Napoli. Oltre all’origine dell’arma, emerge un altro mistero nelle indagini sulla morte di Arcangelo Correra, il 18enne morto sabato mattina per un colpo di pistola calibro 9X21 alla testa.
Proiettile che si ritiene sia stato esploso accidentalmente dal suo amico, Renato Benedetto Caiafa, 19 anni che ha confessato e ora in stato di fermo.
Castellammare - L’inquadratura televisiva ha restituito per mesi la fotografia perfetta della macchina pubblica che funziona: il nastro tricolore tagliato di fresco, il vocio di circostanza delle autorità, il sorriso di chi rivendica il compimento di una missione e i riflettori puntati su quello che doveva essere il simbolo della rinascita sociale per le periferie…
Sul luogo del delitto, la Polizia Scientifica ha trovato e sequestrato un proiettile di calibro diverso rispetto a quello dell’arma che ha causato la morte del giovane.
Come è arrivato lì? Chi ne era in possesso? Sono domande alle quali la Squadra Mobile e la Procura di Napoli stanno cercando di rispondere.
Gli ex lavoratori di Whirlpool Napoli est si mobilitano a sostegno degli abitanti dei Campi Flegrei colpiti dal sisma del 31 luglio, con una colletta e un messaggio di solidarietà.
Questi elementi si aggiungono agli accertamenti sulla versione fornita da Caiafa, che in Questura ha dichiarato che il colpo fatale è partito accidentalmente mentre maneggiavano la pistola trovata su una ruota di scorta di un’auto parcheggiata.
Tuttavia, questo racconto suscita perplessità tra gli inquirenti che continua le indagini in attesa che il gip fissi l’udienza di convalida del fermo del giovane assassino.









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