SONO 12 GLI INDAGATI: TUTTI I NOMI

La guerra delle piazze di spaccio e l’omicidio Colalongo: scontro tra i clan Luongo‑Covone‑Aloia e Filippini

Un’esecuzione brutale, ripresa dalle telecamere, maturata nella faida con il gruppo dei Filippini. La DDA di Napoli ricostruisce mandanti, killer e la macchina criminale dietro l’agguato costato la vita a Ottavio Colalongo.
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I fermati, gli indati e i ruoli contestati

Antonio Aloia (Napoli, 04/03/1978) – detenuto – promotore del sodalizio ed esecutore materiale dell’omicidio

Andrea Aloia (Acerra, 21/06/1999) – detenuto – organizzatore

Daniele Augusto (Massa di Somma, 17/09/2004) – supporto logistico e custodia della moto

Bernardo Cava, alias Aldo/Alduccio (Nola, 14/04/1971) – organizzatore e staffetta

Antonio Covone (Pomigliano d’Arco, 17/09/1973) – detenuto – promotore e mandante

Luca Covone (Ottaviano, 11/02/1999) – organizzatore e supporto operativo

Matteo Covone (Ottaviano, 28/10/2003) – fornitura abbigliamento ai killer

Christian Della Valle (Acerra, 06/03/1996) – reperimento del mezzo e supporto logistico

Ciro Guardasole (Nola, 14/10/1992) – organizzatore e coordinamento operativo

Nicola Luongo (Afragola, 07/10/1965) – detenuto – promotore e mandante

Eduardo Polverino (Ottaviano, 07/07/2004) – esecutore materiale

Giovanni Tarantino (Napoli, 13/04/1980) – organizzatore e logistica

(nella foto il luogo dell’omicidio e nei riquadri da sinistra la vittima Ottavio Colalongo, il suo assassino Antonio Aloia, Andrea Aloia e Nicola Luongo)

 

 

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Commenti (1)

L’omicidio di Colalongo mostra come la violenza nel vesuviano sia un problèma grave e duraturo. I clan continuano a combattere per il potere, ma nessuno sembra essere in grado di fermarli. Serve un intervento deciso.

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