La Strapollese, orai da anni Inserita nel circuito nazionale “Bronze” e riconosciuta da FIDAL e CONI, per l’edizione 2025 si è distinta per un’importante novità: l’assegnazione di due titoli ufficiali, il Campionato Regionale CRI e il Campionato di Società (CDS), che uniscono alla gloria personale il trionfo del gruppo squadra.
Ma per raccontare il cuore di questa esperienza, ci siamo rivolti al suo motore instancabile — come emerso dalle testimonianze raccolte fin qui — il presidente Rino Di Leo. Sebbene immerso nel fermento pre-gara, ci ha risposto con la lucidità e la passione che da sempre lo contraddistinguono.
- Presidente Di Leo, quali effetti ha prodotto, in termini di promozione sportiva e turistica, una manifestazione come la Strapollese, giunta meritatamente alla sua 17ª edizione?
Ieri sono arrivati a Polla circa 500 atleti – ha raccontato il presidente Rino Di Leo. Se consideriamo che molti di loro erano accompagnati da familiari o amici, parliamo di molte più persone che hanno usufruito delle strutture ricettive del territorio. Alcuni sono giunti già venerdì sera, hanno visitato la sede, si sono fermati per tutto il fine settimana, conoscendo il paese e, magari, esplorando anche qualche angolo del Vallo di Diano. È evidente che si parla anche di turismo.
Sul fronte della promozione sportiva, Di Leo ha sottolineato il ruolo del villaggio sportivo, che quest’anno ha ospitato tre realtà locali: la scuola calcio giovanile, quella di basket e la scuola di pugilato. “Hanno partecipato attivamente, promuovendo le loro attività e offrendo una rappresentazione del lavoro che svolgono sul territorio. È stato un modo concreto per valorizzare lo sport locale e coinvolgere la comunità.”
- La Strapollesina è una fiorente costola della Strapollese: che ruolo ha la corsa nella formazione sportiva delle nuove generazioni?
La corsa è una vera metafora di vita. Insegna valori che sono fondamentali nello sport, ma ancora di più nella vita: il rispetto dell’altro, la lealtà, la correttezza, una sana competizione. Ti rende una persona migliore. Correndo impari che per arrivare al traguardo servono sacrifici, bisogna superare ostacoli, essere resilienti e resistenti. A volte capita anche di mettere da parte se stessi: magari durante la gara un compagno ha bisogno di aiuto, e allora rinunci al tuo tempo per stargli vicino. Ecco, secondo me la corsa ti insegna proprio questo: a essere migliore.”
- Quali sono le sfide più complesse che impone l’organizzazione di una manifestazione come la Strapollese?
La sfida principale è quella di rinnovarsi ogni anno, cercando idee originali che rendano la Strapollese sempre diversa e migliore rispetto all’edizione precedente. Già dalle prime riunioni invito il comitato organizzativo a proporre qualcosa di nuovo.









