l’albanese Fitm Koldashi, detenuto a Rossano insieme a Nicola La Rocca, ha attivato i suoi contatti per far recapitare al clan sarnese un imponente carico di narcotico.

A Sarno, grazie alla mediazione di Errico D’Ambrosio, si sono presentati Bartolo Zuccola (corriere giunto da Ponticelli, Napoli) e i vertici operativi locali, tra cui Francesco Trotta (alias “Ciccio”, l’uomo deputato alle spedizioni punitive contro chi sconfinava nei territori del clan) , Daniele Testa e Rosario Nocera. Sul posto sono stati scaricati ben 5 chilogrammi di sostanza stupefacente suddivisa in involucri contrassegnati dai misteriosi timbri “CARO”, “III” e “8” , pagati interamente in contanti al momento della consegna.

I verbali di interrogatorio e i sopralluoghi hanno svelato la blindatura dell’accordo, confermata dalle parole scambiate dagli indagati durante le operazioni logistiche: “I pacchi sono marchiati, vedi i timbri sopra? Questa è roba pura, viene direttamente dal canale buono. Conta i soldi e chiudiamo la pratica prima che passi qualcuno per il cemento.”

“Il controllo capillare: dal chilo ai “venticinque euro”

La forza dell’organizzazione documentata nell’ordinanza cautelare risiede nella sua doppia natura: una grande capacità di traffico all’ingrosso su scala internazionale, combinata con un controllo militare e asfissiante del dettaglio minuto nei rioni popolari di Sarno, come il Rione Europa o il Parco delle Rose. Mentre il padre del boss, Francesco Paolo La Rocca, offriva in vendita singoli blocchi da un chilogrammo di cocaina al valore di 35.000 euro per il mercato napoletano , nei cortili del Parco delle Rose si consumava lo spaccio quotidiano.

Qui, Rosario D’Angelo (fratello del dirigente Antonio) gestiva la clientela locale persino per singole micro-dosi da 0,25 grammi cedute a 25 euro l’una direttamente sull’uscio di casa , o monitorate dalle telecamere di sorveglianza mentre venivano consegnate tramite intermediari familiari. È la radiografia di un’impresa criminale perfetta: un fatturato immenso, armi pesanti pronte all’uso, canali esteri e una manovalanza fedele capace di coprire ogni segmento del mercato. Un impero che si credeva invisibile, ma le cui trame sono state interamente svelate dai file della magistratura.

 

 

RIPRODUZIONE RISERVATA
Segui Cronache della Campania Canali ufficiali
Commenti (1)

Articolo 1nchiesta interessante ma troppo lungo, sembra un d0ssier infinito, ci sono tropppe ripetizioni e parecchie parti confuseche non spiegano bene come funziona il giro. Le fonti parono serie ma mancano dettagli operativii e logistici, è difficile capir i ruoli veri dei nomi, sembra tutto un film ma è anche reale e preoccupa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultime Notizie

Leggi tutte le notizie

Primo piano