L’epilogo: “Aduso alla violenza”
Il coltello viene ritrovato sotto un camioncino per la vendita di verdura, un Fiat Fiorino, dove Giuseppe lo aveva verosimilmente gettato per disfarsene. La maglia del Napoli che indossava, taglia XL, viene sequestrata piena di macchie rossastre.
Per il GIP non ci sono dubbi. Nonostante la madre cerchi di dipingerlo come il “figlio tranquillo”, Giuseppe Musella ha dimostrato una “incapacità di autocontrollo” totale. È un soggetto “aduso alla violenza”.
La convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere a Secondigliano, Giuseppe è accusato di omicidio aggravata, sono l’unico epilogo possibile per una storia dove il “diavolo” evocato dalla madre non era uno spirito maligno, ma la banale, ferocissima violenza domestica cresciuta nell’abbandono. In quella casa di via Al Chiaro di Luna, ora vuota, resta l’eco delle urla di Jlenia e quel “diavolo” che la madre temeva, e che alla fine aveva il volto di chi le stava più vicino.




L’articolo è molto drammatico e racconta una storia veramente triste. È difficile comprendere come sia potuto succedere tutto questo. Le parole della madre sono inquietanti, ma ci sono sempre motivi che portano a queste violenze, anche se non giustificano mai le azioni.