Pomigliano d’Arco – Una salma è rimasta bloccata davanti al cimitero cittadino a causa della revoca del titolo abilitativo e dell’autorizzazione alla ditta di onoranze funebri incaricata del trasporto.
La decisione ha scatenato la reazione della titolare e degli operai dell’impresa, ora fermi ai cancelli del camposanto in attesa di poter dare sepoltura alla defunta.
Il deputato Pd Piero De Luca definisce “gravissime” le affermazioni di Galeazzo Bignami sulle presunte ispezioni nelle amministrazioni comunali di Portici ed Ercolano, chiedendo un immediato chiarimento dal Viminale.
Il provvedimento è stato notificato alla ditta questa mattina, in seguito a un’ordinanza dirigenziale del Comune, emessa su richiesta dei carabinieri che hanno riscontrato violazioni alla legge regionale del 2001.
L’amministratrice della “Forino Group” ha espresso sorpresa per la revoca, avvenuta a poche ore dalla sepoltura, sottolineando che nei mesi scorsi l’impresa aveva regolarmente ottenuto i titoli abilitativi necessari.
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“La salma ci è stata affidata ieri – spiega l’amministratrice – e la revoca è stata firmata solo stamattina. Non potevamo tenerla nella casa funeraria. Abbiamo scoperto della revoca quando ci siamo recati in Comune per il disbrigo delle pratiche di trasporto. Abbiamo comunque deciso di portare la bara al cimitero per rispetto della defunta, una donna di 91 anni, e dei suoi familiari”.
Tra i presenti anche Domenico Foria, il cui nome in passato è stato legato a un’interdittiva antimafia riguardante la sua ditta di trasporti funebri. “Non ho alcun legame con esponenti del clan Foria – dichiara – e non posso continuare a pagare per il cognome che porto.
Per questo motivo è già stata bloccata due volte la società di mia moglie, nonostante sia stato dimostrato un errore di registrazione. Ora anche questa ditta sta subendo le conseguenze di un equivoco che deve finire”.
Le autorità locali stanno approfondendo la vicenda per chiarire gli aspetti burocratici e garantire il rispetto delle normative vigenti.









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