Più attenzione alla sostenibilità
Peraltro, fa notare il presidente del Cai di Biella la plastica è nei “capi tecnici che indossiamo in montagna: alcuni, durante il lavaggio, rilasciano micro o nanoplastiche che finiscono nei fiumi e nella catena alimentare. Occorre più attenzione e più cultura ambientale.
E le alternative esistono: nel Biellese, ad esempio, ci sono aziende pioniere che realizzano abbigliamento tecnico performante usando lana e fibre naturali, nel rispetto dell’ambiente. La consapevolezza si esercita anche nei piccoli gesti: quando facciamo la spesa, quando scegliamo cosa indossare, quando decidiamo come e dove acquistare. La sostenibilità comincia dalla nostra quotidianità”.
Infine, ma perché mettere una marmotta colorata accanto al busto di Quintino Sella? “Perché anche Quintino, fondatore del Cai, sapeva guardare lontano. In una lettera ai colleghi senatori scrisse dell’importanza di portare il telegrafo anche nei villaggi più remoti delle montagne.
Credeva nella capacità dell’uomo di usare l’intelligenza per trovare soluzioni, correggere gli errori e convivere con le sfide. Ecco perché ho voluto quella foto: la marmotta della Cracking Art e il busto di Sella, uno di fronte all’altra. Come a dire: il futuro si costruisce anche così, con l’immaginazione, la scienza, la cultura e il rispetto”. Postilla: le marmottone non sono costate nulla al Cai Biella, “grazie alla generosa disponibilità del collettivo Cracking Art”. “Non sarà una marmotta a salvare il mondo. Ma forse ci aiuterà a ricordare che è tempo di cambiare passo”, conclude Formagnana.




Le marmottone sono sicuramente un’idea particolare, ma ho dubbi se siano veramente utili. Portare plastica in montagna può essere visto come un modo per snaturare la bellezza naturale. Forse ci sarebbe bisogno di più sensibilizzazione su questi temi.